Bilancio UE 2028-2034, la tassa sul gioco online non compare

La tassa europea sul gioco online non compare nella bozza su cui i governi trattano il bilancio UE 2028-2034. Il documento della presidenza irlandese del Consiglio, datato sabato 10 ottobre, elenca cinque nuove entrate e nessuna riguarda il gioco.

Bandiera UE

Bilancio UE 2028-2034, nessuna tassa sul gioco online

Il documento, chiamato negotiating box e numerato 13922/26, raccoglie le questioni da affrontare nel negoziato. Come nuove risorse proprie, non ancora concordate, propone un contributo annuo delle imprese con fatturato netto oltre 100 milioni di euro, contributi nazionali legati ai tabacchi e ai rifiuti elettronici non raccolti, e quote dei proventi delle emissioni e della tassa sul carbonio alle frontiere.

Sono le stesse cinque voci proposte dalla Commissione nel luglio 2025, descritte nel dossier di Senato e Camera sulle proposte per il bilancio UE 2028-2034. Il testo aggiunge che il lavoro sulle nuove risorse proseguirà, senza indicarne altre. La bozza non vincola nessun governo e fissa il tetto agli impegni di spesa a 1.622 miliardi di euro a prezzi 2025.

L’idea di un prelievo sul gioco era arrivata dal Parlamento europeo. Nella risoluzione del 28 aprile l’aula aveva indicato gioco e scommesse online tra le entrate da esplorare, nel caso in cui le proposte della Commissione non avessero trovato il sostegno degli Stati. La Commissione, dal canto suo, non ha presentato una proposta legislativa su questo punto.

Le cifre circolate in questi mesi vengono da un documento di lavoro dei servizi della Commissione del 28 maggio. Con un prelievo ipotetico del 3% sul fatturato netto il gettito medio sarebbe di 1,9 miliardi di euro l’anno, una stima che il documento definisce preliminare. Nella simulazione per Stato la Spagna risultava prima con 414 milioni, l’Italia quinta con 143.

Lo stesso documento elencava tre possibili basi di calcolo: il margine lordo degli operatori, il loro fatturato oppure un prelievo indiretto sui giocatori, per esempio sulle puntate. Segnalava anche il rischio che un costo scaricato sui clienti li spingesse verso operatori senza licenza e fuori dall’Unione. Una base imponibile comune, oggi, non esiste.

Per introdurre una nuova risorsa propria serve il voto unanime degli Stati, seguito dall’approvazione di ciascun paese. Secondo ricostruzioni di stampa, fra i governi contrari al prelievo ci sono Malta e Italia. Le imposte sul gioco restano di competenza nazionale: in Italia i concessionari ADM continuano a versare i tributi nazionali, come l’imposta unica sulle scommesse.

Alberto Lattuada
Alberto Lattuada

Redattore e betting strategist, porta oltre 15 anni di esperienza e massima affidabilità. Il suo metodo rigoroso, basato su numeri e analisi verificate, assicura notizie autorevoli e puntuali. Nessuna opinione, solo dati concreti.

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