Inghilterra favorita ai mondiali 2026: perché può puntare al titolo

Arrivato sulla panchina inglese nell’ottobre del 2024, Thomas Tuchel non ha ancora stupito in quanto a risultati, ma ha dato la sensazione di aver costruito un gruppo che può provare ad andare lontano in questi Mondiali 2026. Ecco come.

Convocati in nazionale, niente sconti

Già prima di essere nominato alla guida della nazionale inglese Thomas Tuchel aveva la fama di allenatore che non fa sconti. Le convocazioni che il tecnico tedesco ha diramato per la Coppa del Mondo di calcio che partirà fra meno di due settimane hanno però definitivamente confermato che Tuchel non va per il sottile.

Per quanto, infatti, fosse nell’aria che alcuni dei calciatori più in “hype” dell’Inghilterra rischiassero di non andare al Mondiale, in pochi sarebbero arrivati a pronosticare che Tuchel avrebbe lasciato a casa due dei giocatori più rappresentativi del calcio inglese dalla lista finale dei 26 che voleranno negli Stati Uniti.

Thomas Tuchel, logo Inghilterra, logo FIFA World Cup 2026

Mondiali 2026, per la nazionale inglese la formula Tuchel può funzionare

Stiamo parlando di Phil Foden e Cole Palmer, i due talenti di Manchester City e Chelsea che sino a pochissimo tempo fa sembravano due elementi imprescindibili della nazionale inglese e che invece, dopo una stagione molto deludente per entrambi con i club, la coppa del mondo la guarderanno alla televisione.

Nonostante dal punto di vista dello stato di forma la decisione di Tuchel sia ineccepibile, fa comunque impressione pensare che due dei simboli del calcio inglese contemporaneo, peraltro quasi sempre presenti nelle convocazioni dell’allenatore tedesco dal 2024 a oggi, siano rimasti fuori.

Peraltro, non sono i soli. Per quanto meno roboante, ha fatto scalpore la decisione di non convocare Harry Maguire, anche lui un punto fisso di Tuchel in questo biennio, perlomeno fra i convocati (non ha giocato molto), così come quella di lasciare a casa Alexander-Arnold, Lewis-Skelly, Dominic Solanke.

Al loro posto sono stati chiamati ragazzi come Madueke, Morgan Rogers, Jarell Quansah, nomi forse meno pubblicizzati ma tutti protagonisti di ottime stagione nei loro club. E poi, è stato convocato Ivan Toney, la chiamata che più di tutte ha lasciato di stucco tifosi e commentatori inglesi.

Toney, 30 anni, ha fatto una carriera di medio livello in Premier, da attaccante di riferimento del Brentford, con cui ha segnato 67 gol in 128 partite prima di volare all’Al-Ahli, in Arabia Saudita, nell’estate del 2024: per lui 55 gol in 62 partite.

Toney era stato convocato per Euro 2024 dall’allora coach Southgate, ma da quel momento ha fatto una sola apparizione con la maglia dei Tre Leoni, in un’amichevole con il Senegal persa dall’Inghilterra in casa per 3 a 1 nel maggio del 2025: è quella, peraltro, l’unica convocazione ricevuta da Tuchel.

Ha fatto quindi un certo scalpore trovare il nome di Toney, 7 presenze e 1 gol con la maglia dell’Inghilterra, fra i 26 che voleranno alla coppa del mondo. Tuchel ha giustificato la sua presenza nella lista con il fatto che Toney è un ottimo tiratore di calci di rigore (ha trasformato gli ultimi 12 consecutivamente) e che il suo stato di forma è eccezionale.

Sarà, ma agli inglesi non è andata particolarmente già la scelta di un calciatore pre-pensionatosi in Arabia Saudita, sconosciuto al gruppo squadra, che viene chiamato per i Mondiali al posto di Foden, Palmer, ma anche di calciatori come Solanke, Calert-Lewin, o protagonisti di ottime stagioni in Premier (vedi Calvert-Lewin con il Leeds) o molto più rodati nello spogliatoio inglese.

Ad ogni modo, Tuchel dovrebbe schierare l’Inghilterra con un 4-2-3-1 molto dinamico, dove in porta ci sarà la certezza Jordan Pickford, protetto dalla coppia di centrali formata da Guehi e Konsa. Sugli esterni, a sinistra sembra certa la presenza di Nico O’Reilly, che ha convinto tutti alla sua stagione d’esordio da titolare al City, mentre a destra si giocano il posto Reece James e la sorpresa Tino Livramento.

A centrocampo i due titolari saranno quasi certamente Declan Rice ed Elliot Anderson, con Kobbie Mainoo e Jordan Henderson come primi ricambi. Davanti, è apertissima la lotta per chi giostrerà dietro il capitano Harry Kane.

Saka ha il posto assicurato, mentre Rogers, Rashford, Bellingham e il neo-acquisto del Barcelona, l’ex Newcastle Anthony Gordon, battaglieranno per le altre due posizioni da titolare, e saranno comunque chiamati molto frequentemente a entrare dalla panchina.

È evidente, insomma, già da questa formazione, come Tuchel abbia fatto piazza pulita di nomi schierati solo in virtù del passato o di qualche timore reverenziale. Gioca chi è in forma, indipendentemente dall’età, dall’esperienza, dal club. Per questo nell’XI inglese ci saranno titolari tesserati per Everton, Nottingham Forest, Aston Villa, Newcastle.

Previsioni per il girone L

Otto partite, otto vittorie. Ventidue gol segnati, zero gol subiti. Questo è stato il biglietto da visita di Tuchel che ha devastato il girone H di qualificazione UEFA ai Mondiali, tenendo a bada squadre anche insidiose come l’Albania e la Serbia.

Attenzione però, perché se è vero che la squadra inglese ha dominato le qualificazioni, dall’altra parte non si può sottovalutare un punto importante. Nelle tre amichevoli giocate dagli inglesi nell’ultimo anno contro squadra in forma (Senegal, Uruguay, Giappone), l’Inghilterra ha rimediato due sconfitte e un pareggio, segno che quando il livello si alza la squadra fa ancora un po’ di fatica.

È un’incognita, questa, che va tenuta in considerazione, per bilanciare l’entusiasmo nato dai grandi risultati del girone di qualificazione. Ai Mondiali l’Inghilterra è stata inserita nel gruppo L, insieme a Ghana, Panama e Croazia.

L’esordio, il 17 giugno, sarà con la squadra probabilmente più pericolosa del girone, l’esperta Croazia, capitanata dal mitico Modric (quinto mondiale per lui, e sarebbero stai sei se i croati si fossero qualificati nel 2010), e con una squadra sulla carta davvero molto interessante.

Un centrocampo che può contare sul già citato totem Modric, su Kovacic, Pasalic, Vlasic, Sucic, Baturina, se la può giocare davvero con chiunque. Davanti la scelta è più contenuta con i “vecchi” Kramaric, Budimir e Perisic a farla ancora da padroni, mentre dietro Gvardiol, Stanisic, Caleta-Car, Sutalo, sono tutti garanzia di assoluta affidabilità.

L’Inghilterra, insomma, dovrà buscarsi la pagnotta in una partita per nulla scontata. Più semplice sembrerebbe poter essere il match contro il Ghana del 23 giugno, una squadra esperta, che può contare sul talento elettrizzante di Semenyo davanti, ma che non sembra fra le nazionali africane più promettenti per organizzazione tattica e tecnica.

Panama, infine, a chiusura del girone, il 27 giugno, non dovrebbe dare problemi: parliamo di una squadra che ha in José Faiardo, 32enne attaccante dell’Universidad Catolica in Ecuador, e nel capitano Godoy, 36 anni, centrocampista del San Diego nella MLS statunitense, i suoi punti di riferimento.

Per Planetwin365 la squadra di Tuchel demolirà il girone L dei mondiali, con una quota da vincente di 1.25*, la Croazia a 4.75 e il Ghana a 12.00. Leggermente più prudente Betsson, che quota l’Inghilterra prima nel suo gruppo a 1.30, Croazia a 4.50 e Ghana a 10.00. Sulla stessa linea Sisal, che vede gli inglesi vincenti a 1.45, con la Croazia a 4.50 e il Ghana a 12.00.

Per le quote sulla vittoria della Coppa del Mondo invece, Planetwin365 quota gli inglesi a 8.00, subito dietro Spagna (5.50) e Francia (6.00) e insieme a Brasile (8.00) e Argentina e Portogallo (10.00). Situazione simile per Betsson, che vede gli inglesi vincenti al mondiale a 7.50, dietro la Francia e la Spagna, appaiate a 5.00 e davanti Brasile e Argentina, a 9.00.

Anche per Sisal la quota giusta per l’Inghilterra campione del mondo è 7.50, dietro al 5.00 della Spagna, al 6.00 della Francia e davanti al 9.00 della nazionale del Portogallo, del Brasile e dei campioni del mondo in carica dell’Argentina.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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