T&R Podcast, top eventi di agosto 2026: campionati, Vuelta e altro

TalkBet&Risposta, il podcast di Siti Scommesse, è pronta per una nuova stagione di calcio e non solo: insieme al giornalista Mauro Mondello analizziamo i grandi eventi sportivi di agosto 2026, tra statistiche e dati, con i nostri pronostici sui tornei più attesi.

In questa puntata analizzeremo il calendario sportivo del mese di agosto. Nel calcio, l’attenzione è rivolta alla ripartenza dei principali campionati europei: Premier League, Liga, Ligue 1 e Bundesliga. Con il supporto di statistiche e analisi pre-campionato, tracceremo le nostre previsioni sulle squadre favorite e sui temi chiave di inizio stagione. Dedicheremo inoltre un approfondimento al primo trofeo continentale: la Supercoppa UEFA.

Ci sposteremo poi sul tennis, dove il circuito farà tappa sui campi in cemento di Montreal, Toronto e Cincinnati. Analizzeremo lo stato di forma dei protagonisti e le loro chance di vittoria, in vista degli US Open. Infine, dedicheremo uno spazio al ciclismo con la partenza della Vuelta di Spagna. Attraverso l’analisi del percorso e dei team, presenteremo i nostri pronostici per le scommesse sulla Vuelta con i favoriti per la vittoria finale.

La Premier League riparte il 21 agosto e la scorsa stagione si era chiusa con l’Arsenal campione, il City secondo, un sorprendente United terzo e il Liverpool quinto. I bookmaker danno di nuovo favorito l’Arsenal, io invece vedo avanti il City di Maresca: con chi ti schieri e che idea ti sei fatto di queste squadre?

La premessa è che cinque delle sei grandi ripartono con un nuovo allenatore, quindi per me l’Arsenal è favorito per una ragione semplice: è l’unica di vertice a poter contare sulla continuità, mentre per tutte le altre è un anno zero. Il City di Maresca deve raccogliere l’eredità pesantissima di dieci anni di Guardiola (sei titoli e una Champions), ha perso Stones e Bernardo Silva e finora ha preso un solo giocatore, Elliott Anderson, pagato 135 milioni: una grande incognita. Il Manchester United non vince la Premier dal 2012-2013 e arriva da anni di disastri, culminati nel 15° posto del 2024-2025; ha confermato Carrick, in panchina da gennaio come traghettatore, e si muove con cautela sul mercato (Santos e Tielemans), per cui vederlo subito competitivo è difficile. Il Liverpool è forte ma riparte senza Robertson, Konaté e Salah, e la vera incognita è Iraola, allenatore di concetto ancora da verificare in un grande club. Anche il Chelsea affida la squadra a un nuovo tecnico, Xabi Alonso, ma è reduce da una gestione disfunzionale, con 38 giocatori in rosa e 138 milioni appena spesi per Morgan Rogers.

Un anno fa avevi indovinato due terzi del podio (Arsenal, City, Liverpool): qual è il tuo podio della Premier League 2026/27?

Vado diretto: la vince di nuovo l’Arsenal, e sul podio ci metto Manchester City e Manchester United.

Nella scorsa Premier il Tottenham di De Zerbi si è salvato per il rotto della cuffia, mentre sono retrocesse West Ham, Burnley e Wolverhampton: anche quest’anno gli Spurs rischiano o i tifosi possono stare sereni?

Per me il Tottenham è una delle “grandi”. De Zerbi è un allenatore molto bravo e la campagna acquisti è stata importante: Tonali, Van Hecke dal Brighton in difesa, Robertson e Senesi dietro, e si parla di Savinho dal City. Piena di incognite, ma può giocarsi fino alla fine un posto Champions: top 5.

Tra le neopromosse Coventry, Ipswich e Hull City, chi vedi ultima in classifica? Per il mercato sulla retrocessione, le quote danno l’Hull City come più probabile.

Dico anche io Hull City: è salito in Premier senza essere accreditato e sul mercato è arrivato praticamente solo il portiere Butland dai Rangers. L’Ipswich si è mosso di più ma ha cambiato panchina: via McKenna, dentro O’Neill. Il Coventry di Lampard, che ha vinto il Championship con 11 punti di vantaggio, torna in Premier dopo 25 anni e può giocarsi le sue carte. Attenzione anche al Leeds, ottima squadra ma partita a rilento sul mercato.

In Spagna si riparte a Ferragosto con il Barça campione a +8 sul Real: il Mourinho bis basta a colmare il gap tra Blancos e Blaugrana?

Il Mourinho bis non è la soluzione ma è una scelta sensata: con questa rosa è inutile un allenatore “giochista”, meglio uno che lavori sugli equilibri dello spogliatoio e sulla strategia della partita secca, dove Mourinho resta tra i migliori al mondo. Per colmare il gap però non basta: il Barcellona è ancora davanti, ha il miglior giocatore al mondo oggi, Yamal, è più regolare e implacabile contro le piccole, anche se, a mio avviso, ha pagato troppo Gordon.

Chi punta sul Real Madrid vincente fa la mossa giusta o sarà il terzo titolo di fila del Barça?

Sarà una Liga più equilibrata e la lotta più serrata, quindi puntare sul Real ci può stare, ma per me vince comunque il Barça per la terza volta consecutiva.

In Ligue 1 il PSG ha vinto il quinto titolo di fila: togliendolo dal pronostico, come fanno certi bookies, chi vedi arrivare subito dietro?

Giusto toglierlo: il PSG ha vinto 12 delle ultime 14 edizioni, con le eccezioni del Monaco (2016-2017) e del Lilla (2020-2021). Negli ultimi tre anni al secondo e terzo posto sono andate cinque squadre diverse, segno di grande turnover. Dico Olympique Marsiglia, anche per ragioni statistiche, con Genesio in panchina, e il Lione di Fonseca, risollevato dai problemi societari e con innesti interessanti come Duranville dal Dortmund e Bidstrup dal Salisburgo.

Qual è allora il podio ufficiale della Ligue 1?

Niente sorprese: PSG, Olympique Marseille, Olympique Lyon.

Ultima a partire, il 28 agosto, è la Bundesliga: la quota del Bayern è intorno all’1.15, sei d’accordo o vedi una sorpresa tra Borussia, Lipsia e Leverkusen?

Sono d’accordo con i bookmaker, il Bayern parte nettamente davanti – 13 titoli negli ultimi 14 anni – ma di solito se lo deve sudare, l’anno scorso con +16 è stata un’eccezione. A differenza della Ligue 1, qui un tentativo su Borussia o Lipsia si può fare: il Dortmund di Niko Kovac punta sui suoi talentini, il Lipsia ha scelto a sorpresa Demichelis e ha un gruppo giovane e atletico, con Rocco Reitz preso dal Mönchengladbach per una ventina di milioni.

Il 12 agosto la Supercoppa UEFA a Salisburgo tra PSG e Aston Villa: come finiranno i 90′ e quali mercati tra goal/no goal e Under/Over vedi più probabili?

Sarà più equilibrata del previsto: l’Aston Villa è ben allenata, viene da tre anni di crescita con Emery e, pur avendo perso Rogers e Tielemans, ha preso lo svizzero Manzambi, una rivelazione dell’ultimo Mondiale. Per me i 90 minuti finiscono in pareggio, con Goal e Under 2.5.

Il tennis parte il 2 agosto sul cemento di Montreal (ATP): se Sinner partecipa, è il favorito numero uno?

Sì, se c’è resta il favorito, anche perché Alcaraz sicuramente non ci sarà. Gioca sul cemento a temperature non esagerate, è in grande forma e ha recuperato dopo Wimbledon. Nel 2024 a Montreal era uscito ai quarti con Rublev, che se Sinner non ci fosse andrebbe tenuto d’occhio: è in forma e ha appena vinto l’ATP 250 di Båstad in finale con Darderi.

Se invece Sinner salta il Canada, su chi punti e chi è l’outsider? L’anno scorso vinse Ben Shelton su Khachanov.

Senza Sinner e Alcaraz, Zverev ha dimostrato di meritare i galloni del favorito: alla prima occasione in un torneo importante senza di loro, il Roland Garros, ha vinto. Tra gli outsider terrei in considerazione anche Taylor Fritz.

Il torneo femminile di Toronto è più aperto: l’anno scorso vinse a sorpresa Victoria Mboko con una wildcard, battendo Gauff. Chi vedi trionfare e su cosa basi l’analisi?

Mboko, 20 anni, nel frattempo si è confermata: è numero 12 WTA, con la finale al WTA 1000 di Doha, quella al 500 di Strasburgo, i quarti a Miami e Indian Wells. Va seguita, ma non è la favorita. Oltre ai soliti nomi (Swiatek, Gauff, Sabalenka), la mia analisi si basa sui risultati e dico Pegula: ha vinto qui nel 2023 e 2024 e arriva bene dopo la finale al WTA 500 di Berlino e i quarti a Wimbledon.

A Cincinnati, dal 13 agosto, si profila il rientro di Alcaraz: che Carlitos ci dobbiamo aspettare, cauto o già affamato?

È mancato a tutti, e sono d’accordo con chi dice che Alcaraz e Sinner sono fondamentali l’uno per l’altro come stimolo. Se davvero rientra a Cincinnati, credo userà il torneo senza troppe aspettative: non ha senso immaginarlo subito al top.

Domanda secca, sì o no: ti aspetti già qui una finale Sinner-Alcaraz?

Risposta secca: no. In finale ci vedo Sinner contro Djokovic, se il serbo ci sarà, altrimenti Sinner-Zverev, a meno che non si incontrino in semifinale: in quel caso mi butto su Sinner-Auger-Aliassime.

Nel femminile di Cincinnati l’ultima edizione l’aveva vinta Swiatek in finale sulla nostra Paolini. Stavolta il pronostico lo faccio io: in finale non rivedo né Paolini né Swiatek, e punto invece su Sabalenka, che sul cemento – la sua superficie – può trovare il trampolino verso gli US Open. Sei d’accordo?

Sono d’accordo su entrambe: non è l’annata di Paolini e immaginarla in finale è difficile. Anche Sabalenka vive un’annata strana, con gli Slam che vanno male e l’ultimo titolo a marzo a Miami, ma il ritorno negli Stati Uniti potrebbe farle bene: per me è un all in su di lei.

Alla Vuelta si profila la presenza di Pogacar a caccia della Tripla Corona: se parte, c’è una sola scommessa possibile sul Vincente?

Sì, i bookmaker accettano ancora scommesse solo perché considerano l’ipotesi di una caduta o di un’influenza. La dimostrazione di forza al Tour de France va oltre ogni immaginazione e in una corsa come la Vuelta, con ancora meno sfidanti di livello, pensare che qualcuno lo metta in difficoltà è ridicolo: se la corre, la vince.

Se invece Pogacar salta la Vuelta – annunciata dal direttore tecnico Fernando Escartin come una delle più dure di sempre, con partenza da Monaco e arrivo a Granada al posto di Madrid – quali sono le tappe chiave? E senza di lui il favorito è Vingegaard, vincitore nel 2025, oppure l’operazione alla clavicola lo mette in forse?

Vedendo il percorso, Pogacar potrebbe prendere la maglia rossa già alla terza tappa, arrivo a Font Romeu a 1800 metri con 30 km finali di salita; c’è poi la quarta, 104 km ad Andorra con quattro GPM durissimi, e la penultima, brutale: 187 km e 5.000 metri di dislivello su cinque salite fino alla Collada del Alguacil (8,3 km al 9,8% di media). Senza Pogacar il favorito naturale sarebbe Vingegaard, ma è caduto al Tour e difficilmente arriverà in condizione; occhio allora a Joao Almeida, secondo l’anno scorso e nuovo capitano UAE, allo spagnolo Ayuso e a Evenepoel, che sta sorprendendo in Francia.

Arianna Venegoni, caporedattrice di sitiscommesse.com
Arianna Venegoni, Caporedattrice

Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

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