Union Berlino, Eta nuova allenatrice: quote salvezza e il rischio retrocessione

Dopo l’esonero di Steffen Baumgart, l’Union Berlin affida la panchina a Marie-Louise Eta, una nomina storica per la Bundesliga. Con la squadra a soli sette punti dalla zona retrocessione, analizziamo il calendario e le quote per raggiungere la salvezza.

La crisi dell’Union: i motivi dell’esonero di Baumgart

Due sole vittorie nel 2026. Undici punti in quattordici partite. Una media da 1.2 punti a partita, nei 51 match passati sulla panchina dell’Union Berlin e un distacco di ormai soli sette punti dalla zona retrocessione. Sono i numeri che hanno condannato all’esonero Steffen Baumgart e che hanno aperto la strada alla nomina di Marie-Louise Eta come nuova allenatrice dell’Union Berlin.

L’umiliante sconfitta contro l’Heidenheim, fanalino di coda della Bundesliga e che arrivava da una striscia di quindici partite senza vittorie, ha praticamente costretto l’Union a chiudere la collaborazione con Baumgart, nonostante un rinnovo di contratto che era arrivato appena pochi mesi fa, a metà gennaio: una mossa che evidentemente non ha portato fortuna.

Marie Louise Eta

Eta, la nuova allenatrice dell’Union Berlino

Baumgart, un passato anche da calciatore con la squadra berlinese fra il 2002 e il 2004, era arrivato al club di Köpenick nel gennaio 2025, esordendo proprio contro l’Heidenheim (anche allora fu una sconfitta), ma riuscendo pian piano a rimettere in sesto una squadra che all’epoca era in grande difficoltà.

Nella stagione 2025/26 qualcosa si è però inceppato. A Baumgart si sono imputati, oltre che degli evidenti problemi di gioco anche lo scarso lavoro fatto per far crescere i giovani, con nomi come Querfeld, Ansah, Burcu, passati in poco tempo dall’essere considerati possibili prospetti di livello internazionali a diventare delle vere e proprie seconde scelte.

Per questo l’Union Berlino ha deciso di dare una svolta decisa e di chiudere la stagione in corso promuovendo Marie-Louise Eta. L’ex calciatrice, fra gli altri, del Werder Brema, è infatti nel club già dal 2023, sempre con il ruolo di assistente e allenatrice dell’Under 19, e la si è considerata pronta per rimettere ordine in uno spogliatoio molto confuso, guardando già al prossimo campionato.

C’è un altro elemento, però, che vale la pena sottolineare. Riguarda il fatto che la notizia della scelta di Marie-Louise Eta abbia destato così grande scalpore sulle pagine dei più grandi quotidiani europei, una circostanza che dovrebbe farci riflettere su quanto indietro è il mondo del calcio (e in generale il mondo dello sport), quando si parla di uguaglianza e parità.

Non dovrebbe infatti sorprendere che a una professionista seria, da anni nel club, venga assegnato il compito di traghettare la squadra sino a fine stagione in un momento di crisi tecnica. Succede, invece, che si gridi al miracolo, perché si vede ancora come una chimera assoluta la possibilità che una donna possa guidare un gruppo di uomini in un torneo di calcio di elite.

Certo è strano, se si considera, invece, che gli sport femminili sono allenati, a parte qualche eccezione notevole, da uomini, e che in quel caso lo si dia quasi per scontato, che sia un uomo ad allenare le donne. Insomma, momento storico sì, certo, ma facciamoci anche un esame di coscienza per capire quanto siamo arretrati, nel calcio di oggi, se dobbiamo considerare come “storico”, nel 2026, il fatto che una donna si sieda sulla panchina di una squadra maschile.

Quote salvezza Union Berlin: cosa dicono i bookmaker

Sulla carta Marie-Louise Eta dovrebbe rimanere sulla panchina dell’Union Berlin maschile solo per le ultime cinque partite della Bundesliga 2025/26, per poi passare ad allenare la squadra femminile del club, che in questo momento naviga a metà classifica della Frauen Bundesliga.

Il direttore sportivo Horst Heldt non ha però escluso l’ipotesi di confermare anche per la prossima stagione Eta, qualora in questo rush finale del campionato tedesco dovesse di essere pronta per rimanere in sella anche per l’annata 2026/27.

Anche per questo i contatti con Christian Eichner, da cinque anni alla guida del Karlsruhe e da tempo nel mirino dell’Union, sono stati messi in stand-by. La dirigenza Union, anche a fronte del grande clamore mediatico della nomina di Eta, vuole capire quale sarà l’impatto tecnico dell’allenatrice sulla squadra e valutare, eventualmente, una conferma.

Eta, prima di tutto, dovrà garantire all’Union Berlin una salvezza tranquilla, fermando l’emorragia di risultati che ho portato al licenziamento di Baumgart ed evitando un tracollo che, dopo mesi passati una posizione di classifica tutto sommato tranquilla, avrebbe del tragico.

Di suo Eta proverà a metterci il calcio offensivo, propositivo, intenso e ad alto ritmo che ha sinora contraddistinto sempre le sue squadre. Marie-Louise Eta, infatti, nelle sue esperienza da tecnico del calcio giovanile ha sempre mostrato di prediligere una riconquista aggressiva del pallone, comandando il gioco e utilizzando al massimo dati e statistiche.

In questa stagione la sua Under 19, nella prima fase, ha messo insieme 12 vittorie e 2 pareggi in 14 partite, chiudendo imbattuta in girone, mostrando un calcio divertente, ambizioso, moderno: quello che probabilmente i vertici Union vorrebbero ritrovare anche nella prima squadra.

Eta esordirà in panchina domenica 18 aprile contro il Wolfsburg penultimo, un’occasione sulla carta perfetta per far tornare l’Union Berlin alla vittoria ma che potrebbe anche, in caso di risultato negativo, far piombare la squadra berlinese nella totale catastrofe.

A seguire, ci saranno gli impegni a Lipsia con l’RB Leipzig in lotta per la Champions, quindi di nuovo in casa con il Colonia, ancora a rischio di essere risucchiato nella battaglia salvezza, poi fuori casa con un Mainz ormai fuori da tutto e infine chiusura casalinga un Augsburg senza obiettivi.

Sulla carta, insomma, l’unica sfida fuori portata è quella contro la squadra Red Bull. Per il resto, Marie-Louise Eta ha dalla sua un calendario che potrebbe darle l’opportunità di testarsi in un contesto ambientale senza troppe tensioni, raggiungendo la quota salvezza agevolmente, considerando che delle ultime cinque stagioni sono sempre bastati 34 punti, 1 in più dei 33 che ha messo insieme sino ad ora l’Union, per evitare sia la retrocessione che il playout e come sono messe le altre squadre in lotta per non retrocedere.

Se guardiamo le scommesse sulla Bundesliga, SNAI* quota la retrocessione della squadra berlinese a 100.00, mentre considera il Wolfsburg, che al momento in cui scriviamo è penultimo a 21 punti (-4 dal terzultimo posto che garantisce il playout e -7 dal quindicesimo posto che dà la salvezza) spacciato, quotato come retrocesso a 1.08. Segue il St.Pauli, a 1.85, quindi il Werder Brema, a 5.00. Più lontani Colonia e Borussia M’Gladbach, la cui retrocessione è quotata a 12.00.

Anche per Betsson la retrocessione dell’Union Berlin è a 100.00, con il Wolfsburg a 1.08, il St.Pauli a 1.85, il Werder Brema a 5.00, il Colonia e Borussia M’Gladbach a 12.00. Quote quasi identiche anche per Sportium: Union a 100.00, Wolfsburg a 1.10, St.Pauli a 1.85, Werder Brema a 5.00, Colonia e Borussia M’Gladbach a 12.00.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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