L’effetto Sinner sul betting: il tennis sta rosicchiando spazio al calcio?

Il tennis ha superato la Serie A nella raccolta scommesse degli italiani: questo articolo, scritto insieme alla redazione di Calcio e Finanza, racconta i dati del sorpasso, il peso di Sinner a Wimbledon e le prospettive del mercato betting nei prossimi anni.

Mentre l’altoatesino insegue il bis a Wimbledon, la racchetta vale già il 15% della raccolta scommesse in Italia, più della sola Serie A ferma al 13%. Il pallone resta dominante, ma il tennis è il prodotto perfetto per il betting moderno, e cresce a ritmi che il calcio non conosce da decenni.

Mentre Jannik Sinner scende in campo a Wimbledon per difendere il titolo – arrivando al quinto anno consecutivo tra i migliori otto ai Championships, da campione in carica e numero 1 del ranking – c’è un’altra classifica in cui il tennis italiano sta scalando posizioni a velocità inattesa: quella della raccolta delle scommesse sportive. E mentre il presidente della FITP Angelo Binaghi insegue il calcio in termini di praticanti e tesserati, sul fronte del betting il sorpasso è già avvenuto: vale già più della Serie A.

Il dato che nessuno si aspettava

Jannik Sinner, quote, logo Calcio e Finanza

L’effetto Sinner impatta anche sul betting

Secondo quanto emerge a partire dai dati AGIPRO, il tennis rappresenta oggi il 15% delle scommesse sportive in Italia, contro il 13% della Serie A. Il calcio nel suo complesso resta dominante – sommando campionato italiano, tornei esteri (16%) e coppe, occupa ancora il centro del mercato – ma il sorpasso sul massimo campionato nazionale è un segnale che il settore non può ignorare.

Il ReportCalcio 2025 della FIGC fotografa i rapporti di forza: nel 2024 la raccolta sul calcio ha superato i 16,1 miliardi di euro, con un gettito erariale di 401,6 milioni, mentre il tennis, secondo sport, si è fermato sotto i 4 miliardi di raccolta e 104,3 milioni di gettito. Un rapporto di quattro a uno che racconta ancora una gerarchia chiara.

Dietro quei 4 miliardi c’è però un movimento che cresce a ritmi che il calcio non conosce da decenni. La Federazione Italiana Tennis e Padel conta 16,9 milioni di appassionati di tennis in Italia, un dato cresciuto dell’86% tra il 2016 e il 2024: il tennis ha superato la Formula 1 ed è oggi il secondo sport più seguito del Paese. I tesserati FITP hanno sfondato quota 1,15 milioni, con un incremento del 266% rispetto al 2020. Dietro a Sinner dunque, c’è un movimento florido nella sua epoca più splendente.

Wimbledon come cartina di tornasole

L’edizione 2026 dei Championships offre la misura plastica del fenomeno. Sinner ha attraversato il tabellone da favorito assoluto in un torneo orfano di Carlos Alcaraz, fermato da un infortunio al polso. Contro Mochizuki, agli ottavi, la vittoria dell’azzurro si giocava a 1.01: una quota che tecnicamente esiste solo per completezza di palinsesto, ma che genera comunque volumi, perché finisce nelle multiple di milioni di scommettitori occasionali.

E poi c’è il contorno azzurro, che è la vera novità strutturale: Flavio Cobolli ai quarti sancisce la profondità del movimento maschile italiano, ormai stabilmente competitivo nelle fasi finali degli Slam; Jasmine Paolini di nuovo nella seconda settimana sull’erba londinese; Sonego e Berrettini eliminati, ma da avversari di vertice. Per un bookmaker, i risultati azzurri negli Slam comportano un mercato vivace su match italiani per due settimane consecutive, quattro volte l’anno, più Internazionali, Finals di Torino e Coppa Davis. Il calcio d’agosto – momento in cui nel tennis si entra nel vivo della stagione nordamericana – non ha nulla di paragonabile da offrire.

Perché il tennis è il prodotto perfetto per il betting moderno

Il tennis, come architettura di gioco, è costruito su misura per le scommesse contemporanee, molto più del calcio. Un match si scompone in set, game, punti: ogni quindici è un micro-evento quotabile. Le scommesse live, che in Europa rappresentano ormai oltre il 60% della raccolta, trovano nel tennis il terreno ideale, con opzioni che vanno dal punteggio esatto del prossimo game al numero di discese a rete in un set.

L’ATP lo ha capito prima di tutti, e ha smesso di essere un semplice venditore di diritti. Con la creazione di Tennis Data Innovations e la partnership esclusiva con Sportradar per dati e streaming su oltre 14.500 partite l’anno tra Tour e Challenger, il circuito ha trasformato il dato in asset. Il risultato è nei bilanci: il betting vale circa 200 milioni di dollari l’anno per l’ATP – erano appena 32 milioni nel 2019 – ed è diventato la prima voce di ricavo dell’associazione, oltre la metà del totale. Persino Wimbledon, il tempio della tradizione, ha ceduto: chiamate elettroniche al posto dei giudici di linea e sensori ovunque, con miliardi di dati che alimentano prima di tutto il mercato delle quote.

Il fenomeno travalica anche il perimetro regolamentato. Sui prediction market come Polymarket, i volumi mensili legati al tennis sono passati da 140 a 437 milioni di dollari in cinque mesi nel 2026 – l’unica categoria sportiva con un trend di crescita così sostenuto sulla piattaforma – con gli osservatori che indicano proprio nel boom degli italiani, da Sinner a Cobolli, uno dei motori dell’accelerazione.

Quantificare l’effetto Sinner

Il mercato italiano delle scommesse sportive a quota fissa ha chiuso il 2025 con una raccolta di circa 19,2 miliardi di euro, di cui 13,9 miliardi online: dentro questi numeri, il calcio – inteso come somma di Serie A, campionati esteri e coppe – resta largamente la prima disciplina, e lo resterà a lungo. La raccolta calcistica è cresciuta di otto volte in diciannove anni, e ogni weekend di campionato genera un ecosistema di puntate che nessuno Slam può replicare per continuità.

Il tennis però sta inesorabilmente rosicchiando spazio, imponendosi grazie anche alle sue caratteristiche non replicabili: destagionalizzazione (undici mesi di calendario contro i buchi estivi del pallone, un trend che gli stessi bollettini ADM registrano nella raccolta scommesse), un protagonista nazionale al vertice assoluto del ranking, e un prodotto punto-per-punto che massimizza il valore delle giocate live.

Resta da capire quanto di questa crescita è strutturale e quanto è attribuibile a Sinner. I 16,9 milioni di appassionati e i tesserati quasi quadruplicati suggeriscono che il movimento abbia messo radici. Ma il betting vive di picchi emotivi, e il giorno in cui l’altoatesino non sarà più il favorito a 1.40 di ogni torneo, si vedrà quanta parte della raccolta tennistica italiana era legata al tennis e quanta era, semplicemente, focalizzata su di lui. Nel frattempo, ogni match sul Centre Court sposta milioni. E la Serie A, per la prima volta nella storia del betting italiano, si trova alle spalle.

Denis Michelotti
Denis Michelotti

Denis Michelotti è direttore di sitiscommesse.com dal 2025. Vanta oltre dieci anni di esperienza in editoria digitale e product management, con collaborazioni per Sky Italia, Gracenote e realtà internazionali. Cura le strategie editoriali e lo sviluppo strategico del sito.

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