Mondiali 2026, Paderi: «La competitività non si gioca più solo sulle quote»
In questa intervista esclusiva, Simone Paderi, Direttore Commerciale di Netwin, racconta come un Mondiale a 48 squadre riscrive le regole operative per i concessionari italiani: dai fusi orari all’intelligenza artificiale.
L’intervista a Simone Paderi di Netwin, che potete ascoltare integralmente nell’epidodio speciale del podcast TalkBet, è cominciata introducendo le principali novità di questa Coppa del Mondo 2026. Il nuovo format non è una questione di puro volume. «Un Mondiale con 48 squadre, giocato in Nord America, cambia profondamente l’impostazione operativa di un concessionario italiano», spiega Paderi. Tre gli assi su cui Netwin ha concentrato la pianificazione: qualità delle quote su mercati meno esplorati, gestione dei servizi in fasce orarie non convenzionali e costruzione di un racconto coerente per l’intera durata della competizione.
L’assenza dell’Italia riorienterebbe la domanda, non la spegne. Paderi ricorda un comportamento già osservato nei Mondiali 2018 e 2022: «Da un lato abbiamo riscontrato maggiore identificazione con le grandi favorite. Dall’altro emerge un approccio più pragmatico, non legato al tifo ma ai singoli match e ai mercati statistici sulle performance». Il consumo sportivo è sempre più player-centrico: spesso, sottolinea, «è il campione a generare interesse ancor prima della maglia».
Per il mercato antepost delle scommesse sui Mondiali, le prime cinque nazionali più giocate restano Spagna, Francia, Inghilterra, Brasile e Argentina. L’allargamento a 48 squadre introduce però nuove variabili: quote leggermente più aperte sulle favorite e interesse crescente verso outsider come Marocco, Uzbekistan e Giordania. «Questo è un segnale che il pubblico ha già metabolizzato il nuovo format e percepisce questo Mondiale come una competizione meno prevedibile». La sorpresa, avverte Paderi, «va considerata come una variabile strutturale».
L’intelligenza artificiale supporta le quotazioni, ma non le sostituisce. «Gli strumenti di analisi ci aiutano a gestire enormi quantità di dati e a individuare pattern con grande velocità e precisione. Tuttavia il contributo umano resta decisivo», chiarisce Paderi, perché ci sono elementi che i modelli statistici non riescono a catturare pienamente: «le motivazioni personali, il contesto psicologico, le dinamiche specifiche di ciascuna nazionale». Il futuro, conclude, sarà «sempre più basato su un modello integrato tra tecnologia e competenze umane».
Sul terreno della competitività Paderi individua uno spostamento strutturale: «La competitività non si gioca più solo sulle quote. Quelle restano fondamentali, ma non sono più sufficienti da sole a rendere identitario un brand». Il vero differenziale è l’esperienza complessiva – affidabilità della piattaforma, rapidità dei servizi, qualità dei contenuti informativi, trasparenza. Netwin punta a essere percepita «non solo come una piattaforma di gioco, ma come un brand solido, concreto e riconoscibile, in grado di offrire un’esperienza unica che unisce intrattenimento, tecnologia e sicurezza».
Chiudono due temi strutturali: contrasto al gioco illegale e gioco responsabile. Sul primo, Paderi è diretto: «La leva più efficace è trasferire la cultura della legalità. L’utente deve comprendere che scegliere un operatore autorizzato significa non solo rispettare la legge, ma proteggere se stesso». Sul secondo, ribadisce che il gioco responsabile «è una delle componenti strutturali del lavoro, che non può essere considerata accessoria», con strumenti concreti di autolimitazione, autoesclusione e monitoraggio dei comportamenti a rischio.
Denis Michelotti è direttore di sitiscommesse.com dal 2025. Vanta oltre dieci anni di esperienza in editoria digitale e product management, con collaborazioni per Sky Italia, Gracenote e realtà internazionali. Cura le strategie editoriali e lo sviluppo strategico del sito.

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