Le analisi di Cristian Brocchi per l’11ᵃ giornata di Serie A
L’undicesima giornata di Serie A 2026/27, l’ultima prima della sosta di novembre, arriva subito dopo il turno di Champions League: il Napoli ospita la Lazio, che ha avuto la settimana libera, l’Inter riceve il Como, impegnato come lei in Europa, e la Roma affronta il Sassuolo.
Torino-Lecce
Il Torino ha perso la seconda partita di fila, ma per l’allenatore Abate la sconfitta con il Frosinone non è un passo indietro ed è stata una prestazione positiva. Sono d’accordo con le sue parole: il Frosinone in questo momento sta giocando un calcio molto bello, dinamico, sulle ali dell’entusiasmo, e io penso che il Torino abbia comunque fatto una discreta partita. È vero che il percorso è un po’ altalenante, ma credo che stia trovando la quadratura del cerchio: ha una buonissima squadra e può scalare posizioni in classifica nel prosieguo del campionato.
Di quella squadra fa parte Lucas Perri, il portiere arrivato quest’estate dal Leeds, che il ct Ancelotti ha convocato nel Brasile per le amichevoli di novembre. Abate fa molto affidamento su di lui e lo ha sempre difeso, anche dopo qualche sua piccola ingenuità. La convocazione non mi sorprende, perché secondo me Ancelotti vuole conoscere tutti i giocatori che ha a disposizione e probabilmente gli hanno parlato bene di lui.
Dall’altra parte il Lecce arriva da tre sconfitte di fila, con i fischi dei tifosi al Via del Mare e diversi infortunati. Penso che gli infortuni pesino per tutte le squadre: pesano per la Juventus, per il Napoli, per il Milan e possono pesare tantissimo anche per una squadra che deve lottare per non retrocedere. Sarà un momento abbastanza difficile per i giallorossi, che hanno dimostrato spesso e volentieri di saper venire fuori dalle difficoltà, ma avere qualche infortunio non aiuterà.
Cagliari-Frosinone
Il Frosinone va a Cagliari senza Raimondo: dopo l’intervento di Aboukhlal nella partita con il Torino, l’attaccante ha riportato una lesione multilegamentosa alla caviglia sinistra e rischia di non tornare in campo prima del 2027. Il suo infortunio toglie alla squadra un terminale offensivo molto importante, con le caratteristiche perfette per il gioco dell’allenatore Alvini: era in un momento positivo e la sua assenza si farà sentire. Penso però che il Frosinone abbia ottenuto i suoi risultati grazie al gruppo e insieme al gruppo, e che riuscirà comunque a continuare a giocare un bel calcio, fatto di aggressività, qualità e inserimenti: questo lo aiuterà a sopperire all’assenza del bomber della squadra.
Di quel gruppo fa parte anche Gabriele Calvani, che con l’Under 21 si è già reso protagonista. Penso che sia un giocatore forte, con un carattere che lo aiuta a essere ancora più incisivo durante le partite. Non credo che ci sia un momento preciso per essere pronti al salto in Nazionale maggiore: ci si arriva attraverso le prestazioni in campo, sia a livello tecnico sia a livello caratteriale, e lui mi sembra sulla strada giusta.
Dall’altra parte l’allenatore del Cagliari Pisacane ha elogiato la prestazione dei suoi, definendoli una «squadra viva». È vero che il Cagliari arriva da quattro sconfitte di fila, ma non sono state sconfitte brutte, maturate da una squadra demotivata, che gioca male o che è in difficoltà dal punto di vista della proposta di gioco. Penso che abbia giocato anche contro squadre forti, perché ha perso contro formazioni che in questo momento hanno una classifica diversa. In casa avrà l’energia giusta per affrontare questa partita e, anche se non ha ancora segnato tanti gol, può comunque essere una rosa che regala soddisfazioni al proprio allenatore.
Per Pisacane anche chiudere la partita con la Lazio con in campo Trepy, Mendy e Kofler «fa capire che siamo sulla strada giusta». Il Cagliari è una rosa giovane e, secondo me, costruire una squadra con tanti giovani è stata una scelta precisa, perché il suo allenatore sa lavorare con i ragazzi e ha trasmesso loro dei sani principi: stanno lottando tutti insieme per raggiungere un obiettivo importante. A mio avviso si può salvare anche grazie a giocatori che possono rappresentare una chiave importante per questa squadra, come Daniel Maldini, che sta facendo molto bene. Direi che può fare affidamento anche su giocatori come Mendy, un giovane che mi ha colpito molto.
Roma-Sassuolo
Dopo il 5-2 a Udine la Roma ha il miglior attacco del campionato: ha segnato tanto e con tanti giocatori diversi. L’assenza di Dybala ha un peso specifico importante, anche se quelli che hanno giocato al suo posto hanno fatto molto bene. A me piacciono molto le squadre che mandano in gol diversi giocatori, e il gioco del suo allenatore Gasperini porta proprio a questo. Non penso che alla Roma manchi un vero bomber, perché ha comunque Malen e anche Castro, che, se utilizzato con il minutaggio giusto, può regalare soddisfazioni importanti. Nonostante non segni soltanto l’attaccante, credo quindi che questa Roma possa infastidire l’Inter nella corsa allo scudetto.
Per restare in quella corsa la Roma deve superare anche il Sassuolo, nell’ultima partita prima della sosta. In questo periodo le squadre che giocano anche la Champions League stanno affrontando ritmi incredibili: la Roma sta utilizzando praticamente tutta la rosa a disposizione, perché ha qualche infortunato importante che pesa molto. Bisognerà vedere come uscirà dalla partita europea, però penso che il Sassuolo possa essere un avversario fastidioso, per le sue modalità di gioco e anche per i risultati che sta ottenendo ultimamente, che non sono dei migliori: andrà all’Olimpico con la voglia e la volontà di portare a casa dei punti.
Fra i giocatori che la Roma ha utilizzato in questo periodo c’è anche Ghilardi, autore del 5-2 a Udine. Penso che sia un giocatore forte e infatti Gasperini, proprio per questo, ha parlato bene di lui. I ragazzi hanno bisogno del loro tempo per crescere, come è successo a lui, a livello fisico, atletico e anche in termini di consapevolezza di poter essere un giocatore importante per la squadra. Quando un ragazzo giovane entra in una prima squadra ha bisogno, ovviamente, del talento, che è quello che lo ha portato fin lì, ma ha anche bisogno di trovare un allenatore che gli faccia sentire la propria fiducia: credo che Ghilardi abbia trovato proprio questo in Gasperini.
Accanto a Ghilardi, in questo inizio di stagione abbiamo visto tanti profili giovani e interessanti. Nella Roma possiamo parlare di Lulli, nella Lazio di Floriani, ma ce ne sono tanti che quest’anno stanno dimostrando di essere molto più bravi, se viene data loro fiducia, rispetto a tanti giocatori stranieri di medio livello portati in Italia negli ultimi anni. Tra i giovani che mi sono piaciuti di più aggiungerei anche Lontani del Parma.
Dall’altra parte, sulla panchina del Sassuolo ci sarà Aquilani, che torna all’Olimpico con una squadra diciassettesima a 8 punti e con la peggior difesa del campionato. È romano e con la Roma ha vissuto tantissime emozioni: è stato un giocatore simbolo di questa squadra, ma adesso cercherà solo ed esclusivamente di fare uno sgambetto alla sua squadra del cuore, provando a portare a casa punti importanti da una trasferta molto difficile e insidiosa. Quanto alle quattro sconfitte di fila del Sassuolo, secondo me all’interno della squadra non si è rotto niente: ha perso un po’ di equilibrio difensivo e ogni volta lascia troppo spazio dietro, facilitando gli inserimenti dei giocatori avversari, che puntualmente lo puniscono.
Napoli-Lazio
Allegri torna sulla panchina del Napoli dopo due giornate di squalifica e trova la squadra ottava, a 14 punti dalla Lazio e a 9 dal Como quarto, con la Champions League da giocare mercoledì. Il momento non è facile: la squadra ha molte difficoltà, soprattutto nell’essere quella che ha in mente il suo allenatore, molto brava anche quando deve difendersi e compattarsi. Adesso, secondo me, riesce a fare meglio quando attacca rispetto a quando difende, e questo ha portato delle problematiche. Bisognerà vedere anche come uscirà dalla sfida europea e quindi come si presenterà alla partita di domenica, perché andrà capito chi recupererà, chi resterà fuori per infortunio e quale formazione sceglierà Allegri per affrontare la prima della classe.
Sugli infortuni, dopo la sconfitta con la Juventus il vice di Allegri Marco Landucci ha detto che non sono una scusante. Avere tanti infortuni è un problema per tutte le squadre. Il Napoli ne ha avuti diversi, che hanno condizionato un po’ il cammino in questo inizio di stagione, ma è altrettanto vero che non è ancora riuscito a trovare la quadratura del cerchio in fase difensiva. Secondo me deve aggrapparsi ai giocatori che hanno sempre dimostrato di essere affidabili, ad esempio Politano, ma ne potrei elencare almeno altri quattro o cinque.
La Lazio arriva a questa sfida da capolista e senza impegni di coppa in settimana. Avrà la possibilità di recuperare in maniera diversa rispetto al Napoli, però non sempre questo fa la differenza nella singola partita: quando ti giochi qualcosa di importante non basta stare bene fisicamente, servono tante componenti messe insieme. Il Napoli giocherà una partita di livello molto alto dal punto di vista emotivo, ma la Lazio è in un periodo favorevole, sta bene e sta dimostrando di essere una squadra forte. Il fatto di giocare al Maradona, comunque, può favorire un po’ la squadra di Allegri.
Alla Lazio, invece, la spinta del pubblico manca proprio in casa, per la protesta dei tifosi contro il presidente Lotito. Giocare con un Olimpico mezzo vuoto non fa piacere ai giocatori, non fa piacere all’allenatore e non è neanche bello per noi che guardiamo da fuori e ci piace vedere i tifosi in festa. Il popolo biancoceleste è meraviglioso, un popolo che spinge e che, anche quando vai da avversario, apprezzi per il calore che ha sempre dimostrato. In qualche partita, magari in quelle più difficili, avere l’apporto del pubblico può essere di fondamentale importanza.
Quanto al ritorno dei tifosi, secondo me quelli che credono fortemente in quello che stanno facendo non torneranno allo stadio. Se la Lazio dovesse continuare così, magari ci sarà qualche papà in più con il figlio, spinto proprio dalla voglia del bambino di andare allo stadio, un bambino che non capisce fino in fondo il perché di questa protesta, e il pubblico aumenterà un po’. Gli altri, a mio avviso, no.
Monza-Atalanta
Dopo lo 0-3 in casa con il Parma l’Atalanta sta vivendo un momento un po’ difficile. Secondo me in quella partita ha giocato un buon primo tempo, ma poi non è più scesa in campo e ha dato agli avversari la possibilità di conquistare la prima vittoria con Gilardino in panchina. I giocatori stanno proprio facendo fatica a lavorare in maniera completamente diversa rispetto a come hanno lavorato negli ultimi anni. Se dovesse arrivare un’altra sconfitta a Monza potrebbero aprirsi scenari diversi, anche se credo che la società abbia puntato su un allenatore esperto e bravo come Sarri, che in ogni caso porterà l’Atalanta fuori da una situazione complicata.
Lo stesso Sarri ha detto che non è stato coraggio del Parma, ma paura dei suoi: per lui è stato più un demerito dei giocatori che un merito degli avversari. Dal mio punto di vista, invece, anche il Parma ha trovato la chiave giusta per mettere in difficoltà l’Atalanta. Perché sia scattata un po’ di paura nei giocatori dopo 40 minuti in cui era stata l’Atalanta a fare meglio è una domanda a cui può rispondere solo ed esclusivamente lui, che allena la squadra.
Per uscirne l’Atalanta resterà in ritiro fino a domenica, come ha annunciato il direttore sportivo Giuntoli dopo la sconfitta. Io sono sempre stato contro i ritiri. Quando porti una squadra in ritiro è perché provi a giocarti l’ultima carta, ma sono sempre rimasto dell’idea che non servano a niente. Certo, a volte la squadra ne è uscita bene, altre volte no, ma il ritiro non è la soluzione ai problemi reali che una squadra può avere.
Dall’altra parte il Monza ha segnato 17 gol, ma ne ha subiti 24: è una delle difese più battute del campionato. Ha preso tanti gol perché cerca sempre di attaccare, di arrivare a vincere le partite, e prova a giocarle a viso aperto. Ha un terminale offensivo importante: Varela sta facendo non bene, benissimo. Quando ti esponi così tanto in Serie A rischi di essere punito, ed è quello che è successo al Monza in alcune partite. Penso però che il Monza abbia tutte le carte in regola per continuare a migliorare la proposta di gioco che già dimostra di avere, e che possa mettere in difficoltà l’Atalanta.
Genoa-Milan
Il Milan arriva a Genova dopo aver battuto 3-1 l’Inter, ma dopo un derby non sempre è riuscito a giocare grandi partite. C’è da dire che questa volta ha una partita di mezzo, che potrebbe cambiare tante cose, sia a livello di prestazione sia a livello di infortuni e di presenze. L’euforia del derby va goduta nell’immediato, ma dal giorno dopo si torna a pensare alla partita successiva: questa sarà la differenza tra il dire e il fare.
Quanto al derby, la grande forza offensiva del Milan non mi ha sorpreso: si è vista soprattutto nel primo tempo, perché nel secondo la squadra si è difesa molto di più e ha attaccato molto meno. Per questo penso che il Milan sia ancora un cantiere aperto, che sta dimostrando di assimilare piano piano le richieste dell’allenatore Amorim. Allo stesso tempo non credo che sia emersa una fragilità difensiva preoccupante dell’Inter di Chivu, se non dal punto di vista dell’attenzione.
In questo cantiere aperto, fra Maignan, Modric, Rabiot e Pulisic, per me c’è un solo giocatore imprescindibile: Rabiot. Quando è in campo riesce a dare qualcosa che gli altri non riescono a dare. Poi c’è Moreira, il migliore in campo nel derby, che ha un talento cristallino ed è un giocatore meraviglioso: può essere il nuovo Leao, forse dal punto di vista dell’incisività in tante partite, ma secondo me ha caratteristiche diverse. È un ragazzo molto giovane e, se si allena bene e capisce bene quello che si vuole da lui, può migliorare ancora tanto.
Dall’altra parte il Milan troverà un Genoa che ha vinto tre partite di fila e ha in rosa due ex rossoneri. Secondo me uno dei meriti dell’allenatore De Rossi è stato proprio ridare grande importanza a Messias e prendere El Shaarawy: sono due giocatori che stanno facendo la differenza all’interno del gruppo, sia dal punto di vista motivazionale sia da quello tecnico. Adesso affronteranno la loro ex squadra: in quei casi hai la voglia e la volontà di fare bella figura e di vincere, ma questo non basta, perché esistono anche il campo, la prestazione di squadra e tutto quello che può girare intorno a una partita di calcio.
Inter-Como
Dopo il derby Chivu ha detto che alla sua Inter manca qualcosa rispetto all’anno scorso. Sono d’accordo con lui: a quest’Inter manca un po’ di quella cattiveria agonistica che l’ha sempre contraddistinta negli altri anni. Penso però che il problema principale sia l’eccesso di sicurezza di molti giocatori: sentendosi una squadra forte, pensano sempre che il compagno possa risolvere qualsiasi situazione.
Nel derby, poi, Chivu ha dovuto fare i conti con l’attacco in emergenza e ha schierato il solo Marcus Thuram. Quando un allenatore ha così tante defezioni fa fatica, e credo che abbia messo in campo la miglior formazione possibile. Non è colpa sua se tre giocatori importanti, nello stesso ruolo, hanno avuto la febbre alta e altri sintomi durante la settimana. Contro il Como penso però che tornerà al suo solito 3-5-2, con due attaccanti.
Nonostante questi problemi, ribadisco che per me l’Inter è la squadra più forte del campionato. Nell’arco di una stagione ci possono essere delle difficoltà e alcune partite si possono anche perdere, ma quella con il Como è una partita molto difficile, perché i nerazzurri hanno sempre sofferto questa squadra. Allo stesso tempo, quando sono riusciti a far difendere il Como davanti alla propria area di rigore, hanno avuto una grande supremazia: credo che punteranno su questo, e per la squadra potrà essere una partita importante anche dal punto di vista emotivo.
Sulla partita peserà anche la Champions League, che Inter e Como giocano entrambe: l’allenatore del Como Fabregas ha detto di avere pochi uomini a disposizione. Anche il Como, come altre squadre, ha delle defezioni che stanno dando un po’ di fastidio al suo allenatore, perché poter fare più rotazioni tra campionato e Champions gli permetterebbe di essere più tranquillo, tanto più che la sua rosa ha dimostrato più di una volta di riuscire a giocare sempre nella stessa maniera e con gli stessi concetti anche cambiando gli interpreti: è proprio questo l’obiettivo di Fabregas. Penso però che questo doppio impegno possa pesare più sul Como che sull’Inter.
Fiorentina-Juventus
Spalletti ha appena compiuto un anno sulla panchina della Juventus e, secondo me, in questo avvio sta avendo delle difficoltà dettate dagli infortuni importanti che ha avuto. Lui e il suo staff non vogliono prenderli come una scusa, però è oggettivo il fatto che siano venuti a mancare Yildiz e Boga, che è stato fuori per un periodo e adesso è rientrato. Ora gli mancano Conceição, Khéphren Thuram e Locatelli, che sono giocatori fondamentali, oltre ad altri elementi.
Quanto alla Champions mancata la scorsa stagione, credo che Spalletti abbia fatto comunque un ottimo lavoro: non ci è arrivato perché ha giocato buona parte del campionato senza un attaccante. Non penso che quella mancata qualificazione pesi tanto quanto gli infortuni di questa stagione.
Quella qualificazione la Juventus l’ha persa anche per il 2-0 subito in casa dalla Fiorentina, già salva, alla penultima giornata dello scorso campionato. Fiorentina-Juventus però non sarà una partita di alta tensione soltanto per quel precedente, ma perché a Firenze è una partita molto sentita. La Juventus troverà quindi una Fiorentina molto agguerrita, che viene da una vittoria importante sul campo del Sassuolo e avrà tutta la settimana per preparare questa partita. Sarà una sfida molto importante: conterà tantissimo l’aspetto mentale e conterà tantissimo il modo in cui la giocheranno entrambe le squadre. Non sarà semplice né per una né per l’altra.
La Fiorentina in casa non ha ancora vinto in questa stagione, eppure per lei giocare al Franchi è un valore aggiunto: quando lo stadio spinge è qualcosa di molto bello per i giocatori viola. I lavori allo stadio hanno condizionato un po’ questa dinamica negli ultimi tempi, ma quando giocavo io a Firenze e il Franchi era pieno l’ambiente era molto, molto coinvolgente. Per la Juventus è un’occasione importante, che può essere fondamentale per tornare a recitare un ruolo da protagonista. Davanti però troverà una Fiorentina dai risultati altalenanti, che ha la voglia, la volontà e anche la forza per giocare una grande partita.
Su quei risultati altalenanti pesa anche il rendimento di alcuni giovani: dopo la vittoria con il Sassuolo l’allenatore della Fiorentina Vanoli ha detto di aver «perso» con la testa, durante l’ultima sosta per le nazionali, tre giocatori: Ndour, Fagioli e Oulai. Non posso dire di aver notato che abbiano mollato mentalmente, ma un calo di rendimento l’hanno avuto. Le tante partite e i tanti impegni condizionano molto tutti i giocatori, e magari i più giovani fanno un po’ più di fatica. Se lo ha notato lui è perché, avendoli sott’occhio tutti i giorni, può aver percepito questa cosa: sta a lui trovare il modo per farli tornare a rendere come vorrebbe.
Le altre partite di giornata
Venezia-Udinese è la sfida fra due squadre a caccia di punti salvezza, con l’Udinese alla prima partita dopo il cambio di allenatore. Parma-Bologna mette di fronte il Parma, reduce dal primo successo con Gilardino, e un Bologna che ha vinto le ultime tre partite, compresa quella a San Siro.
Venezia-Udinese
Il Venezia viene da una partita molto ben giocata con il Como, in cui ha messo in difficoltà una squadra molto importante, ma non sta ancora raccogliendo i punti sperati per arrivare alla salvezza. Affronterà un’Udinese che ha appena cambiato allenatore e che, dal canto suo, in questa stagione non è mai riuscita a trovare la quadra. Di solito, quando una squadra cambia allenatore, nella prima partita ha sempre qualcosa di diverso, un’altra tensione. Qui però stiamo parlando di due squadre che hanno un bisogno assoluto di fare risultato e conquistare punti, in egual misura.
Parma-Bologna
Il Parma ha ottenuto a Bergamo la prima vittoria dell’era Gilardino, ma già nelle partite precedenti aveva dato segnali di crescita e sembrava un pochettino più in salute. Il Bologna viene da tre vittorie consecutive. Contro il Milan ha affrontato una squadra molto rimaneggiata, ma è stato molto bravo ad andare a vincere a San Siro; contro il Monza, invece, ha vinto anche grazie a un rigore sbagliato dagli avversari a pochi minuti dalla fine.
Uno sguardo al futuro: le analisi di Cristian Brocchi sul calcio
Tornerò dopo la sosta con nuove analisi e nuovi pronostici sul calcio, quando sapremo se la Lazio è uscita dal Maradona ancora imbattuta, se la Roma può davvero infastidire l’Inter nella corsa allo scudetto e se il ritiro ha cambiato qualcosa per l’Atalanta di Sarri.
Ci ritroviamo qui ogni settimana con approfondimenti, letture tattiche e pronostici sul calcio, seguendo tutti i principali sviluppi della stagione, in esclusiva per Siti scommesse.
Collaboratore di sitiscommesse.com, Cristian Brocchi ha alle spalle oltre 15 anni da calciatore professionista tra Milan, Lazio, Inter e Fiorentina, con due Champions League, uno Scudetto e un Mondiale per Club in bacheca. Dopo il ritiro ha allenato Milan, Monza, Brescia e Vicenza, arrivando a una finale di Coppa Italia. Oggi è opinionista e commentatore per DAZN e Prime Video Sport, dove legge partite, tattiche e dinamiche di squadra con il punto di vista di chi il campo lo ha vissuto da protagonista.

Le analisi di Cristian Brocchi per la 10ᵃ giornata di Serie A
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