Germania favorita ai Mondiali 2026: perché può puntare al titolo
Julian Nagelsmann, nel suo triennio alla guida dei teutonici, ha ricostruito una squadra spenta, puntando su un’identità di gioco chiara e su un gruppo ambizioso e di prospettiva. Ecco fino a dove può arrivare la Germania ai Mondiali 2026.
Convocazioni Germania, a volte ritornano
Se ne parlava da mesi, ma nessuno ci credeva davvero. E invece alla fine Nagelsmann, nella rosa dei 26 calciatori che rappresenteranno la Germania alla Coppa del Mondo 2026 negli Stati Uniti ha deciso di includere anche Manuel Neuer.
Il portierone del Bayern Monaco, 124 presenze in nazionale, mancava con la maglia della Mannschaft dalla fine dei Mondiali 2024, quando aveva scelto di chiudere la sua esperienza con la rappresentativa tedesca.
Già a marzo scorso, però, Nagelsmann lo aveva contattato, chiedendogli la sua disponibilità a rientrare per giocare la sua quinta coppa del mondo, eguagliando Matthaus e Klose. La risposta è stata positiva e così Neuer, al netto di qualche piccolo infortunio che in questi giorni lo sta rallentando, sarà il titolare della Germania ai Mondiali 2026.
Con buona pace di Oliver Baumann, il portiere dell’Hoffenheim che dal 2022 ad oggi ha difeso la porta della Germania sia agli Europei che, soprattutto, nelle qualificazioni mondiali, e che dopo essersi guadagnato sul campo la titolarità a forza di ottime prestazioni dovrà riaccomodarsi in panchina per fare spazio a Neuer: non il massimo, francamente.
Tutto sommato è stata questa l’unica grande sorpresa arrivata dalle convocazioni, che non hanno visto esclusi eccellenti. Da Bisseck ad Adeyemi, sino a Fullkrug, Gosens, Ter Stegen e Bischof, nessuno fra i calciatori rimasti a casa è mai entrato davvero nelle rotazioni stabili di Nagelsmann.
Un caso a parte è quello di Nicolò Tressoldi, l’attaccante italo-tedesco, quest’anno capocannoniere del campionato belga con 19 reti, che, a 21 anni, è stato, nelle parole di Nagelsmann, “a un passo dalla convocazione”, ma che alla fine ha perso il treno per la Coppa del Mondo a discapito di Deniz Undav e Maximilian Beier.
Una notizia, quella della mancata convocazione di Tressoldi, che interessa anche all’Italia, visto che il ragazzo, sulla carta, sarebbe ancora “cappabile” per la squadra azzurra, anche se la sua decisione di proseguire il percorso con la Germania (con cui ha fatto tutta la trafila delle selezioni giovanili) sembra abbastanza definitiva.
La Germania dovrebbe schierarsi con un 4-2-3-1. Sugli esterni, in difesa, ci saranno Raum e Kimmich, mentre al centro, insieme alla certezza Tah, si giocano un posto Schlotterbeck, che sinora ha mostrato di poter formare una coppia molto affiatata con Tah, e Rudiger, che parte un passetto indietro, anche a causa di una stagione piena di piccoli infortuni e tormentata dal punto di vista sportivo.
A centrocampo i giochi sembrano più aperti, ma la coppia davanti alla difesa dovrebbe essere formata da Goretzka e Pavlovic, con Angelo Stiller e Felix Nmecha pronti a garantire rotazioni costanti nel corso del torneo.
Davanti invece, c’è l’imbarazzo della scelta. I due rifinitori sicuri di partire dal primo minuto sono Musiala e Wirtz. Entrambi sono alla ricerca della migliore condizione, ma restano due talenti generazionali che non possono essere lasciati fuori.
L’infortunio di Gnabry potrebbe aprire le porte della titolarità a un Leroy Sané che però al Galatasaray quest’anno non ha fatto scintille, e che è stato convocato da Nagelsmann principalmente per la sua esperienza nel gruppo. Una chance, allora, potrebbe arrivare per Jamie Leweling.
Per il ruolo di attaccante centrale invece, la gerarchia sembra delineata: Havertz sarà il titolare, con Nick Woltemade come primo ricambio. Undav, che ha messo a segno 19 gol in Bundesliga quest’anno, si ritaglierà un ruolo da outsider.
Le quote del girone E
La Germania ai Mondiali ci è arrivata non senza fatica, dovendosi giocare la qualificazione sino all’ultimissima partita, il match contro la Slovacchia, travolta 6 a 0, che era arrivata alla sfida finale a pari punti con i tedeschi, poi risultati vincitori del girone A con tre lunghezze di vantaggio sugli slovacchi.
Ai Mondiali 2026, ai quali ci si riferisce in maniera convenzionale come mondiali statunitensi ma che in realtà saranno giocati anche in Canada e Messico, Kimmich e compagni esordiranno il 14 giugno a Houston. Lo faranno sfidando una delle nazionali più esotiche a strappare l’accesso alla Coppa del Mondo, la squadra di Curaçao, che per la prima volta alla fase finale.
Sicuramente la selezione caraibica non è una formazione di primissimo piano e la Germania sulla carta dovrebbe imporsi agevolmente: attenzione però, sarebbe un errore sottovalutarla. Curaçao, infatti, ha una rosa di giocatori esperti, tutti militanti in Europa, principalmente, fra Olanda, Turchia e Regno: non è insomma una squadra di dilettanti, ma di calciatori navigati e tosti.
Il secondo incontro, a Toronto, il 20 giugno, vedrà i tedeschi sfidare la Costa d’Avorio, in quello che sarà il match clou del gruppo E, contro una squadra che può contare su individualità importanti come quelle di Diomandé, esterno offensivo del Lipsia sul quale sono piombate tutte le grandi d’Europa, di Ahmad Diallo del Manchester United, di Bonny dell’Inter, di Ndicka della Roma, solo per citarne alcune.
Insomma, non sarà per nulla un match scontato quello contro “gli Elefanti”, che hanno vinto la Coppa d’Africa appena due anni fa e arrivano con l’obiettivo dichiarato di arrivare, per la prima volta nella loro storia, alla seconda fase della Coppa del Mondo.
Chiude il girone la partita del 25 giugno, a East Rutherford, contro l’Ecuador, che a questi mondiali c’è arrivato chiudendo secondo, dietro l’Argentina, il girone da dieci squadre della Conmebol, battendo peraltro 1 a 0 anche i campioni del mondo in carica.
D’altronde, basta guardare ad alcuni nomi della squadra ecuatoriana per comprenderne la qualità. La coppia centrale difensiva composta da Pacho e Hincapiè quest’anno si è giocata, da titolare, la Champions League, uno col PSG, l’altro con l’Arsenal. A centrocampo c’è la forza di Moises Caicedo del Chelsea, davanti resiste il mitico Enner Valencia, oggi al Pachuca, in Messico.
Insomma, quello che dovranno affrontare i tedeschi è un girone pieno di insidie, con due squadre forti come Costa d’Avorio ed Ecuador e una, Curaçao, che arriva in sordina ma che potrebbe regalare qualche risultato a effetto.
Per bwin la conquista del girone E da parte della Germania è quotata a 1.30*. Segue l’Ecuador a 4.50, quindi la Costa d’Avorio a 8.00. Per Daznbet i tedeschi al primo posto del loro girone sono invece dati a 1.27, con l’Ecuador a 4.25 e la Costa d’Avorio a 7.50. Quota a 1.27 anche per StarCasinò, che vede invece l’Ecuador a 5.00 e la Costa d’Avorio a 7.50.
Se guardiamoa alle quote antepost per il mercato Vincente Mondiali, bwin vede la Germania laurearsi campione a 15.00, con sei nazionali davanti: Francia e Spagna (5.50), Inghilterra (7.50), Brasile (9.00), Portogallo (11.00). Le stesse sei nazionali sono davanti nel pronostico anche per DaznBet: la Germania è quotata vincente a 17.00, con la Francia a 5.00, la Spagna a 5.50, l’Inghilterra a 8.00, il Brasile, l’Argentina e il Portogallo a 10.00.
Stesso trend per StarCasinò, che vede la Germania alzare la coppa a 15.00, ma dà favorita la Francia a 5.00, seguita dalla Spagna a 6.00 e dall’Inghilterra a 7.50. Quindi Brasile e Argentina a 9.00 e infine il Portogallo a 10.00.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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