Tottenham, De Zerbi per la salvezza: analisi di una sfida titanica

Dopo il controverso biennio all’Olympique Marsiglia, Roberto De Zerbi ha accettato la sfida più difficile della sua carriera: provare a salvare dal baratro una delle nobili del calcio inglese, il Tottenham. Vediamo se ce la può fare.

Salvezza Tottenham, mission (quasi) impossible

14 milioni di euro a stagione, per cinque stagioni. Un ricco bonus alla firma, un bonus supplementare da almeno 2 milioni in caso di salvezza e una clausola. È questo il prezzo che il Tottenham è stato disposto a pagare pur di assicurarsi la firma di Roberto De Zerbi.

Con questo accordo, l’allenatore ex Olympique Marsiglia e Brighton è diventato il terzo (o il secondo, secondo alcune testate) tecnico più pagato della Premier, dietro soltanto a Pep Guardiola e Mikel Arteta e davanti a nomi importanti come quelli di Arne Slot, allenatore del Liverpool, o di Liam Rosenior, che lo scorso gennaio ha sostituito Enzo Maresca sulla panchina del Chelsea.

Un investimento importante insomma per il club del nordest londinese, che oltre a voler evitare a tutti i costi una retrocessione sanguinosa, ha scelto di impostare da subito un lavoro di prospettiva, per mettere fine a una parabola discendente che, dall’addio di Pochettino nel 2019 ha visto alternarsi ben dieci allenatori in appena sei stagioni e mezzo.

Roberto De Zerbi, logo Tottenham

De Zerbi-Tottenham, missione salvezza

Fra loro, ci sono anche nomi pesanti, come quelli di Jose Mourinho e Antonio Conte, allenatori che nonostante abbiano portato a casa stagioni tutto sommato accettabili, se consideriamo la posizione odierna del Tottenham, non sono però riusciti ad alzare in maniera definitiva il livello.

Sull’arrivo di De Zerbi al Tottenham, è giusto precisarlo, resta comunque il mistero di una clausola che, secondo alcune testate, permetterebbe sia al club che all’allenatore bresciano di separarsi in caso la squadra non riuscisse nell’impresa di restare in Premier League.

La sensazione, in ogni caso, è che l’idea di base sia quella di continuare a prescindere, e che a De Zerbi siano stati assicurati pieni poteri per una fase di ricostruzione che, qualunque sarà il risultato finale di questa corsa salvezza, non può più essere rimandata.

Uno degli elementi più paradossali della situazione in cui si trova il Tottenham oggi, vale a dire al diciassettesimo e quartultimo posto della Premier League, con 30 punti, appena 1 punto sopra il terzultimo del West Ham, che vale la retrocessione, è che gli Spurs, sulla carta, hanno una delle rose più importanti di tutto il campionato inglese.

Secondo il sito di analisi statistica Transfermarkt, la rosa del Tottenham, per valore, è infatti la quinta della Premier League, con un parco giocatori che complessivamente raggiunge quota 802 milioni di euro, dietro soltanto a Manchester City, Arsenal, Chelsea e Liverpool, le cui rose sono valutare, rispettivamente, 1.3, 1.2, 1.1 e 1 miliardo di euro.

L’altro assurdo paradosso è che il Tottenham, che in campionato non vince una partita dal 28 dicembre (0-1 al Crystal Palace) nel frattempo si è comunque giocato, dignitosamente, un ottavo di finale Champions contro l’Atletico Madrid, buttando via la qualificazione all’andata a causa di una prestazione sfortunata del portiere ceco Kinsky, contro una squadra, quella di Simeone, che sta facendo vedere in queste settimane di essere in grandissima forma.

Insomma, non è tutto da buttare, ma il compito di De Zerbi non sarà semplice. Gli Hotspurs avevano cominciato la stagione con l’idea di aprire un nuovo ciclo dopo un’annata, la 2024/2025, che aveva portato in dote la vittoria dell’Europa League (primo titolo in diciassette anni), ma che si era conclusa al diciassettesimo posto, con 8 punti di margine sulla retrocessione, ma comunque nell’ultima posizione disponibile per rimanere in Premier.

Per ricostruire era stato chiamato il danese Thomas Frank, protagonista di sette ottime stagioni al Brentford, riportato in Premier per la prima volta dal 1947 e capace di costruire una squadra che nella massima divisione inglese c’è poi rimasta: quella 2025/2026 è la quinta stagione consecutiva del Brentford in Premier, che peraltro quest’anno si sta addirittura giocando una qualificazione per le coppe europee.

L’impatto di Frank sul Tottenham, però, non è stato quello sperato. L’allenatore danese non è mai riuscito a legare con l’ambiente, né in spogliatoio, né con i tifosi, sbagliando anche l’approccio tattico della stagione, con una squadra parsa senza identità e una fase difensiva letteralmente disastrosa.

Il risultati raccolti sono stati pessimi, con 14 sconfitte in 38 partite e un filotto di otto partite consecutive senza successi fra dicembre e febbraio. Frank è stato così esonerato, nonostante un contratto triennale da 8 milioni a stagione e nonostante i 10 milioni che erano stati pagati al Brentford qualche mese prima per liberarlo.

Al suo posto, si è deciso di puntare su Igor Tudor, una soluzione vista come utile a tamponare l’emergenza in attesa di arrivare a giugno e rifondare, per l’ennesima volta. L’esperienza del tecnico croato sulla panchina degli Spurs è stata però una delle peggiori di sempre nella storia della Premier.

In cinque partite di campionato il Tottenham, con Tudor alla guida, ha raccolto quattro sconfitte contro Arsenal (tra i favoriti per la vittoria della Premier League) , Fulham, Crystal Palace e Nottingham Forest, tre delle quali arrivate in casa e contro avversari, Gunners esclusi, ampiamente alla portata. Inoltre, la squadra ha incassato dodici gol in quattro match, segnandone appena quattro.

Insomma, un disastro totale, a cui si è aggiunto l’eliminazione dalla Champions. Tudor, che ha vissuto un momento difficile anche dal punto di vista personale, con la morte del padre proprio nel mese passato a Londra, non ci ha davvero capito nulla e il suo esonero, arrivato ufficialmente il 29 marzo, è sembrato una liberazione anche per lui.

Quote salvezza Tottenham, un finale difficilissimo

Sette partite. Sono quelle che avrà a disposizione Roberto De Zerbi per salvare il Tottenham dalla prima retrocessione in quasi 50 anni. Gli Spurs sono infatti scesi di categoria per l’ultima volta nel giugno del 1977, e sono oggi una delle sei squadre a non essere mai retrocesse dalla nascita della Premier League, nel 1992, insieme ad Arsenal, Chelsea, Everton, Liverpool e Manchester United.

Sette partite, si diceva, e non saranno sette partite facili. Il Tottenham, che non vince in Premier da tredici partite, ha già eguagliato il secondo record negativo della sua storia per strisce senza successi e ha la peggiore statistica del campionato in questa stagione per vittorie in casa: appena due successi su sedici partite fra le mura amiche.

Ancora, il Tottenham in campionato, nel 2026, non ha ancora vinto, e nelle ultime 22 partite di Premier ha portato a casa appena due successi. De Zerbi, evidentemente, ha molto da lavorare, e una dei dubbi più diffusi fra i tifosi Spurs riguarda la capacità dell’allenatore italiano di inculcare i suoi principi di gioco, molto complessi, in poco tempo.

Ci sono sicuramente alcuni elementi chiave da considerare. La squadra arriva da due impostazioni tecniche, quelle di Frank e Tudor, che prediligevano un gioco difensivo, basato sui lanci lunghi, mentre De Zerbi è noto per essere un tecnico che ama giocare all’attacco, tenendo il pallone e privilegiando i tocchi corti.

Di certo, la sensazione è che non verrà ripetuto l’esperimento della difesa a 3 proposto da Tudor, per un gruppo molto più a suo agio nel tradizionale 4-4-2 e con i giocatori posizionati nei loro ruoli. Un altro errore del tecnico croato che difficilmente si rivedrà con De Zerbi ha riguardato il tentativo di trovare soluzioni alla caterva di infortuni che ha investito il Tottenham spostando di posizione i calciatori.

Così, nelle settimane di interregno tudoriano, abbiamo visto giocare Conor Gallagher sulla fascia destra del centrocampo, Archie Gray da terzino a tutta fascia, sia destro che sinistro, João Palhinha e Pedro Porro da braccetti destri della difesa a tre, Lucas Bergvall da esterno di centrocampo: tutti esperimenti disastrosi.

De Zerbi difficilmente sperimenterà, e potrà anche contare, a quanto sembra, sui rientri di Udogie, Mohammed Kudus e Rodrigo Bentancur. Di certo, la data da cerchiare in rosso sul calendario è quella dell’11 maggio. Quel giorno si giocherà Tottenham – Leeds e se alla fine di quella partita gli Spurs non dovrebbero trovarsi in una posizione di classifica tranquilla, allora la situazione diventerà molto complessa.

Gli ultimi due match, infatti, vedranno il Tottenham giocare fuori casa contro il Chelsea e quindi in casa contro l’Everton, squadra molto più in forma degli Spurs e che verosimilmente avranno bisogno di punti decisivi per centrare la qualificazione europea, con il Tottenham che peraltro non vince in casa del Chelsea addirittura dal 2018: un’eternità.

Prima ci saranno le partite contro Sunderland, Brighton, Wolves e Aston Villa, le prime tre sulla carta alla portata, quella con il Villa decisamente più dura, visto che la squadra di Emery è in piena lotta per un posto in Champions e non sarà semplice strapparle punti.

Nel merito delle scommesse sulla Premier League per i bookmakers italiani, il rischio di retrocessione del Tottenham è concreto, e la sfida si giocherà in una battaglia a due con il West Ham. Con Wolverhampton e Burnley già virtualmente in Championship, resta infatti solo un ultimo posto da assegnare e per bwin la possibilità che il Tottenham scenda è quotata a 2.50*.

Solo il West Ham, dato a 2.00, ha una quota più bassa, mentre Nottingham Forest, 6.50, e Leeds, 7.50, sono considerate più improbabili. Lontanissime Crystal Palace e Sunderland, date retrocesse da bwin a 101.00 dato il margine di sicurezza sulla quota salvezza (per entrambe oltre 10 punti di vantaggio sul terzultimo posto al momento in cui scriviamo).

Domusbet quota la discesa in Championship del Tottenham ancora meno, a 2.30, con il West Ham a 2.00, il Forest a 6.00, il Leeds a 6.50, il Crystal Palace a 50.00 e il Bournemouth, addirittura, a 500.00: il Sunderland non è nemmeno quotato. Per SNAI la situazione è identica: 2.30 per il Tottenham, 2.00 per il West Ham, 6.00 per il Nottingham e 6.50 per il Leeds, con il Crystal Palace più lontano, quotato e 50.00 e il Bournemouth virtualmente salvo, dato a 500.00.

*Quote soggette a varizioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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