T&R Podcast, top eventi di luglio 2026: Tour, Mondiali e altro

TalkBet&Risposta, il podcast di Siti Scommesse, torna con una nuova puntata: insieme al giornalista Mauro Mondello analizziamo i grandi eventi sportivi di luglio 2026, tra dati e statistiche, per arrivare ai nostri pronostici sulle competizioni più attese.

In questa puntata, la nostra analisi comincia dagli ottavi di finale del Mondiale di calcio 2026, tra sorprese già arrivate e big ancora in corsa, per poi spostarsi sul basket, con l’Italia chiamata a difendere il primo posto nel girone di qualificazione al Mondiale 2027 contro Islanda e Lituania. Si passa quindi al ciclismo, con il percorso e i favoriti del Tour de France 2026, prima di chiudere in Inghilterra tra gli atleti della Diamond League di Londra e i protagonisti attesi a The Open Championship di golf a Royal Birkdale, sempre con pronostici e quote alla mano.

Quali altre sorprese potrebbero arrivare agli ottavi del Mondiale 2026, dopo l’eliminazione a sorpresa di Olanda e Germania ai sedicesimi?

Mi sembra d’obbligo cominciare con il de profundis tedesco: l’Italia non va al mondiale da tre edizioni consecutive, ma la Germania nel 2018 e nel 2022 è uscita ai gironi, mentre nel 2026 si è superata, uscendo ai sedicesimi contro il Paraguay di Gustavo Gomez. Nel frattempo l’Italia ha vinto un Europeo nel 2021, e negli ultimi dieci anni ha vinto più di Germania, Inghilterra e Brasile. Nagelsmann vaneggiava di una Germania candidata a vincere la Coppa del Mondo, con scelte strane come Neuer richiamato al posto di Baumann, che la qualificazione se l’era conquistata sul campo. Forse abbiamo sopravvalutato il calcio tedesco anche per i trasferimenti assurdi dalla Bundesliga alla Premier: Wirtz 125 milioni, Havertz 100 milioni, Woltemade 75 milioni, ma anche Timo Werner, pagato dal Chelsea 60 milioni qualche anno fa e oggi trentenne in MLS ai San José Earthquakes — giocatori buoni, ma non straordinari, pagati come fossero fenomeni.

Due parole anche sull’Olanda, eliminata ai sedicesimi contro il Marocco?

Sull’Olanda: se vai a giocare col Marocco con cinque difensori e per tutta la partita tieni Reijnders, Malen, Depay e Lang in panchina, non la vuoi vincere e meriti di andare a casa. Koeman continua a dimostrarsi inadeguato per il calcio di alto livello. Per il resto, sin qui abbiamo visto un mondiale con due sole squadre davvero di un altro livello, Argentina e Francia: la Spagna ha cincischiato, il Portogallo è rimasto ostaggio di Cristiano Ronaldo, e il Brasile ha giocato solo partite difficili trovando agli ottavi probabilmente la Norvegia. Le partite più sbilanciate restano Francia-Svezia, Argentina-Capo Verde e Svizzera-Algeria; le sorprese più probabili sono Inghilterra-RDC, Spagna-Austria e soprattutto Stati Uniti-Bosnia, dove gli USA rischiano più del previsto.

Mercato capocannoniere del torneo, tu avevi detto Oyarzabal, ma c’è un Messi in forma stratosferica. Vincerà lui o pensi che uno tra Mbappé, Dembele e Kane alla fine potrebbe avere la meglio sull’argentino?

Quello che è certo è che Oyarzabal non vincerà il titolo di capocannoniere del Mondiale. Messi ne ha già fatti 6 e 4 anni fa Mbappé vinse il titolo di capocannoniere con 8 goal. Messi non ha neanche cominciato le partite eliminatorie per cui è un bel pezzo avanti. Non direi però che lo vince al 100%, uno sfidante molto serio anche in virtù di quello detto sulle squadre favorite, è sicuramente Mbappé, anche lui è partito benissimo e la Francia può arrivare fino in fondo. Per me sarà una lotta Messi-Mbappé.

Come vedi le prossime due partite di qualificazione al Mondiale di basket 2027, Islanda-Italia e Italia-Lituania, e cosa aspettarci dai giocatori di Banchi?

Siamo messi bene, ma attenzione: questo è un sistema di qualificazione complesso, siamo solo alla prima fase, un girone da quattro dove l’Italia guida con 7 punti, davanti a Lituania e Islanda a 6 e alla Gran Bretagna a 5 – e si qualificano le prime tre, quindi stiamo facendo il minimo sindacale contro una Gran Bretagna che è poca cosa. Le prime tre del girone D formeranno poi un girone a sei con le prime tre del girone C, che al 99% saranno Serbia, Turchia e Bosnia: un girone esplosivo con Serbia, Turchia, Italia, Lituania, Bosnia e Islanda, di cui tre passano e tre vanno a casa – molto più duro di altri raggruppamenti, come quello con Spagna, Georgia, Portogallo, Grecia, Montenegro e Ucraina. Sulle due partite che mancano: vittoria sicura con la Lituania, che arriva a Bologna già qualificata, mentre in Islanda potremmo anche perdere. Il mio pronostico comunque è due su due per i ragazzi di Banchi.

Andando a vedere le quote per Islanda-Italia e Italia-Lituania, ti trovi d’accordo con i bookmaker?

Le quote ci danno leggermente favoriti in entrambi i casi e sono d’accordo. L’unica cosa a cui farei attenzione è andare in Islanda con eccessiva fiducia: è una squadra tosta, ci ha già battuto pochi mesi fa in casa e ci tiene sempre a fare bella figura quando gioca da sé, quindi il successo è meno scontato di quanto si potrebbe immaginare.

Considerando le tappe e le modifiche di quest’anno, chi ti aspetti possa fare bene al Tour de France 2026?

Il Tour 2026 avrà un dislivello totale di 54.450 metri, il terzo percorso più montuoso degli ultimi vent’anni, con sette arrivi in salita e una cronometro individuale di soli 26 km, la terza più corta degli ultimi vent’anni. Le tappe da segnare col circoletto rosso sono la sesta, 186 km da Pau a Gavarnie-Gedre, con il Col d’Aspin, il Tourmalet – vetta a 2.115 metri, 17,1 km di salita al 7,3% medio – e l’inedito arrivo di Gavarnie-Gèdre; l’accoppiata delle tappe 14 e 15, con il nuovo Col du Haag di prima categoria (11,2 km al 7,2%) e il tappone alpino verso il Plateau de Solaison, dove tra il Col de la Croisette all’11,2% e la salita finale di 11,3 km al 9% si arriva a un dislivello di 3.950 metri; e soprattutto la tappa 20, da Bourg d’Oisans ad Alpe d’Huez, 171 km e 5.600 metri di dislivello con tre salite Hors Catégorie – Glandon, Télégraphe e Galibier, il punto più alto del Tour 2026 a 2.642 metri – più il debutto in salita del Col de Sarenne: l’ultima vera occasione per vincere o perdere il Tour. L’ultima tappa, la 21 verso Parigi, conferma il tracciato olimpico già visto l’anno scorso, quando Wout van Aert staccò Pogačar sotto la pioggia.

Le quote danno un solo favorito assoluto, Pogačar, con Vingegaard secondo ed Evenepoel più staccato: ti trovi d’accordo?

Sono d’accordo con i pronostici per entrambi. Pogačar ha già vinto quattro Tour e quest’anno può vincerne un quinto, entrando nel ristretto club di Anquetil, Merckx, Indurain e Hinault: ha appena vinto il Tour de Suisse, dal 17 al 21 giugno, con sei minuti e mezzo di margine, aggiudicandosi tre tappe – un attacco solitario a lunga distanza, una cronometro e una cavalcata trionfale – anche se ha dovuto interrompere brevemente la preparazione per stare vicino alla compagna Urška Žigart, infortunatasi gravemente al Tour de Suisse femminile. Vingegaard invece nel 2026 ha lavorato senza intoppi, vincendo Parigi-Nizza, Volta a Catalunya e Giro d’Italia, superando il record di Pantani sul Piancavallo: le due volte che ha vinto il Tour, nel 2022 e nel 2023, è arrivato con una preparazione lineare come questa, mentre nel 2024 e nel 2025 è arrivato reduce da cadute pesanti. Lui stesso si è sempre detto più forte nel secondo grande giro dell’anno che corre. Su Evenepoel invece, dopo il quinto posto alla Vuelta di Catalunya, mi aspetto più un quinto posto che un podio.

Paul Seixas, ciclista francese di 19 anni e per molti il nuovo Pogačar, è quotato intorno all’11.0 per la vittoria finale al suo primo Tour: quota giusta da sfruttare o c’è troppo hype intorno a lui?

Non c’è troppo hype, perché è fortissimo, anche se la pressione su di lui è tanta: è il debutto al Tour più atteso degli ultimi decenni, il ciclista più giovane a correre dal 1937. Ha già vinto l’Itzulia Basque Country e la Freccia Vallone al debutto, è arrivato secondo alla Strade Bianche e ha messo in difficoltà Pogačar come nessun altro alla Liegi-Bastogne-Liegi. Se non crolla psicologicamente può arrivare sul podio, ma il nome su cui punterei davvero per un podio a sorpresa è Isaac Del Toro, che ha sfiorato la vittoria al Giro 2025 e ha vinto UAE Tour e Tirreno-Adriatico. Per una sorpresa totale, invece, il nome è Lenny Martinez.

Domanda antepost: chi vince il Tour de France 2026?

Non me la sento di essere scontato e per questo ti dico che il Tour lo vince Jonas Vingegaard.

Quali sono le gare e gli atleti da non perdere alla tappa di Londra della Diamond League?

London Athletics Meet si tiene al mitico London Stadium il 18 luglio, alla sua prima edizione risalente al 1953, 73 anni fa. Ci sarà Oblique Seville, campione mondiale in carica dei 100 metri, che l’anno scorso ai mondiali di Tokyo aveva sorpreso tutti fermando il cronometro a 9.77, e che aprì la sua cavalcata proprio a Londra vincendo in 9.96: la gara si preannuncia di altissimo livello anche con Jacobs, Lyles, Bromell e Thompson. Sugli 800 metri torna la sfida fra Max Burgin ed Emmanuel Wanyonyi, che nel 2025 a Londra corsero il record della manifestazione, 1:42.00 per il keniano contro l’1:42.36 dell’inglese. Sui 400 c’è il primo confronto diretto tra Matthew Hudson-Smith e Quincy Hall dopo l’incredibile finale olimpica di Parigi 2024, vinta da Hall in 43.40 davanti al 43.44 di Hudson-Smith, e ci sarà anche l’olandese Femke Bol, forse l’atleta più straordinaria in circolazione.

Facendo un focus sul team italiano, chi può fare risultato alla tappa di Londra della Diamond League?

Se ci sarà, ha senso seguire Marcell Jacobs, che ha appena fatto un bel terzo posto a Parigi restando sotto i 10 secondi e sembra finalmente in crescita. Nadia Battocletti, dopo la prova negativa a Roma, sta valutando se gareggiare a Londra anche per rifarsi. E poi c’è Larissa Iapichino, seconda a Stoccolma tre settimane fa, che a Londra può puntare quantomeno al podio.

Scottie Scheffler parte favorito per The Open Championship: vincerà anche quest’anno o c’è qualche outsider sottovalutato dalle quote?

Scottie Scheffler parte assolutamente come l’uomo da battere per questo 154° Open Championship, anche se dal 2008 nessuno lo vince per due edizioni consecutive e quest’anno arriva da una stagione regolare – 14 Top 25 su 14 tornei disputati – ma con quattro secondi posti senza vincere molto. A Royal Birkdale, tra vento e pioggia improvvisa, c’è sempre spazio per le sorprese: occhio a Tommy Fleetwood, che gioca in casa a Southport, a Viktor Hovland, che ha appena battuto Scheffler al playoff del Travelers Championship, a Robert MacIntyre, abituato al maltempo con il 73% di tagli superati in stagione, e a Collin Morikawa, che qui ha già vinto nel 2021.

Arianna Venegoni, caporedattrice di sitiscommesse.com
Arianna Venegoni, Caporedattrice

Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

Toggle Quicknavi Overlay
Toggle Sports Navigation Overlay
Siti scommesse consigliati
Back to Top