L’NCAA basket: il campionato universitario americano

Nel sistema sportivo americano non esistono retrocessioni o promozioni, ma i campionati sono organizzati da leghe che includono, salvo rare eccezioni, le stesse franchigie ogni anno. Negli USA inoltre sono assenti i settori giovanili. La crescita dei giocatori è affidata al sistema scolastico e quindi alle high school prima e alle università poi. La NCAA (National Collegiate Athletic Association) è l’associazione che riunisce all’incirca 1.200 college e che si occupa di organizzare i tornei sportivi universitari, tra i quali non manca ovviamente quello di pallacanestro. Nei prossimi paragrafi vi spiegheremo quali sono le scommesse che si possono effettuare sull’NCAA basket, il suo funzionamento e altre informazioni interessanti.

Tipologie di scommessa

I mercati proposti dai bookies sulle partite di basket universitario americano sono di numero inferiore rispetto a quelli che vengono offerti sugli incontri dell’NBA o dell’Eurolega. Naturalmente si può scegliere chi sarà il vincitore della gara. È possibile anche applicare un handicap a una squadra o dare un vantaggio all’altra quando la differenza tecnica tra le due contendenti è troppo alta, come visto nella pagina dedicata alle tipologie di scommesse sul basket. Ad esse vanno aggiunti il Margine di vittoria e il Pari/Dispari. Detto questo, sottolineiamo come la maggior parte degli operatori si limiti però solamente alle scommesse sul vincitore per quanto riguarda le partite di NCAA basket. Le quote su questo torneo sono buone, con payout che oscillano tra il 93% e il 95.5% a seconda dell’incontro e dell’allibratore.

Il logo dell'NCAAB e una schedina
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Il funzionamento del college basket

Il campionato di basket NCAA di cui si sente parlare, e che viene proposto dai migliori siti di scommesse italiani per la pallacanestro, è quello della Division I, ovvero la categoria più importante e che comprende più di 300 college americani. Esistono infatti altre due divisioni meno rilevanti denominate Division II e Division III. Di seguito analizziamo nello specifico il funzionamento del basketball universitario negli USA.

NCAAB: Division I

Il logo dei Villanova Wildcats e il trofeo NCAABDella Division I fanno parte 300 e più atenei americani. Fornire una cifra esatta è impossibile dato che ogni stagione possono venire accettate nuove università o altre non essere confermate. Tali scelte non si basano su meriti sportivi, ma tenendo conto di altre caratteristiche come il prestigio, il potere economico o la qualità delle strutture di un istituto. Le squadre ammesse alla divisione più alta si accordano tra di loro formando 32 leghe composte da più o meno team (solitamente mai più di 16). Ogni anno le formazioni delle varie conference si scontrano tra loro e le vincitrici di ognuna di esse ottengono il diritto a partecipare al torneo NCAA denominato March Madness, che si svolge tra marzo e aprile in tre diversi weekend dal 1939. Oltre ai campioni delle varie leghe vengono invitate altre formazioni che si sono distinte durante l’anno. La decisione spetta ad un consiglio incaricato di selezionare il meglio del basket universitario durante il cosiddetto “Selection Sunday”. A prendere parte alla fase finale sono una sessantina di squadre che si sfidano in gare ad eliminazione diretta in campo neutro. Nel fine settimana conclusivo si tengono le Final Four dalle quali uscirà il campione.

NCAAB: Division II, III e campionato femminile

Dal 1957 la NCAA ha introdotto il campionato Division II e il funzionamento è molto simile a quello della serie superiore. La diversità di maggior rilievo (che rende il torneo unico anche rispetto a quello della Division III) è che nel weekend finale si tengono le Final Eight e non le Final Four. La terza divisione, la meno importante, è stata creata nel 1975 e la fase conclusiva si tiene da più di vent’anni a Salem, in Virginia. Molto più di recente, nel 1981, ha preso corpo la Division I femminile denominata WNCAA basket.

Il basket NCAA a confronto con l’NBA

Tra la pallacanestro universitaria americana e il campionato NBA ci sono alcune differenze di regolamento da sapere prima di scommettere sulle partite dell’NCAA. Per prima cosa tra i professionisti le azioni di attacco devono concludersi entro 24 secondi, mentre nei tornei studenteschi il limite è di 30 (fino a pochi anni fa addirittura di 35). Questo vuol dire che le azioni hanno uno svolgimento più lento. La linea del tiro da tre punti per LeBron James e compagni è lontana dal canestro 7,25 metri. Più vicina quella dei campi battuti dalle giovani promesse: 6,30 metri per loro.

Un'immagine con le differenze tra il college basket e l'NBA

Molto importante è anche sottolineare come in NBA la partita duri un totale di 48 minuti divisi in quattro quarti da 12 minuti ciascuno. Una gara dell’NCAAB è al contrario composta da due tempi da 20 minuti. Di minore importanza, ma comunque da annotare, è il fatto che ogni singolo giocatore che calca i parquet della massima lega di pallacanestro americana può commettere cinque falli personali per poi venire espulso al sesto. Nei college questo accade dopo cinque infrazioni. I coach universitari hanno infine a disposizione solo 4 time-out a partita contro i tre per quarto in mano dei loro colleghi della National Basket Association.

Le università più importanti

Fare un esame esaustivo di tutte le squadre di college basket americane richiederebbe uno studio davvero intensivo. Per gli amanti delle scommesse sull’NCAA crediamo sia però importante sapere almeno quali siano i team con la tradizione più importante alle spalle. Nominiamo per primi i Bruins di UCLA per il fatto di essere l’università con più titoli NCAAB in bacheca, anche se l’ultimo risale al lontano 1995. Nonostante ciò, negli ultimi anni da Los Angeles sono usciti molti campioni come Kevin Love, Trevor Ariza e soprattutto Russel Westbrook. Molto più recente l’ultima vittoria dei Kentucky Wildcats, datata 2014. La squadra di pallacanestro dell’università di Lexington vanta ben otto titoli NCAA e sforna ogni anno giocatori di talento in grado di affermarsi in NBA come DeMarcus Cousins o Rajon Rondo.

Le università più prestigiose del basket USA per le scommesse sulla NCAA
Università Nickname squadra Sede del team Lega di appartenenza Stadio di gioco Titoli vinti
UCLA Bruins Los Angeles, California Pac-12 Pauley Pavilion 11
Kentucky Wildcats Lexington, Kentucky Southeastern Conference Rupp Arena 8
North Carolina Tar Heels Chapel Hill, North Carolina Atlantic Coast Conference Dean Smith Center 6
Duke Blue Devils Durham, North Carolina Atlantic Coast Conference Cameron Indoor Stadium 5
Indiana Hoosiers Bloomington, Indiana Big Ten Conference Bloomington Assembly Hall 5
UConn Huskies Storrs, Connecticut American Athletic Conference XL Center 4
Kansas Jayhawks Lawrence, Kansas Big 12 Conference Allen Fieldhouse 3
Louisville Cardinals Louisville, Kentucky Atlantic Coast Conference KFC Yum! Center 3
Villanova Wildcats Villanova, Pennsylvania Big East Conference The Pavilion 2
Michigan State Spartans East Lansing, Michigan Big Ten Conference Breslin Student Events Center 2

Scorrendo l’albo d’oro troviamo con sei titoli i Tar Heels e con cinque i Duke Blue Devils, entrambi atenei del North Carolina. I primi si sono laureati campioni per l’ultima volta nel 2017, mentre i secondi nel 2015. Tutti e due questi college sfornano talenti a ripetizione. A Duke hanno giocato tra gli altri Kyrie Irving, Luol Deng e Carlos Boozer. I Tar Heels hanno invece visto crescere Vince Carter e Raymond Felton, ma soprattutto possono vantare di aver fatto maturare una delle più grandi leggende del passato come Micheal Jordan. Obbligatorio poi citare i Villanova Wildcats dopo la cavalcata vincente del 2016 culminata con la vittoria del titolo NCAAB battendo in finale proprio North Carolina con un tiro allo scadere. Da Villanova è uscito il playmaker Kyle Lowry.

NCAA e draft NBA

Il logo NBA con la scritta draft vicinoGiocare in una squadra universitaria di basket rappresenta senza ombra di dubbio il trampolino di lancio migliore per sperare in un futuro in NBA. Nonostante le franchigie della pallacanestro professionistica USA possano selezionare anche atleti provenienti da campionati esteri, la maggior parte delle scelte al draft cadono su giocatori cresciuti nei college del Nord America. Senza soffermarci troppo sul funzionamento del draft NBA, diciamo che per venire ingaggiati da uno dei 30 team appartenenti alla miglior lega mondiale della palla a spicchi è necessario avere terminato il college. Se si vuol tentare di venire chiamati prima di tale momento è necessario dichiararsi eleggibili e provare a convincere i team durante dei camp pre-draft. Fino ad una settimana prima della data delle scelte, le giovani promesse possono decidere di ritirarsi dalla lista dei selezionabili e continuare a giocare nella squadra della propria università. In caso contrario non è consentito tornare sui propri passi e se nessuna franchigia sceglie di puntare su di loro non sarà più possibile ripresentarsi sui parquet della pallacanestro universitaria. Stessa cosa accade quando un atleta ingaggia un agente. Da qualche tempo anche alcuni giovani italiani provano l’avventura nei college USA per crescere maggiormente e avere più chances di entrare tra i pro del campionato a stelle e strisce. Citiamo ad esempio Pierfrancesco Oliva e Federico Mussini in forza ai St. John’s Red Storm di New York e Giovanni De Nicolao approdato nel 2016 all’University Texas San Antonio. A far loro compagnia ci sono anche Mattia Da Campo e Scott Ulaneo a Seattle, Roberto Vercellino che da Bologna è volato alla Northern Colorado, Nicola Akele con la maglia dei Rhode Island Rams e Giacomo Zilli, che con la canotta di UNC Asheville ha già disputato la March Madness.