Premier League e sponsor betting: così i club aggirano il divieto

La Premier League sta riorganizzando la presenza del betting nel calcio dopo il divieto sugli sponsor di maglia. I club stanno spostando le partnership verso formati alternativi, mantenendo collaborazioni senza violare le nuove linee guida.

Pallone da calcio e logo Premier League

Sponsor e scommesse, la nuova strada della Premier League

Mentre già si discute sui favoriti per la vittoria della Premier League, il campionato inglese introduce una regola storica. A tre anni dalla moratoria volontaria dei club, è infatti scattato il divieto di usare brand di scommesse come sponsor di maglia. Un gesto di responsabilità che non segna, però, la fine di ogni rapporto economico con il settore.

Infatti, guardando alla situazione dopo la prima giornata, emerge che la netta maggioranza dei club ha mantenuto o stipulato altre tipologie di accordo, con aziende di gioco d’azzardo. Sono in totale 16 su 20 ad aver adottato questa scelta, mentre quattro – tra cui il neopromosso Coventry – hanno deciso di non intrattenere alcuna collaborazione con le aziende di scommesse e gioco.

Di fatto, si tratta di un aggiramento del divieto che le stesse società avevano deciso di autoimporsi, ma dall’altra parte ci sono equilibri economici che vanno salvaguardati. Le nuove tipologie di accordo variano dai cosiddetti sleeve sponsor, ovvero “sponsor di manica”, ai vari “official betting partner”, a livello nazionale o europeo, fino a collaborazioni più strutturate e di stampo editoriale, con iniziative particolari dedicate ai tifosi.

Questo tipo di escamotage, come si potrebbero chiamare, è abbastanza nuovo per lo scenario britannico, dove la tradizione in materia di gioco e scommesse è lunga e culturalmente radicata. Dunque, fino a qualche anno fa, il connubio tra calcio e betting era percepito in maniera abbastanza naturale. L’evoluzione dello scenario ha portato alla luce criticità, in materia di pericoli di gioco patologico, che hanno suggerito un approccio più sostenibile.

Il panorama italiano presenta uno scenario opposto e più complesso. Qui, dal 2018, il Decreto Dignità ha imposto un divieto totale sulla pubblicità del gioco, spingendo le società sportive a esplorare strategie creative per mantenere i vitali legami economici con il settore. Un esempio emblematico, che ha acceso il dibattito sui limiti della norma, è la partnership tra Inter e Betsson, ma non è l’unico modello in campo.

La chiave di volta di questi accordi risiede nella loro forma. Formalmente, lo sponsor nerazzurro non è un operatore di scommesse, ma un sito di infotainment sportivo che offre notizie e analisi, senza alcun collegamento diretto al prodotto di gioco. Altre collaborazioni si concentrano invece su un approccio puramente editoriale, promuovendo iniziative di fan engagement come concorsi per vincere biglietti o merchandising ufficiale. Un equilibrio normativo che, tuttavia, verrebbe completamente ridefinito qualora il divieto venisse abolito.

Denis Michelotti
Denis Michelotti

Denis Michelotti è direttore di sitiscommesse.com dal 2025. Vanta oltre dieci anni di esperienza in editoria digitale e product management, con collaborazioni per Sky Italia, Gracenote e realtà internazionali. Cura le strategie editoriali e lo sviluppo strategico del sito.

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