Gallino, AGCOM: «La tecnologia per combattere il gioco illegale»

Nella battaglia contro la promozione del gioco d’azzardo illegale, la rincorsa ai singoli profili non è più sufficiente: serve una barriera tecnologica a monte capace di garantire visibilità esclusivamente agli operatori autorizzati. È questa la linea tracciata da Davide Gallino, dirigente dell’Ufficio disciplina, vigilanza e sanzioni dei servizi media dell’AGCOM, intervenuto per fare il punto sul contrasto all’offerta non autorizzata.

Il parere di Gallino (AGCOM) sul gioco illegale

Il dirigente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha affrontato il tema durante la cornice degli EGR Awards, all’interno del panel dedicato alla legalità moderato da Moreno Marasco, presidente di LOGICO, e incentrato su divieto di pubblicità, trasparenza e tutela degli utenti. Gallino ha posto sin da subito l’accento sulla dimensione tecnica del problema: «la comunicazione del gioco illegale deve passare attraverso la tecnologia». La strategia dell’Autorità punta infatti a intervenire sui flussi di contenuti piuttosto che sui singoli account, un tracciamento puntuale che risulterebbe impraticabile per qualsiasi apparato di vigilanza.

La soluzione prospettata risiede nell’adozione di un registro autorizzato condiviso: «la creazione di una whitelist che permette la comunicazione da parte degli operatori legali bloccando quelli illegali». Il meccanismo delineato da Gallino prevede una sorta di bollino digitale certificato, direttamente integrato nei sistemi delle grandi piattaforme social, che consenta la pubblicazione ai soggetti in regola oscurando tempestivamente tutti gli altri. Un’impostazione in cui il tempismo e la prevenzione risultano determinanti: «la whitelist deve agire prima a livello tecnologico, solo così si può bloccare la comunicazione delle piattaforme illegali».

A motivare questo cambio di paradigma è l’estrema complessità del panorama social. Secondo i dati illustrati da Gallino, nei profili a sfondo vagamente politico circa il 30% del traffico web è riconducibile a bot automatizzati; allo stesso modo, nell’universo del gaming non autorizzato è sufficiente l’ingaggio di un influencer per attrarre traffico su Instagram e deviarlo rapidamente su canali Telegram, al riparo da ogni controllo dei concessionari e a discapito della filiera virtuosa. Dinamiche talmente veloci da rendere inefficace qualsiasi verifica manuale a posteriori.

Con lo stesso pragmatismo il dirigente AGCOM ha valutato la proposta, emersa durante il dibattito, di istituire un albo per gli affiliati virtuosi per premiare chi opera in trasparenza: per Gallino una semplice lista rischia di rimanere un’arma spuntata. Senza un filtro tecnico integrato e concordato con le piattaforme, il rischio concreto è che i canali irregolari continuino a proliferare a ritmi insostenibili, eludendo qualsiasi censimento formale.

Sul fronte del perimetro legale, intanto, l’Autorità sta portando a termine l’aggiornamento del quadro normativo. Chiusa la fase di consultazione con gli operatori del settore, Gallino ha annunciato l’imminente varo delle nuove linee guida, rivendicando l’efficacia del confronto che ha già permesso di perfezionare la delibera sulle campagne di gioco responsabile. Resta invariata la procedura di vigilanza: l’AGCOM continuerà a visionare i materiali inviati preventivamente dai concessionari, pur ribadendo di non rilasciare pareri preventivi vincolanti, facoltà che rimane invece in capo allo IAP (l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria), al quale le aziende possono rivolgersi su base volontaria.

Lo sguardo dell’Autorità è infine rivolto alle sfide dell’innovazione e al ruolo dirompente dell’Intelligenza Artificiale, destinata a trasformare radicalmente il modo di fare comunicazione attraverso figure virtuali sempre più credibili. Interpellato sulle prospettive del comparto a medio termine, Gallino ha tracciato la rotta: «Tra 3 anni avremo capito bene la trasformazione portata dall’AI. In base a questo ci saranno nuove regole o un adattamento di quelle vecchie perché determinate cose non funzioneranno più».

A supporto di questa evoluzione, il dirigente ha richiamato la parabola delle grandi piattaforme di condivisione: «YouTube è un esempio, da canale alternativo adesso è un canale tradizionale. L’attore principale sarà l’AI e tra 3 anni potremo veramente capire quali cambiamenti ha portato e quali no». In attesa che l’orizzonte dell’AI sia pienamente decodificato, per il regolatore la priorità immediata resta l’efficacia del filtro tecnologico.

Arianna Venegoni: Senior editor di sitiscommesse.com
Arianna Venegoni

Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

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