Riforma del calcio in Senato: il 2% delle scommesse alla FIGC
La riforma del calcio italiano torna in Commissione Cultura al Senato e le scommesse sportive ne diventano il pilastro finanziario: il ddl Marcheschi punta su un prelievo sulla raccolta calcistica, mentre resta aperto il nodo del divieto di pubblicità introdotto dal decreto Dignità.
Il testo firmato da Paolo Marcheschi (FdI) e depositato come ddl n. 1902 prevede che, dal 1° gennaio 2027, i concessionari versino alla FIGC un contributo pari al 2% delle somme raccolte in Italia, in agenzia e online, sugli eventi organizzati dalla Federazione e dalle leghe affiliate, professionistiche e dilettantistiche.
La ripartizione è vincolata: il 50% andrebbe a settori giovanili, impianti, centri federali e formazione tecnica, il 30% alla prevenzione del gioco patologico e a progetti sociali, il restante 20% al calcio femminile e alle scuole calcio dilettantistiche. Un decreto del Ministro per lo sport definirà le modalità entro sessanta giorni.
Le stime dipendono dalla base di calcolo: la relazione tecnica indica circa 224 milioni di euro annui su 11,2 miliardi di raccolta calcistica, mentre sui 16,1 miliardi del ReportCalcio si arriverebbe a 322 milioni. Come spiega la nostra analisi sull’impatto di un prelievo sulle scommesse, quella cifra vale fra l’11% e il 16% del margine del comparto.
Sul fronte comunicazione, l’articolo 7 abroga l’articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 87 del 2018 e affida all’AGCOM una delibera che fissi limiti orari e di contenuto per la pubblicità delle scommesse sportive, insieme agli obblighi sui messaggi di gioco responsabile. È il passaggio più contestato del pacchetto, perché rimette in discussione il divieto in vigore dal 2018.
Il capitolo integrità pesa quanto quello economico: l’articolo 12 modifica la legge n. 401 del 1989 introducendo nuove fattispecie su manipolazione delle competizioni, abuso di informazioni riservate ed esercizio abusivo di gioco, mentre l’articolo 13 sostituisce l’articolo 25-quaterdecies del decreto legislativo n. 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti, con un inasprimento del quadro sanzionatorio.
Le posizioni restano distanti: Luca Pirondini (M5S) respinge ogni allentamento del decreto Dignità, Francesco Boccia (Pd) contesta il finanziamento del calcio via betting, il presidente FIGC Giovanni Malagò difende il 2% nella sua audizione in Commissione. Ora un comitato ristretto lavorerà a un testo condiviso, con i rappresentanti dei Gruppi indicati entro il 7 agosto. Le audizioni riprenderanno dopo l’estate.
Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

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