Vuelta 2019, giro di Spagna al via: i favoriti per la vittoria

Con la cronometro a squadre di Torrevieja prende il via la 74′ edizione della Vuelta a España, il giro ciclistico del Paese iberico. Ventuno tappe che porteranno la carovana, come da tradizione, a Madrid, tra insidiose tappe contraddistinte da ripide salite fatte apposta per gli scalatori. Ecco i favoriti per la conquista della maglia rossa.

Le caratteristiche della Vuelta 2019

La sagoma di un ciclista e il logo della Vuelta 2019

Al via con la crono di Torrevieja la Vuelta 2019: chi toglierà la maglia rossa al britannico Yates?

Tradizionalmente, la Vuelta a España, terzo grande giro ciclistico europeo dopo Giro d’Italia e Tour de France, presenta un percorso che piace molto agli scalatori, fatto di tappe non eccessivamente lunghe (quest’anno il record di percorrenza va alla 17′ tappa, quella da Aranda de Duero a Guadalajara, di 199.7 km) ma molto ricche di ripide salite, capaci di fare notevole selezione tra i partecipanti. Il percorso di quest’anno, però, si presenta come uno dei più duri degli ultimi dieci anni, con tappe che richiederanno grandissima resistenza fisica.

Il primo banco di prova per i corridori sarà la quinta tappa, con l’arrivo in salita all’alto de Savalambre (1.950 metri di altitudine). Come spesso accade, saranno le tappe pirenaiche a scremare ulteriormente il gruppo, a ridosso del 7′ e 10′ giorno di gara, con i 167 km tra Bilbao e Los Machucos, scanditi da ben 6 Gran Premi della Montagna, che non faranno piacere ai muscoli dei ciclisti. È comunque la tappa numero 15, quella tra Tineo e il Santuario del Acebo, che rivoluzionerà la classifica generale, con i suoi due GPM di prima categoria piazzati a metà tappa.

Gli autori del percorso però si sono riservati il meglio per il gran finale: la 20′ tappa, quella tra Arenas de San Pedro e Plataforma de Gredos prevede 5 Gran Premi della Montagna; il falsopiano finale, con arrivo in quota a 1.175 m determinerà l’esito della corsa, prima della passerella finale verso la capitale Madrid.

I favoriti per la vittoria finale

Va detto che il posizionamento nel calendario agonistico della Vuelta a España pregiudica a volte la presenza di tutti i big del circuito. In questo caso, però, il parterre dei protagonisti con possibilità di vittoria è davvero ampio. Favorito d’obbligo, l’inglese Simon Yates, vincitore l’anno scorso e che cercherà senz’altro il bis, anche se ci sono almeno due agguerriti rivali che vogliono giocarsela: il primo è senza dubbio l’ecuadoregno Richard Carapaz. Trionfatore all’ultimo Giro, Carapaz si è preso un po’ di pausa e ora torna più agguerrito che mai, per mostrare che la maglia rosa non è stata frutto del caso. Occhio però anche al colombiano dell’Astana, Miguel Angel Lopez, piuttosto deludente al Giro ma in cerca di rivincita.

Arriva sempre dalla Colombia un altro possibile protagonista, Nairo Quintana: autore di un ottimo Tour, il Condor ha già vinto nel 2016 e potrà sfruttare il fatto che le crono, suo tallone d’Achille, non saranno così decisive in chiave vittoria finale. Tra gli outsider capaci però di grandi exploit, non sottovaluteremmo nemmeno il gallese Geraint Thomas, che vediamo sul podio, e lo sloveno Primoz Roglic: certo, il percorso non sembra essere esattamente nelle sue corde, ma parliamo comunque di un fuoriclasse di questo sport.

E per l’Italia? Le possibilità di replicare la vittoria di Fabio Aru del 2015, o quanto meno il secondo posto dello Squalo Nibali di due anni fa, non sono oggettivamente altissime. È comunque proprio il sardo, il nostro uomo di punta: Aru ha accelerato il recupero dopo l’infortunio e ha disputato un Tour più che dignitoso, risultando il migliore degli azzurri in classifica (14′ posto finale). Da tenere d’occhio però anche il neo campione italiano, Davide Formolo. Per lui può essere l’occasione per capire definitivamente se la sua specialità sono le vittorie di tappa oppure la resistenza sulle tre settimane.

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