Addio alla nazionale: i big ritirati dopo i Mondiali 2026
Messi e Cristiano Ronaldo potrebbero ancora continuare, ma sono comunque diversi i calciatori che, per motivi diversi, hanno messo la parola fine alla traiettoria con le loro selezioni. Eccone alcuni.
Neuer e Neymar: due addii alla nazionale nel 2026
Secondo tanti giornalisti sportivi tedeschi Julian Nagelsmann, ormai ex commissario tecnico della Germania, dopo la rescissione del contratto seguita all’eliminazione della squadra tedesca ai sedicesimi dei Mondiali contro il Paraguay, ha minato le certezze di un gruppo che stava facendo molto bene con una scelta difficile da interpretare: la convocazione di Manuel Neuer.
Il portierone tedesco, infatti, si era ritirato dall’attività internazionale dopo l’Europeo 2024 e non ha giocato nemmeno una partita di qualificazione alla Coppa del Mondo. Eppure, Nagelsmann ha pensato fosse una buona idea portarlo al mondiale nordamericano, permettendogli di giocare il quinto mondiale consecutivo della sua carriera.
La conclusione, amarissima, del Mondiale per la Germania, ha sancito anche il ritiro, stavolta si crede definitivo, di Manuel Neuer dalle competizioni con la Mannschaft, mentre, a 40 anni, giocherà almeno un’altra stagione con il Bayern Monaco.
Nonostante le polemiche seguite al suo rientro in nazionale a poche settimane dalla partenza della Germania verso gli Stati Uniti, Neuer, nelle dichiarazioni post-Mondiale, ha detto di non essersi pentito di aver scelto di rientrare e in fondo sarebbe ingiusto caricare sulle sue spalle l’eliminazione, che è sembrata arrivare per difetti tattici e tecnici molto più ampi nella squadra tedesca.
Un altro calciatore la cui convocazione ha aperto a grandi polemiche prima e dopo la Coppa del Mondo e che ha chiuso la sua esperienza internazionale è il mitico Neymar. Uno dei più grandi calciatori brasiliani di sempre, seppur tormentato da infortuni e da uno spirito professionale non sempre all’altezza, ha chiuso con la maglia della Seleção proprio lì dove aveva iniziato.
Il viaggio di Neymar con la nazionale brasiliana era infatti partito dal New York New Jersey Stadium il 10 agosto 2010, quando, ad appena 18 anni, esordì in un’amichevole contro gli Stati Uniti, segnando anche una rete, la prima delle 80 in 130 partite che gli hanno permesso di diventare il miglior marcatore di sempre con la camiseta verdeoro.
Neymar ha giocato quattro mondiali fra il 2014 e il 2026 e ha chiuso la sua carriera con la nazionale con la sconfitta agli ottavi contro la Norvegia, proprio, come si diceva poco sopra, al New York New Jersey Stadium: corsi e ricorsi storici. Nonostante ci sia ancora un po’ di incertezza, Neymar dovrebbe invece onorare il suo contratto con il Santos, che, sulla carta, è valido sino alla fine del 2026.
Mahrez, Ochoa, Schick e Mané: gli altri addii
Un gradino sotto, come status, rispetto ai due mostri sacri Neuer e Neymar, ma comunque uno dei più grandi calciatori della sua generazione, è Riyad Mahrez, che a 35 anni, dopo 120 presenze e 40 gol, ha deciso di chiudere la sua esperienza con la nazionale algerina.
Mahrez, in dodici anni di carriera con l’Algeria, è stato un punto di riferimento assoluto, l’uomo che ha trascinato la sua nazionale alla vittoria della seconda coppa d’Africa della sua storia, nel 2019, diventando un simbolo per tutto un paese. Mahrez, che al momento è svincolato dopo il termine del suo contratto con l’Al-Ahli, dovrebbe giocare per almeno un’altra stagione a livello di club.
Un simbolo lo è stato anche uno dei portieri più iconici del calcio contemporaneo, il grandissimo Guillermo Ochoa, numero 1 messicano, forse il miglior portiere che il Messico abbia mai avuto, che ha legato la sua carriera a doppio filo con la Coppa del Mondo.
Sei, addirittura, le edizioni (consecutive) dei Mondiali a cui Guillermo Ochoa, per tutti Memo, ha preso parte, un filotto iniziato a Germania 2006 (dolci ricordi per l’Italia…) e chiuso con Canada-Messico-Stati Uniti del 2026.
Ochoa, che ha deciso di ritirarsi definitivamente dal calcio giocato dopo aver giocato una ventina di minuti nell’ultimo torneo mondiale nella vittoria per 3 a 0 del Messico sulla Repubblica Ceca, chiude con 153 presenze e una carriera da film, con un passaggio anche in Italia, fra il 2022 e il 2024, alla Salernitana.
Meno attesa era la scelta di Patrik Schick, calciatore generazionale per la Repubblica Ceca, con cui ha messo a segno 26 gol in 56 partite durante un percorso decennale che si interrompe, in maniera un po’ sorprendente, ad appena 30 anni.
Schick, che ha detto di voler dare spazio ai calciatori più giovani, oggi è un calciatore importantissimo del Bayer Leverkusen e, dopo anni nei quali è stato a lungo considerato la “next big thing” del calcio mondiale, ha trovato la sua dimensione in Bundesliga già da tempo. Resta, ancora oggi, uno dei giocatori dalla tecnica più sopraffina in circolazione e chissà che non possa ripensarci.
Chissà che non ci ripensi anche un altro grandissimo calciatore del nostro tempo, l’eccezionale Sadio Mané, che a 34 anni ha deciso di chiudere con la nazionale senegalese e di concentrarsi soltanto sull’Al-Nassr. Mané con il Senegal ha vinto la coppa d’Africa 2021 e partecipato da protagonista alla contestata edizione 2025 del trofeo, vinta sul campo ma poi ritirata a tavolino in favore del Marocco.
Fra i calciatori più influenti della sua generazione, Mané è diventato, soprattutto durante il suo periodo al Liverpool, un simbolo per tutto il continente africano e il suo ritiro dalle competizioni internazionali chiude un’epoca per il calcio senegalese.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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