Brasile, divieto di scommesse: siti offline dal 6 ottobre 2026
Il Brasile vieta le scommesse a quota fissa. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato il 25 settembre la misura provvisoria 1.394, già in vigore: siti e app chiuderanno dal 6 ottobre, le licenze scadranno il 25 ottobre.
Il divieto riguarda scommesse sportive e casinò online, sia sul web sia nei punti vendita fisici, e vale anche per gli operatori con sede all’estero che accettano giocatori in Brasile. Restano consentite le altre lotterie autorizzate per legge. La misura cancella anche le concessioni rilasciate dai singoli Stati e abroga gran parte della regolamentazione introdotta nel 2023.
I nuovi depositi sono vietati dal 25 settembre, giorno di pubblicazione del provvedimento. Dieci giorni dopo gli operatori devono rendere inaccessibili siti e app, compresi quelli presenti negli store, pena il blocco. Le giocate ancora aperte, il cui esito non sarà deciso entro la chiusura, verranno annullate con rimborso integrale, mentre le vincite già maturate saranno pagate.
Chi non preleva il proprio saldo lo riceverà in automatico. Gli operatori hanno due giorni dalla chiusura per garantire la liquidità e inviare alle banche l’elenco dei giocatori, identificati con il codice fiscale brasiliano. Gli istituti avranno poi sette giorni per accreditare le somme sul conto del giocatore, di norma quello da cui erano partiti i depositi.
Trenta giorni dopo la pubblicazione, le autorizzazioni federali si estingueranno il 25 ottobre. Il testo indica come motivo l’interesse pubblico ed esclude la restituzione, totale o parziale, dei 30 milioni di real versati da ogni operatore per la licenza quinquennale, così come qualsiasi indennizzo da parte dello Stato. Le richieste di nuove autorizzazioni ancora in esame decadono.
Banche e circuiti di pagamento, compreso il sistema di pagamenti istantanei Pix, non possono più processare transazioni verso le scommesse, salvo quelle necessarie a chiudere i conti e rimborsare i giocatori. Pubblicità e sponsorizzazioni vanno rimosse entro dieci giorni dalla pubblicazione, e le piattaforme digitali che non si adeguano rischiano multe fino al 10% del fatturato in Brasile.
Si chiude così il mercato regolato aperto a gennaio 2025, che nel primo anno contava 79 società autorizzate e 25,2 milioni di scommettitori, secondo il Ministero delle Finanze. Il governo motiva lo stop con l’indebitamento delle famiglie e la tutela della salute pubblica. Per l’associazione degli operatori ANJL, oltre 30 milioni di giocatori potrebbero spostarsi sui siti illegali. Lo stesso rischio era al centro della stretta sul gioco illegale varata prima dell’apertura del mercato.
La misura provvisoria ha forza di legge, ma il Congresso deve convertirla entro il 23 novembre, con una possibile proroga di sessanta giorni, e può anche modificarla o lasciarla decadere. Gli emendamenti si presentano fino al primo ottobre. Intanto le associazioni del settore hanno già presentato ricorso alla Corte Suprema contro la misura provvisoria, e l’Avvocatura generale dell’Unione ha chiesto 72 ore per rispondere.
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