Scommesse: “Le Iene” mostrano il mondo delle scommesse illegali

C’è molto più di quello che si vede. È questo il messaggio che ha voluto trasmettere il servizio de Le Iene andato in onda il 3 ottobre: alla luce del sole si erge un’ombra gigantesca di illegalità dilagante nel settore delle scommesse. Nel servizio della troupe de Le Iene si nota come molti dei centri scommesse operino al di fuori della legge, fra chi ha ammesso che le proprie scommesse “sono regolari al 50% e 50%” e chi invece è stato colto in flagrante durante l’evasione, reagendo anche in malo modo.

Una questione, quella delle scommesse illegali, conosciuta dagli operatori del settore dei Giochi Pubblici (Concessionari e Gestori), dal Parlamento e dalla Guardia di Finanza, che nel solo 2016 ha dichiarato di aver chiuso 715 punti scommesse illegali. Come afferma Francesco Ginestra, Presidente A.GI.SCO. (Associazione Giochi e Scommesse):

Paradossalmente l’unico soggetto che “ufficialmente” non conosce questa situazione drammatica è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che oggi copre più il ruolo di ‘esattore’ che non quello originario di ‘regolatore’ del comparto dei Giochi Pubblici; come mostrato nel servizio ADM se ne lava le mani, affermando che il proprio compito è solo quello di controllare gli Operatori censiti. Francesco Ginestra, Presidente A.GI.SCO. (Associazione Giochi e Scommesse)

Un fermo immagine della puntata delle Iene del 3 0ttobre 2017 sulle scommesse illegali in Italia.

In un servizio del 3 ottobre, Le Iene mostrano il mondo delle scommesse illegali in Italia. ©Le Iene

Dal servizio delle Iene si evince come di media ci siano 6 punti scommesse illegali ogni 20 negozi, ma il dato non è circoscritto alla sola città di Catania. La conclusione più sconcertante è che mentre gli pperatori regolari vengono vessati dai continui controlli, gli irregolari devono prima essere segnalati per avere un controllo una tantum. Inoltre, nella maggior parte dei casi, i centri valutati abusivi dalla Guardia di Finanza non incorrono in alcuna sanzione ed i sequestri conseguenti all’azione delle autorità competenti vengono di fatto annullati. Le parole del generale Cataldi, secondo il quale Solo il 60% del mercato del betting si troverebbe sotto il monitoraggio dell’Agenzia Dogane e Monopoli, trovano dunque una conferma sul campo.

Il fenomeno delle scommesse illegali è, anzi “dovrebbe essere” vietato, in quanto in Italia il settore delle scommesse sportive non è liberalizzato e per poter operare in questo settore sono necessarie una concessione rilasciata da AAMS e un’autorizzazione di polizia rilasciata solo a soggetti “giudicati idonei”.

Giovanni Garrisi, Executive Chairman di Stanleybet, agenzia coinvolta nel servizio, ha dichiarato che Le Iene hanno adempiuto al loro dovere, mostrando a tutti un fenomeno di cui molti si parla ma che le autorità, per diversi motivi, “latitano ad affrontare”. Ad AGIMEG, Garrisi ha precisato:

Accostare la Stanleybet al mondo illegale è un errore che è responsabilità delle autorità italiane. Aver mancato infatti di accettare il giudicato della Corte di Giustizia, non è solo un grave errore strategico delle autorità italiane che sta mettendo a rischio la dignità e solidità del sistema delle concessioni, ma a parere dell’ufficio legale Stanley integra gli estremi di gravi reati e gravi responsabilità di fronte alla magistratura contabile. Giovanni Garrisi, Executive Chairman di Stanleybet

Le Iene hanno squarciato il velo di uno scenario già conosciuto dipingendo una realtà incomprensibile per i tanti centri scommesse che operano seguendo le direttive vigenti. Il fenomeno però non accenna a diminuire nonostante migliaia di segnalazioni, la promozione dal parte del Parlamento di una senatoria atta a regolarizzare questo fenomeno dilagante delle reti parallele e la Legge 401 «esercizio abusivo dell’attività di giuoco o di scommessa» che prevede la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni “per chiunque eserciti abusivamente l’organizzazione del gioco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva espressamente allo Stato o agli altri enti concessionari”.

Occorre dunque una semplificazione della normativa ed un irrigidimento del sistema repressivo penale ed amministrativo, in modo da scoraggiare la raccolta abusiva. “Il Governo deve prendere una posizione chiara sul tema del contrasto all’illegalità in quanto si tratta di un ambito di sua competenza esclusiva”, termina Ginestra.

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