Va detto subito che in Italia, a parte alcune community di bookmaker e di tipster, non esistono piattaforme interamente dedicate al social betting. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità dei giochi con vincita in denaro, mentre le discussioni sui pronostici restano fuori dal divieto: manca una piattaforma indipendente dal conto gioco di un concessionario.
Cosa sono le scommesse social?
I siti di social betting occupano una nicchia particolare nel mondo delle scommesse, perché uniscono il rischio della puntata con i meccanismi tipici dei social media. Il termine arriva dal Regno Unito, dove copre tre categorie diverse di siti e di attività. Il primo gruppo sono i bookmaker tradizionali, che hanno portato nel conto gioco alcune funzioni prese dai social.
Esistono poi social media dove è consentito sfidare con scommesse sportive amici o conoscenti, oppure condividere una puntata e il rischio e la vincita ad essa connessi con altre persone. Il terzo gruppo riguarda invece le community dedicate alle scommesse, spesso create da tipster professionisti intorno ai quali si creano autentici social media.
Scommesse e social trend
I social media hanno cambiato il modo di comunicare nel giro di pochi anni e sono diventati uno strumento di uso quotidiano, presente in ogni sfera della nostra società, dalla politica al semplice svago. I bookmaker esistevano da molto prima e hanno finito per adottarli: se il rapporto con gli scommettitori era monodirezionale, adesso viaggia nei due sensi.
In Italia il caso più noto è la sezione Tipster di Sisal Matchpoint, che l’operatore presenta come la propria piattaforma di social betting. Gli iscritti pubblicano le proprie giocate, si sfidano su graduatorie tematiche e chi arriva in alto riceve bonus scommessa.

Scommesse social con i vostri amici
Per molti scommettitori la parte migliore arriva prima della giocata, quando se ne discute con gli amici. Un tempo questo significava trovarsi al tavolo di un bar per compilare insieme una schedina, ma il mondo del betting e della tecnologia si è evoluto moltissimo nel frattempo.
Nell’epoca dei social media esistono piattaforme dedicate proprio a questa attività, che offrono la possibilità di coinvolgere amici, oppure farsene di nuovi, e condividere puntate, importo ed eventuali vincite con loro. Si va dal pronostico sul match di cartello alle scommesse sul calciomercato, fino alle multiple costruite mettendo insieme le competenze di più persone.
Su alcune piattaforme che prevedono questa funzione la giocata condivisa segue tre passaggi, che abbiamo riassunto qui sotto. Non è una possibilità offerta da tutti i siti di social betting.
- [1] Trova la scommessa giusta
Passa al vaglio l’intero sito per trovare la scommessa giusta, ovvero quella in cui secondo te la quota è più alta di quanto l’esito meriterebbe.
- [2] Splitta la scommessa con un amico
Offri la possibilità di splittare la scommessa con te ad un amico, che riceverà un pop-up sul suo smartphone e potrà decidere se accettarla o meno.
- [3] Condividi la vincita
Una volta che avrete piazzato la giocata, l’eventuale vincita viene ripartita secondo le quote di partecipazione alla giocata.
Far parte di una community di persone con le stesse idee
La terza variante è anche la più diffusa. Si tratta di community che gravitano attorno a tipster professionisti o amatoriali, che pubblicano consigli e pronostici su cui altri scommettitori decidono se puntare. Molte sono dedicate alle scommesse sul calcio, ma il perimetro si è allargato: oggi esistono piattaforme aperte a chiunque voglia esporsi con le proprie previsioni.
Più i pronostici risultano vincenti più i follower dei tipster aumentano, e con loro la fama nell’ambiente. Alcuni siti fanno giocare con la moneta virtuale della piattaforma e mettono in palio premi non in denaro. Su questi social si comunica anche fra utenti e ci si iscrive a gruppi di interesse.

Come aprire un profilo di social betting
Il percorso cambia a seconda di dove ci si iscrive: un conto gioco su un bookmaker ADM richiede documento e verifica dell’identità, mentre per entrare in una community di pronostici bastano pochi passaggi. Qui le strade sono di solito due. La prima è entrare con un profilo social già attivo, lasciando che siano quei dati a completare l’iscrizione.
La scorciatoia esiste perché nelle community che non raccolgono denaro e non permettono vincite in contanti viene a mancare l’obbligo di identificazione previsto per il gioco a distanza. La seconda strada è la registrazione classica con un indirizzo email dedicato: costa qualche minuto in più, ma tiene separati i due ambiti e segue i passaggi della grafica qui sotto.
- [1] Registrati sul sito
Accedi al sito di social betting e clicca sul bottone Registrati per iniziare il processo di iscrizione alla pagina.
- [2] Inserisci i tuoi dati
Completa la creazione del tuo profilo sulla piattaforma con l’inserimento dei tuoi dati nel formulario d’iscrizione del sito.
- [3] Inizia a partecipare
Completata la registrazione, puoi iniziare subito a seguire i tipster e a confrontare i tuoi primi pronostici con la community.
Esistono mobile app di social betting?
Scommettere seduto sul divano di casa è comodo, ma non è sempre possibile. Qualche app di social betting esiste, anche se la copertura resta parziale: parecchie community si usano solo da browser. Per un fenomeno nato dentro i social, dove lo smartphone è lo strumento di default, è quasi un paradosso.
Dove l’app c’è, il vantaggio pratico è la notifica: si sa subito quando un tipster seguito ha pubblicato. Alcune permettono anche di caricare i propri pronostici, che restano previsioni visibili agli altri iscritti e non puntate in denaro. Se invece un’app raccoglie gioco con denaro reale rivolgendosi al pubblico italiano, deve operare nell’ambito di una concessione ADM.
Perché i siti di social betting sono diversi?
Quello che distingue queste piattaforme dalle altre forme alternative di scommessa è il peso dato alla condivisione. Nel betting exchange il rapporto con gli altri utenti è una transazione: si compra e si vende una quota, non si commenta una partita.
Il fantasy football sposta tutto su una competizione a punti che si chiude a fine stagione. Nel social betting invece lo scambio è il prodotto stesso: intorno a quello è costruita la piattaforma.
Chi segue una nicchia se ne accorge subito. Un appassionato di scommesse speciali sui programmi tv fatica a trovare qualcuno con cui parlarne, mentre dentro una community l’interlocutore competente esiste già. Lo stesso vale per gli sport minori.
Il discorso non regge per le scommesse virtuali: eventi generati da un algoritmo e chiusi in pochi secondi lasciano poco spazio all’analisi, e quindi al confronto tra scommettitori.
Nei box qui sotto abbiamo isolato i tre vantaggi più concreti di questo modo di scommettere.
Nelle scommesse classiche siamo noi, da soli, a sfidare i bookmaker. Dentro una community si confrontano le proprie valutazioni con quelle di altri scommettitori e si vede su cosa stanno puntando. Resta un elemento di giudizio in più, da incrociare con le proprie analisi: le classifiche interne misurano i risultati secondo le metriche scelte dalla piattaforma.
Sui siti scommesse tradizionali vi trovate davanti a una miriade di possibilità fra palinsesto e mercati. Alcune piattaforme hanno introdotto il concetto di curated bet. Cosa vuol dire? Che invece di puntare sulla quantità, propongono poche selezioni indicate dalla community o dai tipster più seguiti. Non significa che saranno vincenti, ma restringe il campo.
Un limite ricorrente dei bookmaker classici è la mole di informazioni e richieste in cui si imbatte chi arriva per la prima volta: home page fitte di pulsanti e termini e condizioni lunghissimi. Le community hanno interfacce sensibilmente più leggere, anche se il livello cambia da un sito all’altro: bastano pochi click per capire dove si pubblica un pronostico.
I fattori di sicurezza del social betting online
Il rischio cambia a seconda di cosa fa la piattaforma. Se raccoglie denaro, il primo controllo è la concessione ADM: la cifratura dei dati da sola non dice niente su chi gestisce il servizio e su che fine fa il vostro deposito.
Dove invece non si deposita nulla, il punto debole sono le credenziali. Restano comunque alcune contromisure che potete adottare per ridurre l’esposizione, e nessuna richiede competenze tecniche particolari.
In una community si condividono i pronostici, mai le chiavi d’accesso. Evitate il login da computer pubblici, che siano di un internet point o di una biblioteca, e tenete la password lunga, con caratteri speciali e diversa da quella del conto gioco.

Community di social betting senza conto gioco
Il social betting non si esaurisce nei bookmaker. Esistono infatti, raggiungibili anche dall’Italia, siti e applicazioni che restano fuori dal regime delle concessioni. Quello che conta però è cosa fanno, al di là di come si definiscono: se una piattaforma raccoglie puntate in denaro rivolgendosi al pubblico italiano, la licenza ADM serve.
Le community di questo tipo non offrono la possibilità pratica di scommettere denaro reale. Le due forme più diffuse, i siti di pronostici e il peer to peer, seguono logiche piuttosto diverse fra loro.
I siti di pronostici
I siti di pronostici sono spesso gestiti da tipster che si sono costruiti una reputazione pubblicando le proprie giocate e i risultati che ne sono seguiti. Tanti di loro nascono professionalmente su siti di social betting dove vengono scambiate le previsioni sugli eventi sportivi.
Spesso affiancano ai pronostici anche consigli più generali sulla gestione delle giocate. Parliamo di persone competenti, per alcune è un mestiere a tempo pieno, ma il fatto che pubblichino con continuità non le rende infallibili: lo storico va guardato per intero, non solo nelle settimane migliori.
Le scommesse peer to peer
Questo genere di siti mette in contatto voi e i vostri amici con la possibilità di sfidarvi su un pronostico. Nei modelli peer to peer più aperti sono gli utenti a proporre la sfida, invece di sceglierla da un palinsesto predefinito.
Una piattaforma così quasi mai si definisce “sito scommesse”, ma l’etichetta non ne stabilisce la liceità. Quando c’è denaro in ballo e qualcuno organizza la sfida valgono le regole del gioco a distanza, che trattenga o meno una commissione.
Il posto del social betting nelle scommesse italiane
Chi arriva qui in cerca di un social network delle scommesse non lo troverà: in Italia il social betting resta un fenomeno di nicchia, un po’ come le scommesse online con Bitcoin.
Certo l’idea di abbinare le scommesse online ai social network è affascinante: confrontare analisi e letture diverse con altri appassionati rende l’esperienza più partecipativa, il che non significa che aumentino le probabilità di vincita.
Che la giocata nasca da una riflessione vostra o da un confronto in una delle community attive, la puntata passa da un concessionario: la lista dei top bookmakers resta il punto di partenza.
Le domande che ci arrivano sul social betting
Il confine tra community e conto gioco è il punto su cui i lettori ci scrivono più spesso. Qui rispondiamo alle domande che tornano con più frequenza.






