Minacce dagli scommettitori: il caso Stefanini e come il tennis reagisce

La tennista Lucrezia Stefanini ha denunciato minacce di morte da scommettitori per costringerla a perdere. Il suo caso evidenzia un fenomeno dilagante: atleti presi di mira con insulti e intimidazioni per condizionare i risultati delle partite e delle scommesse. Cosa sta succedendo.

Livello di guardia

Lucrezia Stefanini è una tennista italiana di 27 anni. In carriera ha vinto dieci tornei ITF, l’ultimo a Montenovo, in Portogallo, nel 2024, e la sua migliore posizione nel ranking WTA è la 99, raggiunta nell’agosto del 2023 dopo essere arrivata sino ai quarti del WTA 250 di Varsavia, poi vinto dalla padrona di casa, Iga Swiatek.

Oggi Stefanini è numero 137 del mondo e il suo nome, in questi giorni, proprio mentre i top player sono impegnati nel primo torneo 1000 di stagione a Indian Wells, è rimbalzato su tantissime testate italiane e straniere per un caso di cronaca legato sì alla sua attività di tennista professionista, ma che purtroppo non riguarda le sue prestazioni in campo.

L’atleta fiorentina infatti ha denunciato di aver ricevuto, addirittura tramite whatsapp, dunque utilizzando un contatto personale, delle pesantissime minacce di morte, sia nei suoi confronti che contro la sua famiglia.

Lucrezia Stefanini

Il caso Stefanini, purtroppo, è solo l’ultimo nel tennis

La ragione? Convincerla a perdere il primo turno di qualificazione al torneo di Indian Wells contro la tennista di Andorra, Victoria Jimenez Kasintseva, numero 97 del ranking, il tutto per poter scommettere in tranquillità sulla sua sconfitta.

È insomma, di nuovo, uno dei fenomeni più fastidiosi e beceri del mondo dello sport contemporaneo: quello degli scommettitori che cercando, con insulti e minacce, di orientare i risultati delle partite a loro favore, spesso purtroppo riuscendoci.

Nel caso di Stefanini, la partita è stata poi persa dalla tennista italiana, che dopo aver vinto il primo set per 6-4 ha perso secondo e terzo 4-6, 4-6. Difficile capire se il clamore e le preoccupazioni legate alle minacce, prontamente denunciate dalla ragazza, abbiano avuto un effetto sul match, ma di certo c’è che, alla fine dei conti, chi ha disturbato Stefanini ha raggiunto il proprio obiettivo.

Il punto è che il caso Stefanini, che ha ricevuto solidarietà da più parti, soprattutto per il coraggio di denunciare subito, non è per nulla isolato. Nel tennis questa è una dinamica ormai tristemente consolidata, uno schema per il quale da una parte si disturbano giocatori e giocatrici, tifandogli contro, e spesso insultandoli, già durante il match, dall’altra li si attacca, spesso sui social, qualora il risultato non sia andato nella direzione previsto dalla propria puntata.

Le ragioni dietro questo fenomeno

Il tennis è uno degli sport preferiti dagli scommettitori, in quanto non si ferma praticamente mai nel corso dei dodici mesi e permette di puntare su decine di partite ogni giorno. Il punto è che, trattandosi di uno sport individuale, i bersagli delle critiche, ed eventualmente di insulti e pressioni, sono estremamente riconoscibile ed inermi.

I casi di minacce e insulti registrati negli ultimi anni sono numerosissimi. Le statistiche rese note da WTA ed ITF relative al 2024 parlano di oltre 8.000 casi contro 458 fra giocatori e giocatrici, e coinvolgono ogni tipologia di atleta, da quelli con posizioni di ranking più basse a tenniste costantemente presenti in top 30.

Fra i casi più noti, vale la pena sicuramente citare quello che ha coinvolto lo scorso agosto Elina Svitolina, una delle tenniste più influenti dell’ultimo decennio, vincitrice di 19 titoli WTA in carriera, bronzo olimpico nel 2021, semifinalista slam per quattro volte.

Svitolina, dopo aver perso ai quarti di finale del National Bank Open di Montreal, in Canada, contro Naomi Osaka, per 6-2, 6-2, ha ricevuto una serie lunghissima di insulti e minacce, ripubblicati dalla stessa Svitolina in un post sul suo account Instagram.

Si trattava di messaggi nei quali le si augurava la morte, dove le venivano indirizzati commenti anti-Ucraina coinvolgendo la guerra in corso nel suo paese di origine, in cui suo marito, il tennista Gael Monfils, veniva attaccato con epiteti razzisti.

È solo uno dei tantissimi casi, la lista sarebbe lunghissima. Per restare nei meandri del tennis italiano, già da diversi anni, ad esempio, è diventato di dominio pubblico il comportamento di “tifosi” scommettitori che invadono il torneo Challenger di Napoli esponendo alcuni giocatori a un vero e proprio abuso psicologico.

Nell’edizione 2024 a farne le spese era stato il tennista napoletano Raul Brancaccio, ricoperto di insulti per tutto il match da scommettitori che avevano puntato contro di lui nel turno di esordio contro Pierre-Hugues Herbert.

L’anno scorso, nel 2025, era successo, sempre a Napoli, a Jacopo Berrettini, disturbato durante il tie-break decisivo contro Giovanni Fonio ed emotivamente provato al termine della partita. Ma la realtà è che nei Challenger gli episodi si susseguono continuamente, a ogni latitudine.

Nel 2025, addirittura, diversi episodi si sono registrati persino agli Internazionali di Roma, uno dei tornei più importanti del circuito ATP e WTA. Gli organi di governo del tennis, dunque ITF, WTA, ATP, AELTC (Wimbledon), USTA, stanno cercando di risolvere il problema con un approccio coordinato, che metta al centro dell’opera di contrasto agli abusi da parte degli scommettitori la tecnologia.

L’idea non è soltanto quella di proteggere i giocatori e le giocatrici, chiaramente la parte più importante ed esposta, ma anche di proteggere un settore che da una parte è vitale per il circuito dal punto di vista finanziario, dall’altro include una parte, ampiamente maggioritaria, di scommettitori che nulla hanno a che vedere con questo fenomeno.

È così che è stato lanciato, ormai due anni fa, un sistema di monitoraggio chiamato “Threat Matrix”. Si tratta di un meccanismo, gestito tramite intelligenza artificiale, che monitora in tempo reale, analizzando i contenuti, tutti i messaggi di insulti e minacce che arrivano sui social dei giocatori e delle giocatrici, trasmettendo poi i casi più gravi alle autorità.

I risultati di questa iniziativa, sino ad ora, sono stati, è giusto sottolinearlo, molto limitati, con appena quindici segnalazioni di account gestiti da haters a fronte di un numero immenso di commenti negativi contro gli atleti.

C’è poi la collaborazione diretta fra il mondo del tennis e i bookmaker, con controlli sempre più duri nei confronti degli autori degli abusi e il ban perpetuo a scommettere online per quelli che vengono identificati.

C’è poi la questione sicurezza, con tenniste e tennisti che vengono sottoposti a controlli molto più attenti durante i tornei, così come c’è maggiore attenzione alla salute mentale delle atlete e degli atleti: questo genere di messaggi hanno infatti un impatto reale sullo stato emotivo e psicologico di chi scende in campo.

Nonostante questa iniziative, è evidente che quello delle minacce, degli insulti, dei messaggi d’odio lanciati contro giocatrice e giocatrici da parte dagli scommettitori, sia un problema molto serio nel tennis di oggi. Senza misure drastiche, senza un programma di contrasto profondo, si rischia di rovinare uno degli sport più seguiti e amati del pianeta.

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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