Maglia verde al Tour de France: storia, regole e favoriti 2026

Conquistare la maglia della classifica a punti è un traguardo importante, spesso considerato da velocisti ma che negli ultimi anni è andata sulle spalle di grandi ciclisti come, ad esempio, Van Aert. Ecco come funziona e i favoriti per il Tour de France 2026.

Storia della maglia verde: dalle origini al 1953

La storia della maglia verde al Tour de France, la casacca con la quale viene premiato il ciclista capace di portare a casa il maggior numero di punti durante la competizione, è lunga e affascinante. All’inizio del Novecento infatti, per essere precisi dal 1905 al 1913, dalla terza all’undicesima edizione del Tour de France, la vittoria finale veniva assegnata con un sistema a punti.

La decisione arrivò per mettere fine a una serie di comportamenti antisportivi che avevano colpito il Tour del 1904, con l’obiettivo di mantenere la corsa viva, qualunque cosa fosse successo al termine di una tappa, di fatto eliminando l’ipotesi di distacchi siderali, e riducendo così l’eventuale impatto di frodi e incidenti (come quello di farsi aiutare dalle automobili, o di tifosi che bloccavano un ciclista per favorirne un altro).

Maglia verde, logo Tour de France

Maglia verde al Tour, il favorito è Pedersen

All’epoca veniva assegnato 1 punto al ciclista arrivato primo in classifica e poi a scendere un punto in più via via che la classifica “scendeva”: quindi 2 al secondo, 3 al terzo, 4 al quarto e via dicendo. Alla fine della competizione, vinceva chi aveva conquistato il minor numero di punti.

Nel 1913 si tornò alla classica classificazione a tempi e fino al 1953 di ranking a punti non se ne sentì più parlare. Proprio per l’edizione del cinquantenario, però, gli organizzatori decisero di introdurre una nuova maglia, la maglia verde, che sarebbe andata al vincitore della classifica a punti.

Il sistema, molto simile a quello odierno, fu pensato con l’idea di attirare alla competizione anche i velocisti, e prevedeva l’assegnazione di punti ai primi quindici classificati di ogni corsa, con inoltre una serie di punti supplementari attribuiti ai primi quindici ciclisti in alcuni sprint intermedi posizionati nel corso della tappa.

Da allora, la classifica a punti, la mitica maglia verde, è diventata una vera e propria istituzione del Tour de France, un traguardo importante a cui le squadre fanno molta attenzione, anche perché per il vincitore c’è in palio, oltre alla gloria imperitura, anche un premio da 25.000 euro.

Si tratta, certo, di una cifra decisamente inferiore al mezzo milione di euro che porta a casa chi arriva a Parigi indossando la maglia gialla, ma comunque vale più degli 11.000 euro, ad esempio, destinati ai vincitori di tappa: uno sforzo, dunque, ben ripagato.

Sagan, Zabel e i favoriti 2026 per la maglia verde

C’è un nome “epico” che ha scritto per sempre la storia della maglia verde al Tour de France, ed è quello di Peter Sagan. Il corridore slovacco, infatti, è il ciclista ad aver portato a casa più volte, nella storia della Grand Boucle, il titolo di leader del ranking a punti.

Sagan ha messo in bacheca 7 successi quasi consecutivi fra il 2012 e il 2019, con l’unica eccezione del 2017, quando venne squalificato per un contatto con Mark Cavendish durante la volata della quarta tappa, una decisione, quella di cacciarlo dal Tour, che venne considerata ingiusta da parte di molti appassionati.

Nella storia della maglia verde al Tour c’è da menzionare un altro nome, quello dello sprinter tedesco Erik Zabel, capace di conquistare la classifica a punti del Tour de France per 6 volte consecutive dal 1996 al 2001.

Di lui i meno giovani ricorderanno la rivalità con Mario Cipollini, per quanto Zabel fosse in realtà un corridore più versatile del toscano: in carriera, ad esempio, Zabel ha vinto anche 4 Milano-Sanremo e un Amstel Gold Race, mentre SuperMario si limitava agli sprinti.

Nelle ultime sei edizioni, dopo il tramonto di Sagan, ci sono stati sei vincitori diversi, e fra loro anche nomi prestigiosi del ciclismo da “classica”, come quello di Wout Van Aert, che ha portato la maglia verde a Parigi nel 2022 e di Jasper Philipsen, che si è invece imposto nel 2023.

Dopo aver visto i favoriti per la maglia gialla al Tour, esaminiamo quali sono le quote per questa. I bookmaker, per la maglia verde di questo Tour de France 2026, vedono Mads Pedersen, secondo nella classifica a punti 2023, come favorito assoluto. Per Sisal la vittoria di Pedersen nella classifica a punti è quotata a 1.65*, con Tim Merlier e Biniam Girmay (vincitore nel 2024 e terzo lo scorso anno) inseguitori a 4.00. Più lontano Philipsen, a 16.00.

Molto simili le quote proposte da Planetwin365 per la vittoria della maglia verde al Tour de France 2026: 1.65 Pedersen, 4.00 Merlier e Girmay, 13.00 Philipsen. Anche per Sportium il favorito è Pedersen, anche qui a 1.65, dietro restano Merlier e Girmay a 4.00 con Philipsen staccato a 18.00.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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