Stipendi piloti F1 2026: la classifica dal più pagato al meno ricco

Le differenze di guadagni in F1 sono davvero gigantesche, con una distanza di circa 70 milioni fra il contratto più oneroso e quello meno remunerativo. Scopriamo insieme quanto vengono pagati i piloti.

Piloti-stipendi, un giro d’affari enorme

La Formula 1 non è soltanto il campionato automobilistico più famoso e seguito al mondo. Non si ferma alla competizione su pista fra le monoposto. È, piuttosto, un vero e proprio pianeta, nel quale star system e intrattenimento si mischiano, quasi a confondersi, con le prestazioni in gara, sino a dare vita a quello che, non a caso, viene soprannominato Circus.

Come i circhi, infatti, la F1 ha natura itinerante e porta in giro per il mondo il suo spettacolo. Uno spettacolo che funziona solo se i protagonisti sono in grado di eseguire alla grande tutti i trucchi del mestiere. E i protagonisti, su questo non c’è mai stato dubbio, sono e saranno sempre loro: i piloti.

Max Verstappen

Verstappen, il pilota più pagato in F1

Per questo si discute così spesso degli stipendi dei piloti di Formula 1, che secondo alcuni critici sarebbero esagerati, secondo altri persino troppo bassi in considerazione dei rischi che si corrono in gara e il grande impegno che, dentro e fuori dalla pista, viene richiesto.

Di certo c’è che la F1 muove un giro d’affari da 4 miliardi di dollari a stagione, una cifra mostruosa mossa principalmente, oltre che dalle scuderie, dall’appeal dei piloti, che in un tempo, quello contemporaneo, dove comunicazione e immagine contano almeno quanto le capacità di guida, devono essere in grado di stare sul palcoscenico della performance in ogni momento.

Si spiegano anche così alcune differenze di retribuzione negli stipendi dei piloti di Formula 1 che, a prima vista, sembrerebbero assurde, ma che in realtà rispondono, oltre che al diverso lignaggio conquistatosi da ognuno dei piloti in pista, anche a logiche di marketing, a ciò un pilota può muovere a livello di branding per una scuderia.

Prendiamo il caso di Lewis Hamilton. Il pilota inglese, alla sua seconda stagione in Ferrari, ha un contratto da 55 milioni di euro l’anno, in scadenza a fine 2027 ma con un’opzione di rinnovo sino al 2028.

Si tratta di un accordo che rende il pluricampione mondiale britannico il secondo pilota più pagato del paddock (il primo è Verstappen, ne scriviamo poco sotto). A prima vista potrebbe sembrare una cifra esagerata, quella da 55 milioni l’anno, per un pilota quarantunenne e che ha vinto l’ultimo titolo nel 2020.

Ancora più esagerata potrebbe sembrare la distanza di retribuzione rispetto allo stipendio del suo compagno di squadra, Charles Leclerc, rispetto al quale Hamilton guadagna quasi il doppio (circa 30 milioni di euro l’anno lo stipendio del monegasco).

Il punto, però, è che dal punto di vista del mercato, il binomio Ferrari-Hamilton ha un impatto semplicemente pazzesco, che può essere paragonato, ad esempio, a quanto successe con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

Secondo alcune stime, giusto per dare un riferimento, gli introiti Ferrari da sponsor, grazie alla presenza di Hamilton a Maranello, sarebbero aumentati, nella sola passata stagione, di oltre 100 milioni, giustificando dunque integralmente l’investimento sul contratto dell’inglese.

Inoltre, in questo modo la Ferrari si è riposizionata in maniera importante sul mercato UK, nel quale spesso ha pagato dazio a marchi come Aston Martin, Bentley, Rolls Royce, Jaguar, che hanno legami più diretti con la Gran Bretagna.

Le cifre in F1, da Verstappen ai rookie

Come si diceva poco sopra, è Max Verstappen il pilota più pagato della Formula 1. L’olandese ha un contratto con la Red Bull da 65 milioni di euro l’anno fino al 2028 e nel suo caso è evidente come l’accordo che lo vede protagonista sia frutto della combinazione fra il suo talento (è senza dubbio, già ora, uno dei migliori piloti della storia) e il suo appeal commerciale.

Nonostante, come scritto poco sopra, abbia un contratto valido ancora per due anni già da tempo Verstappen è insofferente e si comincia a parlare di una clausola che lo libererebbe a fine stagione, permettendogli di accasarsi in McLaren o in Mercedes.

Detto di Hamilton, al terzo gradino del podio troviamo Leclerc, il cui contratto scade nel 2028, e George Russell, per il quale la Mercedes spende 30 milioni di euro l’anno e il cui accordo con la scuderia tedesca scade a fine 2026 (ma c’è un’opzione per estenderlo di dodici mesi).

Lando Norris, su McLaren, guadagna 25 milioni di euro l’anno, circa 24 in più del milione e mezzo di euro che viene invece riconosciuto al compagno di scuderia, Kimi Antonelli, rivelazione di questa stagione e che sconta il fatto di essere, nonostante i grandi risultati, poco più che un esordiente: c’è da immaginare che lo stipendio di Kimi, nonostante il contratto valga fino al 2027, venga ridiscusso a fine stagione, dato che ormai il suo status, a livello commerciale, è planetario.

Molto alto anche lo stipendio di Fernando Alonso, se commisurato a risultato e monoposto guidata: 15 milioni di euro l’anno. Con lo spagnolo alla guida, però, Aston Martin si è assicurata molto più di un pilota esperto, ma anche una star internazionale rispettata da tutti, con effetti a cascata sul marchio.

Sainz, Albon, Piastri, Gasly hanno tutti contratti intorno ai 10 milioni di euro siglati con Williams, McLaren e Alpine. 10 milioni li guadagna anche Lance Stroll, su Aston Martin, ma il suo caso è diverso: è il figlio del proprietario della scuderia e infatti il suo contratto non ha scadenza, di fatto correrà fino a quando ne avrà voglia.

7 milioni li guadagna l’esperto Sergio Perez su Cadillac fino al 2027, 6 Hulkenberg su Audi e Ocon su Haas, entrambi fino al 2027. 4 milioni fino al 2027 (con opzione fino al 2029) per Hadjar, il pilota ventunenne franco-algerino su cui Red Bull punta molto. Stesso stipendio anche per Bottas, su Cadillac.

Chiudono infine questa speciale classifica degli stipendi dei piloti di Formula 1 Bortoleto su Audi, con un contratto da 1 milione e mezzo fino al 2027, e infine il quartetto composto da Oliver Bearman su Haas, Liam Lawson e Arvid Lindblad su Racing Bull e Colapinto su Alpine, tutti con contratti inferiori al milione di euro a stagione: per loro, la strada è ancora lunga.

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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