Spagna favorita ai Mondiali 2026: perché può puntare al titolo

Il ct Luis de La Fuente ha costruito una squadra solida, partendo dal grande lavoro fatto dal predecessore Luis Enrique. Una squadra giovane, equilibrata, pimpante ed elettrica, pronta a sfidare chiunque al Mondiale 2026. Ecco come.

Nazionale spagnola, largo ai giovani

Per la prima volta alla Coppa del Mondo e per la terza volta nella sua storia, la nazionale di calcio della Spagna di presenta in una competizione senza giocatori del Real Madrid. Era già successo agli Europei del 2020 e alle Olimpiadi del 1920, ma il fatto che in questo caso si tratti dei Mondiali fa certamente più rumore.

Il Barcelona resta così solitario, unica squadra di Spagna ad aver sempre avuto almeno un calciatore a rappresentare il club in tutte le competizioni internazionali giocate con la camiseta rossa, un record clamoroso e che nella penisola iberica ha già sollevato numerose polemiche.

Luis de la Fuente Castillo, logo Spagna, logo Mondiali FIFA 2026

Spagna, ai Mondiali senza giocatori del Real

La scelta di lasciare a casa Dean Huijsen infatti è arrivata in maniera abbastanza sorprendente, visto che il ragazzo, nonostante la stagione non straordinaria del Real Madrid, ha comunque chiuso una sua prima annata in un top club come il Real, ad appena 21 anni, con numeri importanti, 40 presenze complessive e statistiche di alto livello.

Sembrava insomma che la sua convocazione potesse starci, anche in virtù delle sue caratteristiche tecniche, che avrebbero aggiunto un profilo tecnico di grande versatilità nel pacchetto arretrato spagnolo.

De la Fuente, che aveva sempre convocato Huijsen nell’ultimo anno, gli ha però preferito Eric Garcia, che invece non ha mai chiamato da quando è diventato ct e che era stato chiamato a giocare per la Spagna l’ultima volta quattro anni fa, ai Mondiali in Qatar: una scelta, insomma, molto peculiare.

Manca anche Carvajal, ma questo si sapeva già, visto che il terzino del Real ha avuto scarso minutaggio e rientra da un infortunio molto difficile. Per il resto, De la Fuente ha puntato sulla conferma del gruppo con il quale ha vinto l’Europeo, senza particolari sorprese o invenzioni.

Una squadra giovane, nella quale il ruolo di portiere potrebbe tornare in discussione. Se ormai da diversi anni il titolare è infatti Unai Simon, la stagione di Raya all’Arsenal, così come quella di Joan Garcia con il Barça, potrebbero mettere in discussione le gerarchie.

Per il resto, sono pochi i dubbi sull’undici titolare che dovrebbe scendere in campo. Cucurella, Cubarsi, Laporte, Porro saranno i 4 dietro, Rodri e Pedri partiranno a centrocampo con il terzo posto che si giocheranno Fabian Ruiz e Zubimendi. Davanti il terzetto offensivo dovrebbe essere composto da Nico Williams, Oyarzabal e Lamine Yamal.

Sulla carta, nessuna sorpresa

La Spagna ha dominato il suo girone di qualificazione ai Mondiali, e non era scontato. Nel gruppo infatti c’erano la Turchia, una squadra molto tosta, che negli USA ci sarà, dopo aver vinto il suo playoff, e la Georgia, una nazionale cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni e che può contare su uno dei talenti più straordinari del calcio europeo, Khvicha Kvaratskhelia.

Per i Mondiali di USA 2026 la Spagna è stata inserita nel Gruppo H, un gruppo che in linea teorica non propone nessuna partita particolarmente rischiosa, e che dunque dovrebbe essere superato in carrozza dalle Furie Rosse.

Il match di esordio i ragazzi di De la Fuente lo giocheranno il 15 giugno da Atlanta, contro Capo Verde, una squadra che partecipa ai Mondiali per la prima volta e che ha attirato su di sé l’attenzione quando, nel 2023, raggiunse i quarti di finale della Coppa d’Africa: il pronostico dovrebbe essere segnato.

Stessa sproporzione di qualità e ambizione dovremmo ritrovarla nel secondo incontro del torneo degli spagnolo, quello che il 21 giugno, sempre ad Atlanta, vedrà la Spagna affrontare un Arabia Saudita che quattro anni fa, all’esordio, aveva battuto quelli che sarebbero poi diventati i campioni del mondo dell’Argentina, senza però poi passare il turno.

Chiude il girone il match fra Spagna e Uruguay, che si giocherà a Zapopan, in Messico, il 26 giugno. Qui sulla carta la partita dovrebbe essere più equilibrata ma attenzione, l’Uruguay è una squadra molto diversa da quella camaleontica di alcuni anni fa e anche se può contare sul talento di Valverde, non ha il trascinatore offensivo alla Suarez, giusto per fare un nome chiaro.

Per Planetwin365 la vittoria della Spagna nel girone è praticamente certa, quotata 1.20*, con l’Uruguay dato a 5.00 e l’Arabia Saudita a 20.00. Anche per Betsson gli spagnolo vinceranno il girone, quota da 1.20, con Uruguay a 5.00 e Arabia Saudita leggermente più vicina, a 15.00. Quota a 1.20 anche per bwin, mentre l’Uruguay è dato vicnente del girone H a 4.50 e l’Arabia Saudita a 23.00.

Se guardiamo alle quote antepost Vincente Mondiali, invece, i bookmakers vedono la Spagna favorita, a pari merito, insieme alla Francia, altra grande contendente. È il caso di Planetwin365, che quota gli spagnoli campioni del mondo a 6.00, esattamente come i Bleus, davanti a Brasile e Inghilterra, dati a 8.00, e all’Argentina, quotata 10.00.

Pari merito, Spagna che vince il Mondiale quotata a 6.00 con la Francia, anche per Betsson, che come prima sfidante individua l’Inghilterra, a 7.50, e quindi Brasile e Argentina, a 9.00. Situazione equilibrata anche per bwin, che vede Spagna e Francia a 5.50, Inghilterra a 7.50, e Argentina e Brasile a 9.00.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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