Francia favorita ai Mondiali 2026: perché può puntare al titolo
Deschamps, che ha annunciato l’addio alla panchina francese alla fine della competizione, dopo 14 anni, ha lasciato a casa nomi pesanti, da Kolo Muani a Camavinga, ma comunque una squadra fortissima. Ecco perché la Francia può puntare al titolo mondiale.
Francia, panchina lunga
Dal 1998 ad oggi, dunque nelle ultime sette edizioni, la Francia è riuscita ad andare in finale per quattro volte, nel ’98 appunto, poi nel 2006 e quindi ancora nel 2018 e nel 2022, vincendo la Coppa del Mondo per due volte (le prime due volte nella sua storia) e imponendosi come una delle nuove potenze planetarie del calcio.
Quella che arriva al mondiale USA 2026 non fa differenza, in quanto a forza, e arriva con la dichiarata intenzione di portare a casa il terzo mondiale in otto edizioni, la terza finale consecutiva, coronando il ct Didier Deschamps, sulla panchina francese dal 2012, campione per la seconda volta.
La Francia ha un bacino di giocatori così importante da essersi potuta permettere di lasciare a casa, fra i convocati, ragazzi come Camavinga del Real Madrid, come Kephren Thuram e Kalulu, entrambi protagonisti di una buona stagione alla Juventus, Kolo Muani, che quattro anni fa era stato fondamentale nelle rotazioni dell’attacco Blues.
Ci saranno, invece, nei 26 che viaggeranno verso Massachusetts, New Jersey e Pennsylvania, alcune sorprese. Ad esempio, nel gruppo finale dei convocati è stato incluso Robin Risser, 21enne portiere del Lens che non era mai stato convocato in precedenza, ma che ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili.
Risser è stato eletto quest’anno miglior portiere della Ligue 1, protagonista con il Lens di un testa a testa per il titolo con il PSG, proprio quel PSG nel quale ha invece fallito pesantemente Chevallier, arrivato la scorsa estate dal Lilla come upgrade di Donnarumma e che invece, nel giro di pochi mesi, ha perso il posto da titolare a Parigi e conseguentemente anche quello in nazionale.
Fra i calciatori meno conosciuti della rosa composta da Deschamps per i mondiali ci sono anche Maxence Lacroix, difensore centrale del Crystal Palace chiamato per la prima volta solo lo scorso marzo, e poi Maghnes Akliouche, esterno offensivo del Monaco che si è conquistato la chiamata grazie alla sua versatilità.
Per il resto, la Francia che si giocherà il titolo ha un blocco squadra molto chiaramente definito, con tanti giocatori di esperienza e qualche giovane a dare freschezza ed elettricità. Maignan, i due fratelli Hernandez, Upamecano, Kante, Rabiot, Dembele, Mbappe, saranno tutti titolari o nelle rotazioni e costituiscono il nucleo storico del gruppo.
Ad accompagnarli ci saranno dei ragazzi dal talento offensivo letteralmente esplosivo: Cherki, Barcola, Douè, Olise, sono calciatori che possono cambiare la partita in qualsiasi momento e semmai per Deschamps sarà difficile capire chi e quando mettere in campo, visto che chiaramente, considerando anche la presenza di Marcos Thuram fra i papabili titolari, non potranno essere schierati tutti contemporaneamente.
Deschamps dovrebbe schierare la Francia con una sorta di 4-2-3-1, con Rabiot e Tchouameni a gestire il gioco davanti alla difesa e un terzetto di trequartisti (c’è l’imbarazzo della scelta) a muoversi fra linee dietro a Mbappè.
La strada verso la coppa
La Francia ha superato agevolmente il percorso di qualificazione, con cinque vittorie e un pareggio, un 2 a 2 in Islanda arrivato quando il pass per i Mondiali era ormai virtualmente conquistato. Certo, il suo non era un gruppo trascendentale, con l’Ucraina, non certo in un grande momento, a interpretare il ruolo di sfidante più credibile.
Il percorso in Coppa del Mondo non dovrebbe invece essere parimenti agevole per i Les Bleus, che sono stati inseriti in uno dei gruppi sulla carta più equilibrati ed insidiosi del torneo. Si tratta del Gruppo I, dove i francesi incontreranno, oltre all’Iraq, in teoria la Cenerentola del girone, anche due squadre come Norvegia e Senegal: forti, organizzate e in grandissimo hype.
Il Senegal è ormai da tempo una delle nazionali più forti d’Africa e ha una rosa di altissimo livello, composta integralmente da giocatori tesserati per le leghe più competitive al mondo. La forza della Norvegia, invece, l’abbiamo vissuta, da italiani, sulla nostra pelle, una covata di calciatori straordinaria, esplosa grazie al talento generazionale di Haaland.
La Francia esordirà con il Senegal il 16 giugno, sfiderà quindi l’Iraq il 22 giugno e quindi chiuderà il suo percorso nel girone contro l26 giugno. Un calendario non semplice (sarebbe stato più facile esordire o chiudere contro l’Iraq), che potrebbe subito mettere dei dubbi in caso di mancata vittoria con il Senegal e che, nel caso, vedrà quindi poi gli uomini di Deschamps giocarsi il passaggio del turno contro i norvegesi.
Per Eurobet la vittoria del girone per i francesi resta comunque quasi una formalità ed è quotata a 1.35*, con la Norvegia a 5.00 e il Senegal a 7.50. Anche per Sisal la Francia è favorita per la conquista del girone: quota a 1.36, Norvegia a 4.00, Senegal addirittura a 12.00. Per Netwin invece la distanza fra galletti e norvegesi è più corta: 1.40 Francia, 3.50 Norvegia, staccato il Senegal, a 9.00.
Chiarissimo anche il discorso relativo alle quote antepost per la vittoria dei Mondiali, dove la Francia è la superfavorita per tutti. Sisal dà i francesi vincenti a 5.00, con la Spagna poco dietro a 5.50 e Inghilterra e Portogallo a 9.00. Eurobet vede la Francia campione del mondo a 5.50, con la Spagna a 6.00 e Inghilterra e Brasile a 8.00. Anche per Netwin la quota dei francesi vincenti è 5.50, con Spagna a 6.00 e gli inglesi a 7.50.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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