Paul Seixas, chi è il nuovo fenomeno del ciclismo mondiale
Il nome di questo ragazzino di Lione gira già da tempo, ma l’inizio della stagione 2026 ha sgombrato il campo da qualsiasi dubbio: questo è un corridore vero, già pronto per sfidare i grandissimi. Scopriamo chi è Paul Seixas.
Seixas, il nuovo nome del ciclismo
Il ciclista più giovane di sempre a correre il Tour del France negli ultimi 89 anni. Per trovare un’edizione della Grand Boucle con un atleta più giovane ai nastri di partenza bisogna andare indietro fino al 1937. Questo è il biglietto da visita di Paul Seixas, la nuova grande promessa del ciclismo internazionale.
Il ragazzo classe 2006 ha annunciato la sua presenza alla partenza del prossimo Giro di Francia 2026 in grande stile, con un video ufficialmente inviato ai nonni, ma che in pratica è diventato virale in un battibaleno, riempendo il cuore delle migliaia di francesi che aspettavano da mesi questa notizia.
Seixas, infatti, è visto come una specie di nuovo messia del ciclismo in terra d’Oltralpe. Un giovane talento che potrebbe, quarant’anni dopo Bernard Hinault, riportare un francese in maglia gialla a Parigi. Ma non solo, un atleta elettrizzante che, dopo anni di attesa, ha riacceso nel paese l’entusiasmo e l’immaginazione.
Certo, in tempi recenti il mondo ciclistico transalpino ha prodotto nomi importanti come Alaphilippe, vincitore, fra le altre cose, di due coppe del Mondo, di una Strade Bianche, di una Milano-Sanremo, di sei tappe al Tour de France. Ma Seixas, o almeno le premesse con le quali si è presentato sul pianeta del ciclismo, sono diverse: sono le premesse di chi può dare fastidio a chiunque, forse persino a Pogacar.
Nella storia di questo ragazzo lionese ci sono dei punti davvero unici sul fronte “umano”. Non è, infatti, il classico giovanotto spocchioso che, forte del suo talento, ha un’aura particolare intorno a sé. No, Seixas non ha nemmeno 20 anni ma in realtà, a guardarlo, sembra ne abbia ancora di meno.
Ha la faccia dell’adolescente, un po’ di acne sul viso, lo sguardo timido e quell’idea da “testa per aria” che anche i suoi insegnanti, alla scuola superiore, gli hanno sempre rinfacciato, nei giudizi alla fine dell’anno. Il video di cui si scriveva poco sopra, quello nel quale Seixas annuncia ai suoi nonni che il prossimo luglio parteciperà al Tour de France, racconta molto di questo ragazzo.
Con lui c’è il fratello piccolo, i due nonni, che hanno avuto un ruolo fondamentale nel farlo appassionare al ciclismo, raccontano in camera i successi di Seixas quando era poco più di un bambino, mostrano le coppe vinte a 11, 12, 13, 14 anni.
Alla fine Seixas spiega che a luglio correrà, senza dire dove: il resto è subito chiaro. Ci sono, dentro questo video, la sua timidezza, la sua gioventù, ma anche, soprattutto, la sua straordinaria normalità. Il rischio, adesso, è che un ragazzo così giovane possa subire tutta l’enorme pressione che inevitabilmente gli si sta adesso posando addosso.
Anche per questo, sino all’ultimo momento, la sua squadra, Decathlon CMA CGM, ha ragionato sull’ipotesi di inserirlo davvero nella rosa di ciclisti per il Tour. Non perché non fosse pronto, ma per evitare di dargli già adesso tutta questa responsabilità, per fargli vivere almeno un altro anno “leggero”. Le prestazioni di inizio stagione, però, non hanno proprio lasciato spazio di manovra: un ciclista così al Tour de France ci deve andare per forza.
Che personalità
Seixas non è soltanto un ciclista di belle speranze. Dietro la sua faccia da studente del liceo c’è infatti un atleta che a nemmeno 20 anni sta già vivendo la sua seconda stagione da professionista e che al primo vero anno “completo” sta inanellando prestazioni di grandissimo spessore.
Già nel 2025 Seixas aveva fatto vedere ottime cose, con l’ottavo posto al Critérium du Dauphiné, la vittoria al Tour dei giovani, il bronzo nella prova in linea dei mondiali e la settima posizione al Giro di Lombardia, con la quale è diventato il più giovane ciclista di sempre, in oltre 100 anni, a fine in top 10 in una delle cosiddetta Monumento.
È in questa prima parte di 2026, però, che Seixas ha sciolto definitivamente qualsiasi dubbio, imponendosi non soltanto come un atleta in grado di tirare fuori grandi numeri, ma mostrando anche una personalità decisamente non scontata in considerazione della sua pochissima esperienza a questo livello.
Da gennaio e maggio di quest’anno Seixas ha infatti messo insieme un secondo posto al Giro dell’Algarve, le vittorie al Giro dei Paesi Baschi, all’Ardèche Classic, alla Freccia Vallone, e poi i due spettacolari secondi posti sulla Strade Bianche e, soprattutto, alla Liegi-Bastogne-Liegi, in cui a lungo è stato l’unico in grado di tenere gli attacchi forsennati di Tadej Pogacar.
Da questi risultati nasce la scelta, in pratica inevitabile, di portarlo al Tour de France. Certo, c’è l’incognita, inevitabile, legata a come un ragazzo di 19 anni riuscirà a gestire la prima grande corsa della sua carriera. Seixas non è mai stato in bicicletta per tre settimane consecutive, affrontando un impegno chilometricamente e tecnicamente così estenuante, e c’è curiosità di verificare se in effetti sarà già pronto per quel podio che da più parti in molti pronosticano.
Se guardiamo le scommesse sul Tour de France, anche dalle quote legate alle vittoria del Giro di Francia è possibile, infatti, comprendere l’hype intorno a Paul Seixas. Per Eurobet* la vittoria del diciannovenne francese della Grand Boucle è quotata a 7.00, dietro soltanto a due mostri sacri di questa corsa come Pogacar, il favorito assoluto a 1.25, e Vingegaard, dietro a 6.00.
Anche per Planetwin365 Seixas sarà il primo sfidante della coppia Pogacar-Vingegaard. Il successo dello sloveno è dato infatti a 1.30, segue il 5.00 del danese e, a 7.00 la quota per la vittoria di Seixas. Ancora più convinti i bookmakers di Betsson, che vedono Pogacar favorito per aggiudicarsi il Tour a 1.26, e dietro Vingegaard a Seixas, alla pari, a 6.00.
*Quote soggette a varizioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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