T&R Podcast, top eventi di novembre 2026: Nations League, Finals e altro
TalkBet&Risposta, il podcast di Siti scommesse, torna insieme al giornalista Mauro Mondello nel mese di novembre, con Nations League, WTA Finals, ATP Finals, Coppa Davis, Formula 1, MotoGP, Mondiale di scacchi e X Factor. Per ogni appuntamento analizzeremo numeri, stato di forma e favoriti.
In questa puntata partiremo dalla sosta per le Nazionali, che a metà novembre chiude la fase a gironi della Nations League. Dopo quattro giornate l’Italia è seconda nel gruppo 1 della Lega A, dietro la Francia e davanti al Belgio, e si gioca il passaggio ai quarti di marzo in due partite: il 12 novembre contro la Francia a San Siro e il 15 contro il Belgio a Bruxelles. Diremo se gli azzurri possono chiudere tra le prime due e su quale mercato puntare in Italia-Francia.
Il tennis chiuderà la stagione con tre appuntamenti: le WTA Finals, spostate da Riyadh a Indian Wells, le ATP Finals di Torino senza Sinner e le Finals di Coppa Davis a Bologna, con l’Italia campione in carica. Nei motori analizzeremo la corsa al secondo posto in Formula 1 e la volata del Motomondiale fra Marquez, Martin e Bezzecchi, prima di spostarci sul Mondiale di scacchi fra Gukesh e Sindarov. Chiuderemo con le scommesse su X Factor e il nostro pronostico sul vincitore finale.
Dopo quattro giornate l’Italia è seconda nel gruppo 1 della Lega A di Nations League con 7 punti, dietro la Francia a 10 e davanti al Belgio a 6, e le prime due vanno ai quarti di marzo. Con Italia-Francia del 12 novembre a Milano e Belgio-Italia del 15 a Bruxelles ancora da giocare, gli azzurri possono chiudere tra le prime due?
No. Abbiamo visto cose buone nelle due partite contro la Turchia e nel pareggio con la Francia a Parigi, ma ci manca ancora qualcosa per ambire al secondo posto. La Francia mi sembra intoccabile, per i grandissimi calciatori che ha a disposizione e per Zidane, che a mio avviso sta cercando di essere più ambizioso di Deschamps. Anche il Belgio, che è in piena ricostruzione, mi sembra più avanti di noi, perché ha più talento: penso a Mika Godts, ala di 21 anni che l’allora CT Garcia non aveva convocato per i Mondiali e che quest’estate è passato dall’Ajax al Paris Saint-Germain, dove si sta ritagliando spazio con Luis Enrique. È il simbolo della qualità che manca ancora all’Italia. Detto questo, prima delle partite di settembre e ottobre arrivare a queste due gare potendoci giocare il passaggio sembrava una chimera: godiamoci il momento, sapendo che la vera finale sarà il 15 novembre contro il Belgio, perché lì chi vince passa.
Italia-Francia del 12 novembre a San Siro: che partita ti aspetti e su quale mercato punteresti?
Diversa da quella di Parigi. Allo Stade de France l’Italia ha giocato un buon match, coraggioso e applicato, ma gli episodi sono girati tutti dalla parte giusta. In più c’era l’emozione della Francia per Zidane, che tornava da CT nello stadio dove aveva vinto il Mondiale del 1998. Non la prenderei troppo come riferimento: a Milano mi aspetto una Francia dominante, con gli azzurri in blocco medio a cercare di aggredire alti e di sfruttare qualche ripartenza. La vittoria italiana la vedo difficile, quindi sull’esito andrei sulla doppia chance X2. Fra le giocate più incerte terrei in considerazione un marcatore: la Francia ne ha tantissimi, e io uno fra Rabiot, Cherki e Barcola lo prenderei.
Le WTA Finals, dall’8 al 15 novembre, lasciano Riyadh per Indian Wells dopo la chiusura anticipata dell’accordo con l’Arabia Saudita. Le qualificate sono Rybakina, campionessa in carica, Sabalenka, Andreeva, Noskova, Pegula, Gauff, Svitolina e Muchova: il passaggio dal palazzetto saudita al campo all’aperto della California può cambiare le gerarchie?
Le condizioni di gioco cambiano molto. A Riyadh si sarebbe giocato al coperto, con temperatura e ventilazione controllate, su un campo duro con palla veloce e lineare. Indian Wells è all’aperto, nel deserto californiano: vento, sole ed escursione termica fra i quasi 30 gradi del giorno e i 10 della notte. Il cemento è lento e l’aria secca fa viaggiare la palla veloce, ma il rimbalzo è molto alto: nel circuito si dice che sia il torneo sul cemento più simile alla terra battuta. Cambia anche il contesto, perché a Riyadh si giocava in un palazzetto raccolto e a Indian Wells si gioca in uno dei complessi tennistici più grandi del mondo. Le gerarchie, però, non cambiano troppo. Pegula e Gauff, quasi in casa, potrebbero fare meglio, ma la finale di Indian Wells a marzo è stata proprio Sabalenka-Rybakina, vinta da Sabalenka. Aggiungo due cose: nessuna tennista in attività ha vinto due volte le WTA Finals, quindi un bis di Rybakina sarebbe una novità, e Swiatek, nona nella Race dopo una stagione pessima, è fuori.
Rybakina punta al bis dopo il titolo del 2025: puntiamo su di lei o la nostra giocata antepost va su un altro nome?
Su un altro nome: Sabalenka. Anche in un’annata difficile, in cui per i suoi standard ha vinto poco e dopo la finale persa allo US Open contro Rybakina ha giocato solo tre partite, per me vedremo il suo ruggito e vincerà le WTA Finals per la prima volta in carriera. Anche l’anno scorso la finale era stata Sabalenka-Rybakina, vinta da Rybakina.
Alle ATP Finals di Torino, dal 15 al 22 novembre all’Inalpi Arena, mancherà il campione in carica Jannik Sinner, che il 6 ottobre ha chiuso la stagione per un problema al ginocchio. Al momento della registrazione Zverev, Alcaraz e Shelton hanno già il pass: Alcaraz vince Torino? Sì o no, e perché?
Ti do le ragioni del sì e quelle del no. Sì perché è il tennista più forte del mondo, perché le Finals non le ha mai vinte e perché mi sembra stia tornando in piena forma dopo l’infortunio: ha vinto Tokyo e, mentre registriamo, sta facendo un bel percorso a Vienna. E anche perché, se vince lui, non vince Zverev, ma qui parlo da tifoso. No perché viene da un’annata così così per l’infortunio: la settimana dopo Tokyo ha perso malamente a Shanghai contro Bergs, una partita che uno come lui di solito vince a occhi chiusi. È in forma ma non ancora al top, e ci sono tennisti in palla che possono metterlo in difficoltà, come Shelton.
Chi si gioca la finale, e c’è un outsider della Race che ti convince in un girone da quattro?
Guardando i numeri puri si potrebbe pensare a Zverev, ma contro ogni logica non riesco a considerarlo favorito. Il suo 2026 è trionfale e tra pochi giorni salirà al numero 1, però contro i migliori ha perso spesso, a cominciare dalle cinque sconfitte con Sinner, e in un torneo di soli top 10 non so come andrà. Oltre ad Alcaraz terrei d’occhio Shelton, che è in grande forma. L’outsider che mi convince è Medvedev: è numero 5 del mondo, quest’anno ha vinto quattro tornei, gli ultimi due a Hangzhou e Almaty, e bisognerà farci i conti.
Flavio Cobolli, sesto nella Race prima di Parigi, si è ritirato a Vienna per un problema alla coscia sinistra e punta a esserci al Masters 1000 di Parigi. Se si qualificasse per le ATP Finals, contro chi potrebbe vincere e contro chi rischierebbe di uscire?
Ho la sensazione che alle Finals alla fine ci sarà. È un tennista incostante, ed è stato un po’ il leitmotiv della sua stagione: a volte sembra poter battere chiunque, altre volte perdere con il numero 200 del mondo. Penso che possa battere Zverev, e ci farebbe doppiamente piacere. Oltre ad Alcaraz, nome scontato, potrebbe metterlo in difficoltà Jodar, vicino a lui nella Race, se dovesse qualificarsi. E anche Medvedev è un avversario che Cobolli soffre.
La stagione del tennis si chiude a Bologna, dal 24 al 29 novembre, con le Finals di Coppa Davis. L’Italia campione in carica debutta nei quarti il 25 novembre contro la Corea del Sud, senza Sinner, e il capitano Filippo Volandri ha convocato Cobolli, Darderi, Musetti, Bolelli e Vavassori, lasciando fuori, per ora, Berrettini. Quali due singolaristi schiereresti contro la Corea del Sud?
Con queste convocazioni, e con tutti sani, Cobolli e Musetti. Se le convocazioni le facessi io, Sinner a parte, schiererei Cobolli e Berrettini, con Musetti jolly. Prima bisogna capire se Cobolli recupera e se le convocazioni verranno confermate, perché Volandri ha spiegato che le scelte tengono conto della classifica attuale e che le prossime settimane saranno decisive. Lasciare fuori Berrettini sarebbe un grande errore: sulla partita secca, indoor e su campo veloce, resta il nostro miglior tennista dopo Sinner, e dà un grande apporto emotivo al gruppo. Darderi mi piace, ma su queste superfici non lo vedo in palla: a Vienna ha perso 6-1 6-1 da Tommy Paul. Musetti è un tennista straordinario, ma in Davis ha mostrato qualche difficoltà emotiva con la maglia azzurra, mentre Cobolli e Berrettini con l’Italia tirano fuori qualcosa in più.
Sul cammino verso il quarto titolo consecutivo, la squadra più scomoda per l’Italia è la Spagna o la Germania?
La Spagna, senza dubbi. Ha convocato Alcaraz, Jodar, Davidovich Fokina, Pedro Martinez e Granollers: è una corazzata, con tre singolaristi molto diversi fra loro che si possono adattare agli avversari. La Germania, oltre a Zverev, ha Struff, che come secondo singolarista ci può stare ma niente di più, e la coppia di doppio Krawietz-Pütz, non trascendentale. Non c’è paragone.
In Formula 1, mentre registriamo, mancano i Gran Premi di Messico, Brasile, Las Vegas, Qatar e Abu Dhabi: Kimi Antonelli che vince il Mondiale è ormai una certezza? Che sfida sarà per il secondo posto?
Sì, andiamo oltre la scaramanzia: dovrebbe succedere qualcosa di assurdo perché non lo vincq. Sarà interessante vedere chi chiuderà secondo, perché lì è ancora tutta una battaglia: al momento della registrazione Russell ha 242 punti, Hamilton 241, Verstappen 236 e Leclerc 233. Anche fra i costruttori la Mercedes ha un vantaggio praticamente incolmabile e la lotta è per il secondo posto: la Ferrari ha 474 punti, ma Red Bull e McLaren sono appaiate a 355. In un’annata in cui ci si aspettava di più, per la Ferrari difendere il secondo posto sarebbe comunque importante.
Al momento della registrazione il Motomondiale è apertissimo a quattro gare dalla fine: Marc Marquez è primo con 365 punti, Jorge Martin secondo a 355 e Marco Bezzecchi terzo a 315, con Martin che ha una frattura al radio destro. Chi vince il titolo fra Martin e Marquez? E sarà una questione di tenuta fisica?
Marquez. La classifica lascia tutto aperto, ma le sensazioni dicono altro: è in testa da una settimana, arrivato di rincorsa dopo un inizio difficile, ma ha una voglia, una garra e un’aggressività in gara, oltre alla classe, che non riesco a immaginare un vincitore diverso. Bezzecchi ha fatto il percorso al contrario: è partito alla grande e ora è in difficoltà. Martin non si arrenderà fino alla fine, ma vedo Marquez davanti. È un peccato per l’Aprilia, la moto più forte dell’anno, ma la differenza la fa il pilota. E non sarà una questione fisica: al di là dei problemi di Martin dopo la caduta, Marquez sta facendo la differenza sul piano mentale, e vedremo se Martin e Bezzecchi riusciranno a reagire.
Fra i costruttori l’Aprilia è davanti alla Ducati di sei punti, 509 a 503: la Ducati può fare il sorpasso e puntare al titolo?
No, l’Aprilia è nettamente favorita, perché Marquez è da solo. Il suo compagno di squadra Bagnaia è lontanissimo, nono in classifica, in una crisi di risultati pazzesca: quest’anno in gara il suo meglio è una serie di terzi posti e negli ultimi Gran Premi ha raccolto cinque ritiri, un sesto, un settimo e un ottavo posto. L’Aprilia è la moto più forte dell’anno e si merita il titolo costruttori.
Dal 24 novembre a Ginevra il campione del mondo di scacchi Gukesh, 20 anni, difende il titolo contro l’uzbeko Javokhir Sindarov, che ha vinto il Torneo dei Candidati con 10 punti su 14. Il match prevede al massimo 14 partite classiche, con gli spareggi in caso di 7-7: che sfida ti aspetti?
Una sfida fra due ragazzi giovanissimi, Gukesh classe 2006 e Sindarov classe 2005. Quest’anno Gukesh non ha fatto benissimo nei tornei ed è 28° fra i giocatori attivi del ranking FIDE, ma è il campione in carica ed è abituato alla pressione bestiale di questo evento: nel 2024, da sfidante, batté il cinese Ding Liren 7,5-6,5 in una sfida epica, ed è un’esperienza che gli tornerà utile. Sindarov quest’anno ha vinto i Candidati, è 4° fra gli attivi ed è in formissima: è meno abituato a questa pressione, ma da sfidante non ha nulla da perdere. Bisognerà capire se saprà reggere il grande lavoro strategico tipico di Gukesh. La differenza la faranno la flessibilità nelle aperture e la capacità di Sindarov di reagire a una sconfitta. Per me si andrà fino alla quattordicesima partita.
Nella scorsa puntata avevi indicato Jake La Furia come giudice vincitore di X Factor 2026. Ora che conosciamo i concorrenti, confermi che il vincitore uscirà dalla sua squadra o cambi le carte in tavola?
Confermo. So che in queste ore si parla molto di Patrizia Napolano, della squadra di Irama: è fortissima e accreditata, ma è partita troppo forte e rischia di bruciarsi sotto la pressione. Proprio lì colpirà Jake La Furia con Alex Fontana. Napolano ha uno stile molto preciso, un po’ rigido, mentre Fontana è un cantante eclettico che passa dal rock al pop all’hip hop, e saper andare su più registri può fare la differenza. Nella squadra di Jake c’è anche Martina Cerutti, in arte Alìa, l’arma di riserva se Napolano dovesse cadere e Fontana non farcela. Mentre tutti aspettano la vittoria di Patrizia Napolano, a vincere sarà Alex Fontana.
