Trasferimenti dopo il Mondiale 2026: chi farà la differenza

Si sono mossi diversi neocampioni del mondo spagnoli ma anche giocatori meno reclamizzati e dai quali ci si aspetta subito un grande impatto. Ecco il quadro completo dei movimenti più interessanti post Mondiali 2026.

I trasferimenti dei campioni del mondo spagnoli

Il mercato, nell’anno dei Mondiali, apre sempre traiettorie imprevedibili, con movimenti che nascono dopo grandi prestazioni durante il torneo, e nomi di vario livello che cambiano casacca, anche grazie a quanto fatto vedere durante la competizione.

Di calciatori che costruiscono le loro fortune proprio a partire da un grande evento estivo per le nazionali giocato ad alto livello ce ne sono moltissimi. Vengono in mente, di primo acchito, i calciatori della Grecia vincitrice dell’Europeo 2004 ad esempio, che costruirono carriere per molti quasi impensabili proprio sulla base di quell’exploit inatteso.

Ferran Torres

Ferran Torres, neoacquisto del PSG

I Mondiali 2026 di calcio giocati in Canada, Messico e Stati Uniti non hanno deluso da questo punto di vista, consolidando il curriculum di molti giocatori che avevano già parecchio mercato e aprendo la strada di contratti importanti a diversi giocatori più o meno fuori dai giochi dei trasferimenti. Per altri, invece, il torneo è stato l’ultimo atto con la maglia della nazionale.

Quello che è interessante capire è quante di queste “bombe di mercato” faranno davvero la differenza nei nuovi club e quali movimenti, invece, saranno stati soprattutto abbagli. Partendo dai pezzi grossi, cioè dalla squadra campione del mondo in carica, la Spagna, troviamo diversi calciatori che alla fine del torneo hanno cambiato casacca.

Il match winner della finale ad esempio, Ferran Torres, è passato per 50 milioni di euro dal Barcellona al Paris Saint-Germain, una cifra tutto sommato bassa considerato il valore del calciatore e i prezzi che corrono, ma che il PSG è riuscito a strappare considerato che il contratto del 26enne ex blaugrana era in scadenza a giugno 2027.

Ferran ha dato subito l’impressione di poter essere un innesto importante per i parigini, che avevano bisogno di un giocatore diretto e concreto nel loro scacchiere e che nell’attaccante spagnolo trovano una punta tecnica, pulita, versatile, capace di associarsi con i compagni, ma anche di cercare la profondità.

È destinato a spostare qualche equilibrio anche un altro affare targato Furie Rosse, quello che ha portato il capitano della Spagna, nonché miglior giocatore del Mondiale, Rodri, dal Manchester City al Barcellona, scelto al fotofinish dopo che per settimane sembrava dovesse trasferirsi al Real Madrid.

Anche il contratto di Rodri era in scadenza, ma i Citizens non hanno fatto sconti e alla fine per portarlo in Catalogna il Barça ha dovuto sborsare 76 milioni di euro, una cifra importante per un calciatore di 30 anni con un ultimo anno di contratto.

Lo sforzo sembra comunque sensato, visto che da tempo i blaugrana sono alla ricerca di un centrocampista di ordine e muscoli che possa gestire le operazioni e dare maggiore equilibrio a una squadra dal talento smisurato, ma che a volte ha difficoltà a trovare la sua dimensione tattica nelle partite importanti.

Altri movimenti sparsi di calciatori neocampioni del mondo sono stati quello di Cucurella, passato dal Chelsea al Real Madrid in un trasferimento reso ufficiale già durante la Coppa del Mondo, di Grimaldo, dal Leverkusen all’Atletico Madrid per 20 milioni, di Víctor Muñoz, preso per 40 milioni dal Liverpool, proveniente dall’Osasuna di Pamplona.

Di questi, la sensazione è che il trasferimento più impattante sia quello di Cucurella. Nonostante spesso ci siano dubbi sulle sue qualità tecniche, il terzino sinistro catalano è stato fondamentale per il successo spagnolo ai Mondiali e potrebbe regalare ai Blancos quella stabilità nel ruolo che al Bernabeu manca da diversi anni.

Dal Mondiale alla Serie A: i colpi da tenere d’occhio

Alcuni giocatori che hanno fatto bene al Mondiale sono arrivati anche nel campionato italiano. Fra questi la palma del più interessante spetta, a parere di chi scrive, a Christ Inao Oulaï, centrocampista ivoriano sulle cui tracce si erano messi alcuni importanti club europei e che Paratici è riuscito a portare alla Viola con un colpo degno del mitico Condor Galliani.

20 anni, pagato 30 milioni ai turchi del Trabzonspor, Oulaï in Coppa del Mondo ha fatto vedere di essere quello che gli inglesi chiamano “box to box”, un centrocampista totale, bravo nella fase di interdizione ma anche potente negli inserimenti, con una buona tecnica di base, un’eccezionale fisicità e un tiro dalla distanza molto interessante.

Al di là dell’inizio di campionato poco fortunato della Fiorentina, stiamo parlando di un calciatore che, sulla carta, è un vero e proprio talento generazionale e potrebbe fare la differenza in un torneo a volte statico come la Serie A.

Occhio anche a Pape Sarr, arrivato in sordina alla Juventus negli ultimi giorni di mercato, giocatore versatile e tecnico che nella mente di Spalletti dovrebbe diventare il backup di Thuram: può spostare moltissimo per i bianconeri in mezzo al campo e con il Senegal ai Mondiali ha fatto vedere ottime cose.

Sempre la Juventus ha preso altri due giocatori visti ai Mondiali: l’esterno offensivo bosniaco Kerim Alajbegović e la punta tedesca Nick Woltemade. Anche in questo caso sono stati due acquisti poco reclamizzati, ai Mondiali hanno fatto vedere il loro talento a fasi alterne ma possono fare molto bene in Serie A.

Infine, un nome da sottobosco, quello del terzino destro giapponese Yukinari Sugawara. Titolare della nazionale nipponica, che ai Mondiali ha rischiato di eliminare il Brasile agli ottavi, questo è un calciatore che in Serie A può fare benissimo e che difficilmente avremmo visto nel nostro campionato senza la passerella della Coppa del Mondo: il suo è un nome molto interessante per il Cagliari che lo ha preso in prestito dal Southampton.

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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