Francesco Maestrelli: chi è la nuova sorpresa del tennis italiano
Agli Australian Open Francesco Maestrelli ha stupito tutti, arrivando al secondo turno e uscendo dopo una bella battaglia contro un totem come Novak Djokovic. Adesso “il piccolo Medvedev”, come lo chiamano gli amici, ha davanti un 2026 che può riscrivere la sua storia tennistica. Ecco come.
Avanti un altro
Se si va a guardare bene la sua storia, non si può certo dire che Francesco Maestrelli sia una sorpresa in senso assoluto. Classe 2002, il pisano in fondo ha la stessa età di Musetti, Cobolli e Darderi, mentre il punto di riferimento del tennis azzurro Jannik Sinner ha soltanto un anno in più.
Non stiamo quindi parlando di un ragazzino emergente che dal nulla ha tirato fuori agli Australian Open 2026 la prestazione della vita, ma di un talento che ha esordito nel circuito professionistico a soli 15 anni, addirittura nel lontano 2018, e che poi sembrava essersi perso un po’ per strada.
Maestrelli, semmai, è il classico esempio di talento precoce che poi, una volta arrivato alla prova della verità nel “tennis dei grandi”, non è riuscito a mantenere le grandi aspettative che lo circondavano. È così finito a giocare tra i circuiti ITF e Challenger, con l’obiettivo di ripartire e in attesa di tirare fuori un altro risultato importante nella galassia dell’ATP Tour.
Per questo raggiungere il secondo turno degli Australian Open 2026 ha significato moltissimo per lui sotto tanti punti di vista. Per prima cosa un premio da 130.000 dollari, equivalente al 25% del totale incassato finora in carriera in 8 anni: in una sola settimana ad altissimo livello il 23enne pisano si è rifatto di decine di tornei andati male.
Poi c’è la questione sponsor, con possibilità decisamente più importanti, adesso, di poter trovare qualche partnership. Un aiuto decisivo per i tennisti in rampa di lancio, obbligati a sostenere spese altissime per andare a giocare i tornei e che spesso, se non sfondano, rischiano di non poterselo più permettere.
Infine, c’è la questione legata alla classifica. Raggiungendo il secondo turno agli Australian Open Francesco Maestrelli è andato a ridosso della top 100, con tutto ciò che ne consegue a livello di sorteggi e di possibilità di entrata nei tornei ATP che contano. Certo, da qui a dire che abbiamo trovato una nuova stella nel firmamento del tennis italiano, già molto trafficato, ce ne vuole.
È molto importante infatti aspettare prima di gridare al miracolo, per evitare illusioni e anche pressioni che non sarebbero giuste nei confronti di un talento che, comunque, ha tutti i mezzi per emergere. Affermare che potrebbe entrare nei prossimi Top 10 del tennis mondiale, però, adesso sarebbe più che prematuro.
La vittoria di Maestrelli al primo turno dello Slam di Melbourne — 6-4, 3-6, 6-7, 6-1, 6-1 contro Terence Atmane, francese di 24 anni e numero 64 del ranking — è la prima in assoluto in un torneo del circuito maggiore, quindi a un livello superiore rispetto ai Challenger. Un exploit che ha stupito molti appassionati di scommesse sul tennis e anche diversi addetti ai lavori.
Tutte le altre esperienze collezionate nei suoi 8 anni di carriera fra ATP 250, 500, 1000 e qualificazioni Slam si erano sempre interrotte alle qualificazioni tranne che in un caso. L’unica eccezione era stata l’accesso diretto all’Open 250 di Firenze del 2022 grazie a una wild card, dove poi era stato subito sconfitto 6-4, 2-6, 1-6 dallo statunitense futuro finalista J.J. Wolf che oggi naviga intorno all’800° posto nel ranking ATP. Poco, insomma, per parlare di “nuovo Sinner”.
Un 2025 di crescita
Se è vero che i risultati sui tornei di prima classe del circuito non sono stati straordinari, bisogna pure però sottolineare altri due elementi importanti. Il primo riguarda l’effettiva partecipazione a questi tornei: Maestrelli, nell’ultimo triennio, non ha provato a giocarne tanti e adesso, potendo contare su una classifica migliore e dunque sulla possibilità di saltare qualche passaggio di qualificazione, la storia potrebbe cambiare.
Il secondo è che nel circuito Challenger (nel quale molto spesso, si incontrano giocatori top 100 alla ricerca di punti per il ranking) il tennista toscano nel 2025 ha giocato quattro finali: gli Internazionali d’Abruzzo in Italia, Ion Tiriac Challenger in Romania, Porto Open in Portogallo, il Trofeo Faip–Perrel di Bergamo.
Di queste, tre le ha portate a casa, perdendo solo a Oporto, un exploit che gli ha fatto guadagnare oltre cento posizioni in classifica nell’ultimo anno, passando dal 242 di inizio 2025 al 139 pre-Australian Open. Un ranking che il secondo turno di Melbourne, come detto, migliorerà di un’altra ventina di posizioni.
Chiaramente questi risultati sono arrivati contro giocatori di basso livello se confrontati con quelli presenti nei tornei ATP 250, 500 e 1000, ma raccontano comunque di un giocatore abituato ad arrivare in fondo, a giocare tante partite, e che sembra finalmente pronto per provare il salto nel circuito maggiore.
La sensazione, dunque, è che il 2026 potrebbe essere l’anno buono per Maestrelli, quello nel quale andare a rimpolpare il gruppo di tennisti italiani nella top 100 ATP, raggiungendo Sinner, Musetti, Cobolli, Darderi, Sonego, Berrettini, Arnaldi e Bellucci, elencati rigorosamente in ordine di classifica.
Le risposte su un suo possibile futuro ad alto livello dovrebbero arrivare già entro la fine di febbraio. Maestrelli, che intanto è stato premiato dal Consiglio Regionale Toscano per la sua performance australiana, andrà infatti a giocare il Challenger di Tenerife dal 1° all’8 febbraio da testa di serie numero 1 del torneo, e poi ha dichiarato l’intenzione di volare in Sudamerica per il cosiddetto Golden Swing.
Si tratta di tre tornei consecutivi in meno di un mese, dal 9 di febbraio al 1° marzo, che potrebbero già dire molto sulla nuova dimensione tennistica del 23enne di Pisa. Occhi puntati, dunque, sull’Argentina Open di Buenos Aires, ATP 250, che l’anno scorso vinse la stellina brasiliana Fonseca e al quale parteciparono, tra gli altri, anche Musetti e Darderi.
A seguire, sarà la volta dell’ATP 500 di Rio de Janeiro, vinto l’anno scorso dall’argentino Baez (che all’epoca era numero 18 del mondo, oggi è 39°) e che vide uscire l’allora numero 2 del ranking Zverev ai quarti. Infine volerà a Santiago del Cile per un altro Open 250: avanzare di un turno in almeno due di questi tre tornei, potrebbe aprire a Maestrelli le porte della top 100. Per un futuro che poi sarebbe tutto da scrivere.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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