Endrick fenomeno o bluff: carriera e numeri del brasiliano
Il classe 2006 continua a illuminare a intermittenza, tra lampi di calcio pazzeschi, che fanno pensare possa diventare fra i migliori al mondo, e momenti in cui sembra solo un grande abbaglio. Ecco chi è davvero.
Chi è Endrick: dal Palmeiras al Real Madrid
Vent’anni appena compiuti a luglio, ventuno presenze in nazionale brasiliana, quattro gol segnati, una coppa America e una coppa del mondo disputate. Basterebbe questo score, francamente incredibile considerata l’età, per capire quanta fiducia ci sia nel talento di Endrick Felipe Moreira de Sousa Pessoa, per tutti, semplicemente, Endrick.
Il ragazzo di Taguatinga, una cittadina dell’interno brasiliano, è il calciatore sul quale, nell’ultimo triennio, si sono lette le opinioni più contrastanti. Una mutevolezza, quella che circonda le sensazioni circa le capacità di Endrick, legata a doppio filo alla continua oscillazione delle sue prestazioni.
Fenomeno generazionale fuori scala, gli appassionati ricorderanno come Endrick fosse stato bloccato dal Real Madrid già nel dicembre del 2022, quando aveva ancora appena 16 anni. Gli emissari dei Blancos all’epoca pagarono, secondo le indiscrezioni circolate sui giornali, una cifra intorno ai 60 milioni di euro per assicurarsi il ragazzo, con la promessa di vederlo al Bernabeu due anni dopo.
Eh sì… Endrick infatti prima di poter sbarcare in Europa ha dovuto raggiungere la maggiore età e allora, anche dopo l’acquisto da parte del Real Madrid ha continuato, per una stagione e mezza, ad arare i campi brasiliani con le sue accelerazioni fulminanti, mettendo a segno 15 gol in 60 partite giocate con la maglia del Palmeiras.
Veloce, rapido, tecnico, con un mancino fenomenale e un tiro che spacca la porta, Endrick è spesso stato paragonato al connazionale Romario, ma la realtà è che il suo mix di velocità, accelerazioni, potenza e tecnica è abbastanza unico nel calcio moderno.
L’unico dubbio che si trascina sin dalla sua esplosione, già in Brasile, è quello della costanza. Nessuno ha mai avuto dubbi sulle sue qualità, ma sono molti quelli che dicono che Endrick sia incapace di calarsi nel contesto tecnico di alto livello e di rispondere alle richieste tattiche del calcio d’elite europeo.
Endrick, insomma, sinora ha dato più l’impressione di essere una sorta di cavallo pazzo, un giocatore meraviglioso, di incontenibile forza ed esplosività, che spesso però fatica a rispondere a specifiche esigenze di squadra e che per questo, in quasi ognuna delle sue esperienze, sia in Brasile che in Europa, sia nei club che in nazionale, viene utilizzato come mina vagante, come agente del caos.
Parliamo, d’altronde, di un ragazzo, ricordiamolo, che ha compiuto 20 anni soltanto lo scorso luglio 2026 e che arriva da un contesto familiare difficilissimo, passato fra povertà, periodi in orfanotrofio e un padre, con cui Endrick ha comunque un grande rapporto, che già quando il ragazzo aveva 5 anni mandava in giro video delle sue mirabilie col pallone nella speranza di recuperare qualche soldo con un contratto giovanile.
Endrick tra Ancelotti, il Lione e Mourinho
I meme di Ancelotti che farebbe qualsiasi cosa pur di non far giocare Endrick si sono moltiplicati durante gli scorsi mondiali, frutto di una supposta ostilità del tecnico italiano nei confronti del ragazzo brasiliano. Questa narrativa, alimentata dai giornalisti in Brasile, in realtà si scontra con la realtà dei numeri.
Se andiamo a vedere, infatti, Carletto, nel 2024/2025, ovvero nella sua ultima stagione in panchina al Real, Endrick lo manda in campo per 37 volte, raccogliendo da lui anche 7 reti. Non sono poche le presenze, per quanto si tratti sempre di spezzoni dalla panchina, per un ragazzo di 18 anni, appena arrivato dal calcio brasiliano, che gioca in una delle squadre più importanti al mondo e che ha davanti un fenomeno di nome Kylian Mbappé.
Peraltro, la situazione di Endrick al Real Madrid non è migliorata nella stagione successiva, tanto è vero che a gennaio 2026 il brasiliano è stato ceduto in prestito al Lione, dove finalmente ha fatto vedere alcune delle sue qualità, mostrando però anche i soliti limiti di continuità e costanza.
Le 16 presenze, con 5 reti, messe insieme nei cinque mesi passati in Francia hanno ridato almeno a Endrick quella dimensione di fenomeno generazionale che si era un po’ appannata nel suo biennio madridista, al punto da convincere persino Ancelotti a convocarlo per i Mondiali del 2026, la rassegna da cui sono usciti i nuovi talenti su cui puntare.
Guardando gli highlight di Endrick a Lione è difficile non pensare di trovarsi di fronte a un talento davvero diverso dagli altri, e non davanti a quello che molti continuano a considerare un bluff. Endrick in Francia è sembrato una sorta di cometa, una scheggia impazzita che a tratti, quando si è accesa, è parsa semplicemente incontenibile.
Certo, questo inizio di stagione con Mourinho al Real Madrid, una sorta di terza vita di Endrick in Spagna, non è dei migliori. Un piccolo infortunio lo ha messo fuori causa in queste prime partite e in generale la sensazione è che il tecnico portoghese non lo consideri ancora pronto da titolare.
Anche per questo si è parlato, per tutta l’estate, di una possibile cessione del brasiliano (anche il Milan ci ha provato), cessione che però non c’è stata: Endrick vuole convincere con la maglia del Real e per adesso non si muove. Al massimo, di nuovo, se ne riparlerà a gennaio.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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