T&R Podcast, top eventi di ottobre 2026: Conference League, NBA e altro
TalkBet&Risposta, il podcast di Siti scommesse, torna insieme al giornalista Mauro Mondello nel mese di ottobre, con Conference League, Masters 1000 di Shanghai e Parigi, Giro di Lombardia, Coppa del Mondo di nuoto, NBA e programmi TV. Per ogni appuntamento analizzeremo dati, precedenti e quadro dei favoriti.
In questa puntata partiremo dalla Conference League, che il 15 ottobre apre la league phase con l’Atalanta di Maurizio Sarri come unica italiana al via. Valuteremo le chance dei nerazzurri sull’antepost, leggeremo il calendario delle sei avversarie sorteggiate e ci soffermeremo sulle prime due sfide, con Pafos e Ajax. Guarderemo poi alle squadre meno note del torneo, dagli Hearts al Nordsjælland, per individuare chi può arrivare alla fase a eliminazione diretta. Tireremo infine le somme sulla finale di Istanbul e sulle possibilità del Brighton, favorito dei bookmaker.
Il tennis ci porterà a Shanghai, dal 7 al 18 ottobre, e poi a Parigi per l’ultimo Masters 1000 della stagione. Nel ciclismo seguiremo il Giro di Lombardia del 10 ottobre, orfano di Pogačar, mentre per il nuoto ci sposteremo ad Astana, sede della tappa finale della Coppa del Mondo. Dalle scommesse sulla NBA, con i Knicks campioni in carica e il mercato MVP, arriveremo ai tre programmi TV su cui è possibile puntare: GF VIP, X Factor e Ballando con le stelle, con un pronostico sui vincitori finali.
L’Atalanta di Maurizio Sarri, unica italiana in Conference League, ha vinto l’Europa League nel 2024 ma è alla prima Conference della sua storia, e i bookmaker la danno seconda favorita per il titolo: la puntata antepost sui bergamaschi si può fare? Può davvero arrivare in finale e sollevare la coppa?
La Conference è ormai un torneo che va oltre il calcio: fa conoscere squadre e luoghi lontani, in una Champions League che a volte appare più prevedibile. Che l’Atalanta sia tra le favorite non sorprende: nelle ultime sette stagioni europee ha vinto l’Europa League, ha raggiunto una volta i quarti di Champions, due volte gli ottavi, una volta i sedicesimi e i quarti di Europa League nel 2021/2022, superando sempre almeno la prima fase. I dubbi arrivano da un inizio di stagione macchinoso: due vittorie, poi tre sconfitte consecutive, mentre la squadra passa dal calcio intenso e verticale di Gasperini a quello più compassato e orizzontale di Sarri, che appare un po’ spento. Per me deve arrivare almeno ai quarti: qualsiasi risultato diverso sarebbe un fallimento. Oggi è difficile considerarla favorita assoluta, ma se risolve i dubbi tattici può arrivare in primavera più rodata e alzare la coppa.
Il sorteggio ha messo l’Atalanta in prima fascia, con Pafos e Kairat Almaty in casa, Ajax, Borac Banja Luka e Riga fuori e il Mjällby a Bergamo. Quale di queste sei avversarie può fare male davvero? E come ti aspetti le prime due gare, Atalanta-Pafos del 15 ottobre e Ajax-Atalanta del 22 ad Amsterdam?
Il calendario è stato benevolo con l’Atalanta. Riga e Banja Luka, arrivate dalle qualificazioni (il Riga dal primo turno, otto partite in tutto, il Banja Luka dal secondo), valgono una bassa Serie B o una Serie C alta: non vincere con loro sarebbe un disastro. Il Kairat Almaty, sorpresa della scorsa Champions, ha chiuso all’ultimo posto con 1 punto. Il Mjällby, campione di Svezia nel 2025 e squadra di un paese da 1.400 abitanti, è molto organizzato e a mio parere la più pericolosa tra le sconosciute, soprattutto fuori casa. Le due gare più toste sono però le prime: l’Ajax, lontano dai fasti di un tempo ma club di buon livello, e il Pafos, che nella scorsa Champions è stato escluso dagli spareggi solo per la differenza reti, superato all’ultimo dal Benfica. Il Pafos gioca le coppe per il terzo anno consecutivo e ha giocatori interessanti, come l’ala brasiliana Biel, in prestito dallo Sporting Lisbona. Per l’Atalanta anche solo un punto sarebbe ottimo: la Dea può vincere, ma occhio alle sorprese.
Nella Conference League 2026/27 ci sono anche KuPS, Lincoln, Hearts, Nordsjælland e AGF: le possiamo considerare “squadre cuscinetto” o c’è qualche possibile sorpresa? Tra le prime otto e i playoff, chi vedi passare alla fase a eliminazione diretta?
Alla sesta edizione è la più pazza delle coppe europee: divertente, equilibrata e piena di sorprese, anche se tecnicamente non sempre al massimo. Tra le squadre citate occhio agli Hearts, che nella scorsa stagione hanno quasi vinto il campionato scozzese e sono partiti bene anche quest’anno; tra le danesi c’è una squadra non trascendentale che qualcosa potrebbe far vedere. Squadre cuscinetto totali sono il Riga, i lituani del Kauno Žalgiris e l’Inter Escaldes di Andorra. La sorpresa può arrivare dagli albanesi dell’Egnatia: non per le prime otto, ma una qualificazione ci può stare. Le squadre che dovrebbero qualificarsi e giocarsi la top 8 sono Ajax, Atalanta, Braga, Brighton, Getafe, Friburgo, Monaco, Panathinaikos, Trabzonspor, Midtjylland e Copenaghen.
I bookmaker vedono il Brighton come primo favorito per la vittoria della coppa: date tutte le considerazioni fatte, quali due squadre si giocheranno la finale a Istanbul e chi solleverà la coppa?
Il Brighton in finale non ci arriva. Sarà l’anno in cui la superiorità inglese, dopo tre successi nelle ultime quattro edizioni, viene scalfita: la finale sarà tra Monaco e Friburgo e vince il Friburgo.
Il Masters 1000 di Shanghai si gioca dal 7 al 18 ottobre e, al momento della registrazione, l’entry list conferma tutte le teste di serie, da Sinner ad Alcaraz, da Zverev a Djokovic. Domanda secca: tornerà già in Cina il duopolio Sinner-Alcaraz, con la possibilità che i due si affrontino di nuovo dopo vari mesi in una possibile semifinale o finale?
No. La partecipazione di Sinner sarà in dubbio fino all’ultimo e non lo immagino subito pronto a giocare al massimo: credo che eventualmente punterà ai quarti, per fare i punti necessari e tenere Zverev a distanza dal numero 1. Alcaraz a Shanghai ha fatto al massimo i quarti e per me non è un torneo che gli si addice. Se è in palla vince quello che vuole, ma non è il suo anno: la mia risposta è un rotondissimo no.
Nel 2025 la finale di Shanghai è stata Rinderknech-Vacherot, con la vittoria di Vacherot, allora numero 204 del mondo. Sinner ha vinto nel 2024, Djokovic ha il record del torneo con 4 titoli, Alcaraz non ha mai vinto, e in 12 giorni di torneo l’umidità ha già costretto più di un giocatore al ritiro. La giocata antepost la rischieresti comunque? Se sì, su chi?
Shanghai è un torneo particolare: nelle ultime sette edizioni ci sono stati sette vincitori e quattordici finalisti diversi, quindi cercare una coerenza tecnica nello storico è molto difficile. Si gioca all’aperto, con un’umidità fra l’80 e il 95%, e escono tabelloni folli, come quello del 2025 con i cugini Rinderknech e Vacherot in finale e Sinner fuori al terzo turno per i crampi. Se si vuole giocare l’antepost, il nome è Zverev: è in bolla e qui ha l’occasione di prendersi il numero 1 o di arrivare a una manciata di punti da Sinner, una motivazione enorme che può fare la differenza.
Nel 2025 ha trionfato un outsider come Vacherot: a Shanghai c’è qualcuno che potrebbe sorprendere, magari arrivando in semifinale, e che non fa parte dei soliti nomi noti?
Si gioca sul cemento DecoTurf, lo stesso dei tornei di Dubai e del Masters del Canada, dove quest’anno hanno vinto Medvedev e Shelton. Occhio quindi a questi due nomi e, proprio fuori dai ranghi, a Learner Tien.
L’ultimo Masters 1000 della stagione si gioca dal 31 ottobre all’8 novembre e, per il secondo anno, non a Bercy ma alla Paris La Défense Arena, un impianto molto più grande e con un campo centrale diverso. Visto come è andato il torneo nel 2025 e chi è arrivato ai quarti di finale, possiamo dire che il cambio di sede non ha influito più di tanto?
Sì, non vedo grandi differenze, anche se la superficie della Défense è estremamente lenta rispetto a Bercy. Bublik ha detto che è più lenta della terra battuta, mentre ad Alcaraz è piaciuta. Il direttore del torneo, l’ex tennista francese Pioline, voleva avvicinarla per velocità a quella delle ATP Finals di Torino, ma il piano non è riuscito: il Court Pace Index è passato da 46,6 nel 2024 a Bercy, il campo più veloce del circuito ATP, a 35,1 nel 2025, più veloce soltanto dei tornei sulla terra battuta (CPI fra 26 e 30) e del cemento di Indian Wells (intorno a 30). Torino per le Finals è a 40,0. Nell’ultimo decennio, terra rossa a parte, è finita l’epoca degli specialisti delle superfici: Sinner, Alcaraz, Zverev, Fritz, Shelton e i giovani Jodar, Tien e Mensik giocano bene ovunque. Possono avvantaggiarsi Rudd e Medvedev, maestro della difesa da lontanissimo: più la palla viaggia lenta, più diventa un muro. Qualche sorpresa può comunque arrivare.
Al momento della registrazione l’entry list del Masters 1000 di Parigi li dà tutti presenti: chi vince?
Sarà una sfida Sinner contro Zverev, e vince Sinner.
Il Giro di Lombardia del 10 ottobre parte da Bergamo e arriva a Como, ma senza Tadej Pogačar, assente per infortunio e vincitore delle ultime cinque edizioni. La corsa cade due settimane dopo il Mondiale di Montréal, quindi ci sarà la maglia iridata appena assegnata. Nessun dominatore al via riapre davvero la corsa, o il favorito ce l’hai già in testa?
Il favorito c’è ed è molto evidente: Remco Evenepoel. Non ha fatto un grande Mondiale in linea, ma ha vinto quello a cronometro per la quarta volta consecutiva, ed è molto in forma. In questa stagione ha vinto l’Amstel Gold Race e la Clásica di San Sebastián, ha chiuso secondo al Tour e, soprattutto, è arrivato secondo dietro a Pogačar al Lombardia sia nel 2024 sia nel 2025. Tutto può succedere, ma il favorito d’obbligo è lui.
Giulio Ciccone, nono al Mondiale, arriva al Lombardia dopo una stagione lunga: punteresti su un suo piazzamento? Sì o no, e perché?
Sì. Ciccone ha fatto un bel Mondiale e avrebbe meritato molto più del nono posto. Nel 2025 non ha corso il Lombardia, mentre nel 2024 lo ha corso ed è arrivato terzo. Non sarei sorpreso di vederlo lottare nelle prime posizioni.
Dal 15 al 17 ottobre ad Astana si chiude la Coppa del Mondo di nuoto, il circuito Via della Seta che tocca Baku (1-3 ottobre), Tashkent (8-10) e Astana, con oltre 750 atleti da più di 50 nazioni e 1,2 milioni di dollari di montepremi. Si nuota in vasca corta, e i Mondiali in vasca corta si terranno a Pechino dall’1 al 6 dicembre. Per gli azzurri Astana è un obiettivo o la prova generale di Pechino?
La federazione internazionale sta spingendo molto su questa competizione, con compensi importanti per uno sport come il nuoto. Per gli azzurri sarà però soprattutto una prova in vista dei Mondiali in vasca corta di dicembre: sono stati convocati solo tre atleti, Razzetti, in gara per vincere la Coppa del Mondo, e Mora e Viberti, che sperano di strappare una wild card in palio durante le tre tappe.
Quale azzurro arriva ai Mondiali in vasca corta di Pechino con il maggior credito e chi vince la classifica generale della Coppa del Mondo?
Razzetti è il nostro punto di riferimento in vasca corta. Per la vittoria finale faccio due nomi: l’australiano Cameron McEvoy fra gli uomini, che dovrebbe fare sia i 100 sia i 50 stile libero, e l’americana Kate Douglass fra le donne. Douglass è la campionessa in carica, è polivalente (stile libero, rana e misti) e metterà da parte tanti punti.
Il 20 ottobre parte la regular season NBA, con i New York Knicks campioni in carica, al primo titolo della franchigia dal 1973. Per i bookmaker davanti ci sono Thunder, Spurs, Philadelphia e Boston, poi i Knicks: il mercato non crede al bis dei campioni in carica, ha ragione?
Da quella finale con gli Spurs nella lega sono successe tantissime cose: LeBron James è andato ai Philadelphia 76ers, LaMelo Ball ai Minnesota Timberwolves, Kawhi Leonard è tornato ai Toronto Raptors dopo la sanzione molto pesante ai Los Angeles Clippers per aver aggirato il salary cap, Haliburton e Irving sono rientrati dagli infortuni e c’è una classe di rookie ricca di talento, con la prima scelta Dybantsa a Washington. Le squadre più forti sono Spurs, Thunder e Knicks, ma una doppietta di New York è quasi impossibile: da Toronto nel 2019 a oggi ogni anno ha avuto un vincitore diverso, e l’NBA ha lavorato a lungo per una lega più equilibrata. I favoriti sono gli Spurs: possono migliorare le 62 vittorie della scorsa stagione, Wembanyama a 22 anni, al quarto anno NBA, è già uno dei difensori più dominanti di sempre e potrebbe diventare il miglior giocatore del mondo, e l’arrivo di Tobias Harris in free agency aiuta. Occhio ai Timberwolves: Edwards, Gobert, McDaniels e LaMelo Ball, con regia e tiri in uscita dal palleggio, possono fare bene, anche se non so se possano battere Spurs o Thunder in una serie al meglio delle sette partite. Philadelphia si è rafforzata con LeBron James, Jaylen Brown e Dean Wade e può essere molto competitiva in primavera: James ha dimostrato di saper alzare il livello nei playoff, Brown segna in uno contro uno e Nick Nurse è un allenatore intelligente. Miami ha poca profondità, ma con Antetokounmpo, miglior giocatore della Eastern Conference, una cavalcata a sorpresa fino alle Finals non mi sorprenderebbe. Golden State non sarà competitiva, ma se raggiunge il play-in avrà il rientro di Jimmy Butler e Curry fa sempre paura ai playoff. Faranno malissimo Sacramento Kings, Brooklyn Nets, Chicago Bulls e Los Angeles Clippers.
Il colpo dell’estate è LeBron James a Philadelphia, con un biennale da 8 milioni di dollari complessivi, una cifra da comprimario per un giocatore che a dicembre compie 42 anni, nello stesso reparto di Joel Embiid. I Sixers hanno preso un giocatore che sposta le partite di aprile o un finale di carriera a un prezzo che non potevano rifiutare?
Per me è ancora un giocatore che sposta, soprattutto in chiave playoff. LeBron sapeva che andare ai Warriors, una squadra vecchia, sarebbe stata una scommessa perdente, che tornare ai Cleveland Cavaliers significava una franchigia interessante ma senza reali chance di titolo, e che scegliere Miami con Antetokounmpo voleva dire legare la stagione al destino. Ha scelto Philadelphia, forse non la migliore tra le opzioni ma una squadra di talento, dove può essere il tassello mancante. È un grande innesto: James per 30 minuti a partita è ancora dominante in attacco, e se Embiid non si rompe il quintetto titolare è forte.
Sul mercato MVP la vittoria non dipende solo dalle medie: lo decide un voto, in cui pesano il record della squadra, il minutaggio e il racconto dei mesi centrali. A chi va la tua giocata antepost?
A Victor Wembanyama. Nella scorsa stagione ha puntato con decisione al premio, ma è arrivato terzo nelle votazioni dietro a Gilgeous-Alexander e Jokić. Ha però trascinato gli Spurs fino alla finale, mentre Jokić e Gilgeous-Alexander uscivano molto prima: il cammino di San Antonio gli dà un vantaggio per il 2026-27. Gilgeous-Alexander resta tra gli outsider, insieme a Jokić e Doncić, che ha dei Lakers molto rinnovati e deve dimostrare definitivamente quello che vale.
Sono partiti tre programmi TV, tra reality e talent, su cui si può puntare sul vincitore finale. Cominciamo dal GF VIP, partito a metà settembre con Ilary Blasi ancora al timone e già definito l’edizione delle minestre riscaldate, tra nomi noti e altri meno: chi sarà il vincitore finale?
Questa è la seconda edizione del Grande Fratello VIP del 2026, la nona in tutto. Dopo otto anni Ilary Blasi è tornata alla conduzione, al posto di Alfonso Signorini, in una versione light: una quindicina di concorrenti per una sessantina di giorni, invece della trentina che restava in casa sei mesi nell’epoca Signorini. Il primo espulso, per bestemmia, è stato Simone Annichiarico, un classico del programma. Per la vittoria finale la mia preferita sarebbe Valeria Marini, ma davanti a tutti vedo due nomi: il ballerino tedesco Andreas Muller, uscito da Amici, e Marina La Rosa, che parte leggermente dietro ma può venire fuori alla distanza.
È partito anche X Factor: non ci sono ancora i concorrenti ufficiali, perché non siamo alle live, ma i giudici sono Paola Iezzi, Jake La Furia, Gabbani e la new entry Irama. Nel 2025 ha vinto una concorrente della squadra di Paola: puntiamo al bis?
No: questo è l’anno di Jake La Furia. Siamo alla ventesima edizione e, rispetto al GF VIP, X Factor è l’Oxford dei reality: al di là dell’intrattenimento, che dipende dai gusti, vediamo persone di talento provare a fare cose di talento. Siamo ancora alle audizioni, quindi la risposta è rapida.
Il 3 ottobre parte la 21ª edizione di Ballando con le stelle, con Ornella Muti, Alessandro Matri, Aurora Ramazzotti e Jimmy Ghione nel cast. In un programma dove il voto della giuria e il televoto pesano insieme, chi scommette deve guardare al ballerino migliore o al personaggio più votato? E chi incoroniamo in questa edizione?
Chi scommette deve capire l’ambiente e chi ha convinto la giuria, perché in questi anni la vittoria non è sempre andata al miglior ballerino o alla migliore ballerina. Un po’ di tecnica ci vuole, ma occhio al sentimento popolare. Pare che quest’anno in giuria ci sarà Barbara D’Urso, al posto di Selvaggia Lucarelli. Mi espongo senza aver ancora visto ballare nessuno: per me sarà un testa a testa fra Anna Safroncik, Jimmy Ghione e Andy Hernandez, olimpionico di salto triplo che, con le sue origini cubane, potrebbe far saltare il banco.
