Riordino gioco fisico: governo silente al dibattito alla Camera

Nessuna presa di posizione del Governo al termine del dibattito alla Camera sul riordino del gioco fisico, avvenuto mercoledì 3 giugno. L’esecutivo si è riservato di esprimere il proprio orientamento in una fase successiva, con il decreto atteso entro il 29 agosto 2026.

Camera dei deputati

Il Governo tace sul riordino del gioco fisico

Il provvedimento si inserisce nell’iter previsto dalla legge n. 111/2023 sul riordino del gioco pubblico, che delega al governo la riforma del settore entro agosto 2026. Il decreto legislativo dovrà affrontare questioni centrali come la distribuzione territoriale dei punti vendita, i rapporti con Regioni ed enti locali, la tutela della salute pubblica e le misure di prevenzione del gioco patologico.

Il dibattito parlamentare ha evidenziato posizioni molto diverse tra i gruppi sul futuro del comparto, ma anche alcuni punti di convergenza. Tutti i partiti hanno riconosciuto la necessità di aggiornare il quadro normativo, rafforzare gli strumenti di tutela dei soggetti vulnerabili e affrontare con maggiore efficacia il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, in crescita nei dati più recenti.

Le opposizioni, e in particolare il Partito Democratico, hanno espresso una valutazione critica dell’attuale modello di gestione del settore. Il PD ha parlato di una crisi sistemica legata alla crescita della raccolta e ha chiesto una riduzione progressiva dell’offerta di gioco, il rafforzamento della prevenzione e il ripristino dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico.

Sempre dal PD è arrivata la richiesta di inquadrare il disturbo da gioco d’azzardo come una patologia sanitaria a tutti gli effetti, spostando il baricentro del riordino dalla gestione concessoria alla tutela della salute. Questa lettura si intreccia con il dibattito già aperto sul tema del gioco responsabile e sulla prevenzione.

Il Movimento 5 Stelle ha contestato il modello concessorio vigente e sollevato perplessità sulle ipotesi emerse nel confronto preparatorio. In particolare, il M5S si è opposto alla possibile compartecipazione di Regioni ed enti locali, al gettito del gioco sostenendo che tale misura creerebbe un conflitto di interessi e indebolirebbe le politiche territoriali di prevenzione.

La maggioranza ha adottato un tono equilibrato, richiamando la necessità di trovare un punto di sintesi tra tutela della salute, contrasto al gioco illegale e salvaguardia del sistema regolato. Fratelli d’Italia ha ricordato che il Governo sta lavorando al decreto attraverso un confronto con Regioni e Comuni per costruire un quadro normativo omogeneo.

Dalla stessa area è arrivata anche la proposta di un maggiore coinvolgimento dei concessionari nelle attività di prevenzione e di un approccio integrato alle dipendenze, che consideri le frequenti situazioni di comorbilità tra gioco patologico, dipendenze digitali e altre forme. Un segnale che il riordino potrebbe toccare anche la responsabilità sociale degli operatori del settore.

Il Governo è atteso nelle prossime settimane per esprimere formalmente il proprio orientamento sulle mozioni discusse alla Camera. La vera partita si giocherà sui contenuti del decreto legislativo che ridisegnerà la rete fisica del gioco in Italia entro il 29 agosto 2026, una riforma attesa da più parti.

Alberto Lattuada
Alberto Lattuada

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