I giocatori di Serie A scesi di più di valore nella stagione 2025/26
Uno dei campionati di Serie A più brutti degli ultimi anni ha consegnato anche una serie storica di svalutazioni tecniche, con tanti giocatori importanti del tutto ridimensionati nel valore di mercato. Ecco i crolli più importanti.
Barella e Thuram: crollo di valore nonostante lo Scudetto
A volte vincere non basta. Fra i calciatori che hanno perso più valore nella stagione 2025/26, infatti, ce ne sono diversi che in fondo qualcosa di importante l’hanno anche vinta. In un calcio però sempre più globalizzato, e con un campionato, quello italiano, sempre meno prestigioso, vincere lo Scudetto non serve più, non necessariamente, a far aumentare il valore del cartellino di un calciatore.
L’esempio perfetto di quanto non sempre le vittorie vadano a braccetto con le considerazioni del mercato è raffigurato in maniera plastica da come siano diversi i calciatori dell’Inter, calciatori importanti, ad aver visto, secondo i dati del sito specializzato Transfermarkt, un crollo di valore importante nella stima del loro cartellino.
Su tutti c’è il caso di Niccolò Barella. Il cagliaritano, vice-capitano dell’Inter, alla settima stagione con i nerazzurri, con cui ha già messo assieme 335 presenze ufficiali, vincendo tre scudetti, tre coppe Italia e tre Supercoppe italiane, alla fine del 2024/2025 era uno dei centrocampisti più ambiti del calcio europeo, con un valore di almeno 75 milioni di euro.
Al termine di una stagione finita con il titolo di campioni della Serie A, ma con la bruciante uscita dalla Champions con il Bodo Glimt, oltre che dalla penosa figura in maglia azzurra (con l’Italia fuori dai Mondiali per la terza volta dopo aver perso il playoff con la Bosnia), oggi, a 29 anni, Barella sembra un calciatore già logoro, e il suo valore di mercato è sceso a 50 milioni, perdendone 25.
Una debacle molto simile è quella che ha visto protagonista Marcus Thuram, compagno di squadra di Barella. Anche il francese aveva iniziato la stagione con una valutazione da 75 milioni, e anche lui, come Barella, è adesso valutato invece intorno ai 50.
Per il figlio del mitico Lilian la stagione è stata davvero poco costante, con sprazzi di grande calcio ma anche numerosissimi passaggi a vuoto, al punto che soltanto un finale di campionato brillante lo ha salvato dal taglio di Deschamps, che sino all’ultimo è stato in dubbio se portare lui o Kolo Muani ai Mondiali 2026, lasciando a casa alla fine l’attaccante del Tottenham e portando invece l’interista.
Crollo verticale anche per Lois Openda, una delle più grandi delusioni del campionato di Serie A 2025/2026. Openda era arrivato alla Juventus la scorsa estate dal Lipsia per 44 milioni di euro, con la sensazione di poter essere un acquisto importante e una valutazione da 50 milioni di Transfermarkt.
Dieci mesi dopo Openda, con un’annata orribile da 34 presenze e 2 reti (ha giocato quasi sempre spezzoni, mai titolare), ha una valutazione da 25 milioni e il Belgio lo ha lasciato a casa: per lui niente Mondiali, nonostante sia stato uno dei titolari fissi della squadra belga nell’ultimo triennio.
Malissimo anche Koopmeiners, il cui valore di mercato è in caduta libera ormai da due anni, vale a dire da quando la Juventus lo ha acquistato dall’Atalanta, nell’estate 2024, per quasi 60 milioni. Oggi l’olandese vale 14 milioni di euro secondo Transfermarkt, 21 in meno rispetto a inizio stagione.
Se calcolati rispetto a quanto fu comprato, sono addirittura 35 i milioni di minusvalenza, insomma un disastro assoluto cui nemmeno Spalletti, che ha provato in tutti i modi a recuperare il buon Teun, è riuscito a mettere una pezza. In estate andrà quasi certamente via da Torino, nella speranza che in Coppa del Mondo, nonostante anche lì abbia perso il posto, possa mettersi in mostra.
Rafael Leao crolla a 50 milioni: l’effetto Allegri
Non ha fatto sconti il trattamento riservato da Massimiliano Allegri a Rafael Leao, che già dall’inizio della passata stagione sembrava sarebbe stato destinato a un’annata molto difficile sotto la direzione del mister livornese. Così effettivamente è stato, con una delle stagioni rossonere più deludenti, se non la peggiore in assoluto, del portoghese al Milan, chiusa con 9 reti in 29 presenze in campionato.
È così che il valore di Leao, che a inizio stagione era fissato a 70 milioni, è oggi sceso a 50, e c’è da capire se effettivamente, dopo le dichiarazioni pubbliche del portoghese, che ha dichiarato di volersene andare da Milano, il duo Ibra-Cardinale riuscirà a trovare qualcuno che voglia davvero sborsarli quei soldi.
Malissimo anche un altro milanista, arrivato dal mercato della scorsa estate per sostituire uno dei miti più recenti del calcio rossonero, regalato all’Al-Hilal per 25 milioni. Stiamo parlando del mitico Pervis Estupiñán, il per niente funambolico terzino ecuadoriano che dopo un inizio promettente ha presto perso energia ed entusiasmo, sino a farsi scalzare nel ruolo dal giovane Bartesaghi.
Arrivato con una valutazione da 30 milioni, acquistato dal Milan per 20, oggi vale 12 e per lui si sta già cercando una nuova sistemazione: il futuro sembra lontano da San Siro. Se c’è una squadra, però, che ha davvero depauperato il valore del suo organico in questa stagione appena finita è la Juventus.
Anche a causa di un mercato che a prima vista sembrava importante, ma che sul campo non ha poi rispettato le attese, sono davvero tanti i giocatori che hanno perso valore in questo 2025/26. Abbiamo già citato Openda e Koopmeiners, ma sono pesanti anche i casi Zhegrova (da 25 a 10 milioni) Bremer (da 50 a 35) e ovviamente Jonathan David.
Il puntero canadese, arrivato come salvatore della patria in una squadra alla disperata ricerca di goal, è stato protagonista di una stagione horror, 8 gol in 45 presenze. Per lui si è scesi da un valore di 45 milioni a 30 milioni. La speranza è che la partecipazione ai Mondiali, che giocherà da titolare con la maglia del Canada, possa aiutare a riportarne su la valutazione, o almeno a non abbassarla ulteriormente.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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