Sampdoria, cause ed effetti di una crisi senza precedenti
Sei allenatori in dodici mesi, una salvezza conquistata in mezzo a mille polemiche la scorsa stagione, un nuovo inizio di nuovo difficile nel 2025/2026 e le sensazione che la strada sia ancora lunga. Cosa sta succedendo alla Sampdoria?
Samp, il vuoto dopo Garrone
Comprendere il vuoto pneumatico nel quale è caduta la Sampdoria non è semplice. La società genovese, fondata nell’agosto del 1946 dalla fusione tra la Sampierdanese e l’Andrea Doria (da qui il nome) si è costruita nel tempo un blasone importante ed è unanimemente riconosciuta come una delle squadre più affascinanti del calcio italiano.
Il problema è che dall’addio di Garrone in poi, avvenuto nel 2014, la squadra blucerchiata, a causa di vicissitudini societarie via via sempre più complesse, è precipitata in un gorgo sportivo e finanziario intricatissimo, del quale sono purtroppo vittime, prima di tutto, i tifosi.
L’uscita di scena, non serena, di Massimo Ferrero, ha visto, nel giugno 2023, all’indomani della retrocessione in Serie B, in mezzo a scandali legati all’imprenditore romano sempre più assurdi e pesanti, l’acquisizione della squadra da parte della coppia di investitori Matteo Manfredi e Andrea Radrizzani.
Già visti nel calcio inglese, al Leeds, il loro arrivo al comando della Samp sembrava essere una buona notizia, ma le cose non sono andate come previsto. Radrizzani sembrava infatti un nome di alto profilo, l’uomo che aveva riportato il mitico Leeds United nel gotha del calcio inglese, insomma quello che serviva per una società che nell’estate del 2023 era sull’orlo del fallimento.
Il problema è che Radrizzani, a Genova, negli ultimi due anni e mezzo, si è visto poco o niente, mentre il quadro gestionale e amministrativo della società, così come la vera e propria composizione della proprietà, ha assunto dei contorni sempre più misteriosi.
Di fatto Radrizzani è sparito quasi subito dalla circolazione, come elemento di facciata è rimasto Manfredi, ma via via è emerso come la proprietà della squadra fosse (sia) in realtà in mano, dentro un complesso sistema di scatole cinesi finanziarie, di alcuni imprenditori asiatici.
Il nome più importante fra gli investitori è quello di Tey Wei Jin, uomo d’affari di Singapore di cui non si è mai saputo moltissimo, ma che pian piano si è imposto, in maniera sempre più netta, come il volto della proprietà, fino a comparire con frequenza sugli spalti del Marassi e a ristrutturare la gestione della società con due suoi uomini di fiducia.
Stiamo parlando del CEO danese Jesper Frendberg, un passato all’Anderlecht, e del suo braccio destro Nathan Walker, una carriera costruita nel mondo delle scommesse come operation manager del gruppo FUN88, la figura forse più nebulosa dell’organigramma doriano, che di fatto opera come punto di contatto fra proprietà asiatica e gruppo di lavoro italiano.
A completare il quadro, il direttore sportivo Andrea Mancini, figlio di Roberto. Un quartetto, quello composto da Manfredi, Frendberg, Walker e Mancini, che sotto la supervisione di Tey ha fatto, negli ultimi due anni, grandi disastri, dando la sensazione di visioni completamente opposte di come dovrebbe essere amministrata e gestita la Sampdoria.
Caos totale
Dalla fine della stagione 2023/2024, quando la squadra, con Pirlo in panchina e Accardi direttore sportivo, sfiorò il ritorno in Serie A chiudendo settima in cadetteria e perdendo il preliminare playoff contro il Palermo, la situazione è andata completamente fuori controllo.
La stagione 2024/2025 si è chiusa al diciassettesimo posto, con il salvataggio ai playout contro la Salernitana al termine di un’annata folle, nella quale vanno in panchina Pirlo, Sottil, Semplici e quindi, per le ultime cinque partite più la sfida playout, Chicco Evani, arrivato dopo il licenziamento in tronco del ds Accardi, considerato il principale responsabile della debacle sportiva della squadra.
Scampato il pericolo serie C, la stagione era ripartita con Massimo Donati in panchina, ma dopo 8 giornate e una serie di risultati disastrosi si è deciso per l’ennesimo cambio, con Gregucci in panchina e una squadra che continua però a navigare in zona retrocessione.
Il mercato di gennaio, con acquisti importanti come bomber Brunori dal Palermo e Salvatore Esposito dalla Samp sembra presagire l’ennesima rivoluzione, con l’idea disperata di riuscire finalmente a invertire una tendenza negativa che va avanti da ormai oltre un anno.
Nel momento nel quale scriviamo, per ciò che riguarda le scommesse sulla Serie B antepost, sia Sisal*, che AdmiralBet, che SNAI ed Eurobet, per citare alcuni dei portali di scommesse operativi in Italia, quotano la discesa in Serie C della Sampdoria alla fine della stagione 2025/2026 a 4.00. Uno scenario da incubo, che si intreccia con una condizione societaria molto incerta, che vedrà la proprietà, entro il prossimo giugno, obbligata a rifinanziare debiti per quasi 100 milioni.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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