Ludopatia: GamCare presenta una strategia triennale di contrasto

La lotta al gioco compulsivo è una priorità assoluta per tutti gli attori del settore del gioco online, dai bookmaker agli organismi di controllo. GamCare, uno degli enti più impegnati in questa battaglia, ha presentato una nuova strategia triennale in quattro punti per ridurre gli effetti del gioco problematico sugli utenti.

La nuova strategia di GamCare

Il logo di GamCare e due ragazzi con uno smartphone

Una strategia triennale in quattro punti: la mossa di GamCare per sferrare l’attacco al gioco compulsivo.

Nel settore del gioco e delle scommesse online, GamCare è uno dei più autorevoli e riconosciuti attori, per quanto riguarda la nevralgica battaglia per la prevenzione dei fenomeni di gioco compulsivo e delle ludopatie, nonché del supporto per i soggetti più a rischio o purtroppo già caduti in questo disturbo.

Risulta di particolare importanza, dunque, il documento presentato dal CEO di GamCare, Anna Hennings, con il quale l’ente intende affrontare un nuovo approccio a questa problematica. Si tratta di una strategia a medio-lungo termine, impostata su un periodo di tre anni, che si propone, in quattro step, di restringere sensibilmente la percentuale di appassionati a rischio-ludopatia.

Un piano in quattro punti

Come anticipato, sono quattro gli obiettivi che GamCare si prefigge di raggiungere con la sua nuova strategia. Il primo prevede l’accettazione e il riconoscimento (e di conseguenza la prevenzione) dei fenomeni di gioco compulsivo; in seguito, l’accesso universale garantito agli strumenti di supporto, tra cui (terzo passaggio) quelli definiti di “trattamento integrato”, di particolare efficacia. Ultimo step è infine il riconoscimento dell’autorevolezza del lavoro di GamCare.

Per raggiungere questi obiettivi, GamCare ha garantito l’accesso al supporto a tutti i giocatori colpiti da problemi legati al gambling e ai loro familiari o amici. I gruppi di supporto si incaricheranno inoltre di espandere i loro servizi per ottenere una maggiore influenza sui loro utenti. In questo modo, si vuole essere pronti per affrontare la riforma della legge inglese sul gioco, ormai risalente al 2005 e prossima a revisione.

Nella nuova legge ci saranno grandi cambiamenti che impatteranno sulle abitudini di gioco degli appassionati e quindi sui fattori di rischio. Negli ultimi tre anni, i gruppi di supporto hanno fornito assistenza a più di 100.000 utenti afflitti da problemi di gioco compulsivo attraverso trattamenti personalizzati o anche solo helpline telefoniche o via chat. GamCare ha comunicato di aver gestito problematiche legate al gioco in 161 località della Gran Bretagna. Quasi 24.000 addetti sono stati istruiti e formati per fornire adeguata assistenza al pubblico.

Le parole di Anna Hemmings

GamCare ha anche annunciato di voler perfezionare e aumentare la collaborazione con bookmaker e altri organismi che condividono lo stesso approccio di riduzione del danno, come parte della nuova strategia di intervento. A tal proposito, l’amministratore delegato di GamCare, Anna Hennings, ha così commentato l’iniziativa.

Nei prossimi tre anni intendiamo mettere nei nostri radar il problema del gioco compulsivo e assicurare una maggiore conoscenza di questo tema nel pubblico. Espanderemo i nostri servizi per assicurare duraturi ed efficaci interventi nei soggetti esposti a questo problema.Anna Hemmings, CEO, GamCare

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Il logo di GamCare e due ragazzi con uno smartphone

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