L’addio di Messina cambia la stagione e le quote dell’Olimpia Milano
Imprevista, ma nemmeno troppo, la decisione dell’ex secondo di Popovich ai San Antonio Spurs, con l’arrivo di Peppe Poeta in panchina, potrebbe cambiare da subito le prospettive di Milano, si in ottica scudetto. Vediamo come e le nuove quote sull’Olimpia.
Un fulmine a ciel….nuvoloso
Dimissioni. Una parola che non viene pronunciata molto spesso in Italia, e a maggior ragione da figure che occupano posizioni apicali. Eppure, in una sera d’inizio inverno, sono proprio dimissioni quelle che ha presentato Ettore Messina, uno dei più grandi allenatori nella storia del basket italiano (per molti il più grande) che ha deciso di chiudere la sua esperienza di coach della Pallacanestro Olimpia Milano.
Non era certo un segreto che le cose, già da tempo, non andassero benissimo dalle parti del Forum di Assago, con tensioni cresciute in maniera sempre più spropositata a partire dall’addio burrascoso fra l’Olimpia e il suo capitano, Nicolò Melli, nell’agosto 2024, proprio a causa di un rapporto non idilliaco con il coach, e seguite da una serie di risultati molto deludenti.
Su tutti, vanno almeno menzionati la rovinosa sconfitta in semifinale dei playoff scudetto nel 2024/2025 contro la Virtus Bologna, poi laureatasi campione, e il non essere riusciti per tre stagioni consecutive a raggiungere almeno i playoff di Eurolega, nonostante gli investimenti, sempre più importanti, messi sul tavolo dalla proprietà per allungare il roster.
Aggiungiamoci un inizio stagione, quello 2025/2026, partito con 4 sconfitte su 9 partite in campionato e 6 su 13 in Eurolega e la frittata è fatta. Da tempo Milano non cominciava così male in Serie A e anche per questo, per quanto clamorose, le dimissioni di Ettore Messina non arrivano del tutto a sorpresa, visto il contesto di tempesta nel quale da tempo il coach lavorava.
Va detto che coach Messina non è nuovo a scelte di questo genere. Mai esonerato in carriera, si era però già dimesso, ad esempio, da allenatore del Real Madrid, nel marzo del 2011. Lo aveva già fatto nel 2009, proprio per andare a Madrid, dimettendosi da tecnico del CSKA Mosca al termine di un percorso da quattro stagione durante le quali, fra le altre cose, aveva conquistato l’Eurolega per ben due volte.
Uno dei punti chiave dell’esperienza di Messina a Milano è legato alla sua gestione verticale, un vero e proprio “one man system” in parte geniale, ma anche molto rigido, con decisioni tutte accentrate nella mani di Messina, che al di là dei titoli, nei suoi sei anni milanesi è stato direttore sportivo, presidente, CEO, e allenatore. Infatti, come si legge nel comunicato rilasciato dall’Olimpia, Messina continuerà però nel suo ruolo dirigenziale.
Le tre sconfitte consecutive contro Trapani, Hapoel Tel Aviv e Trieste (le prime due in casa) hanno certificato i malanni di una squadra che, al netto di una situazione infortuni che a volte, sia quest’anno che nelle passate stagioni, è sembrata stare in bilico fra il grottesco e il surreale, manca evidentemente di un leader tecnico ed emotivo in campo.
Per trovare l’ultima stagione nella quale l’Olimpia Milano aveva cambiato allenatore in corsa bisogna andare indietro addirittura di quasi 15 anni. Era il gennaio del 2011 e Piero Bucchi venne esonerato dopo una rovinosa serie di sconfitte che avevano decretato l’eliminazione di Milano dall’Eurolega già alla prima fase. Al suo posto arrivò il mitico Dan Peterson, che da traghettatore chiuse il campionato al terzo posto, prima di lasciare la guida al deludentissimo biennio 2011-2013 targato Sergio Scariolo.
Oggi la situazione è senza dubbio diversa, visto che a guidare l’Olimpia Milano arriva il primo assistente di Messina, quel Peppe Poeta che era già designato allenatore in pectore in vista della prossima stagione e che l’anno scorso aveva portato Brescia alla prima finale scudetto della sua storia.
Cosa cambia per gli scommettitori
Le dimissioni di Ettore Messina da capo allenatore dell’Olimpia Milano hanno avuto qualche piccola ripercussione anche sulle quote scommesse della Serie A di basket, che già nei giorni precedenti alla rinuncia del coach, a dire il vero, avevano cominciato a mostrare qualche segno di turbolenza.
A inizio stagione l’Olimpia Milano era la favorita assoluta per lo scudetto, con quote che, controllando gli archivi di Planetwin365*, Snai e Sisal oscillavano tra 1.80 e 1.85. Era una valutazione da corazzata, con la prima inseguitrice, la Virtus Bologna, le cui quote per conquista dello Scudetto della pallacanestro maschile italiana oscillavano, sempre per gli stessi tre operatori, fra 2.50 e 3.20.
Il margine scavato da Milano era figlio, evidentemente, di un roster profondissimo e di investimenti due, tre, anche quattro volte più alti rispetto a tutte le principali competitor, a partire dalla già menzionata Bologna e giù sino a Trapani, Trento, Brescia e Venezia.
L’inizio stentato dell’Olimpia e le voci su un possibile cambio in panchina, suggellato dalle dimissioni di qualche giorno fa, hanno fatto alzare le quote Planetwin365, Snai e Sisal, che adesso vedono la conquista dello scudetto da parte di Milano fra 1.90 (Planetwin365) e 2.00 (Snai e Sisal).
Il discorso cambia radicalmente in Eurolega. Qui Milano era già considerata un’outsider, con quote che andavano dai 25.00 ai 40.00 e che sono rimaste fondamentalmente stabili. L’inizio della stagione europea ha infatti consolidato la tendenza, con una serie di sconfitte di misura che ne hanno esposto i limiti caratteriali.
Insomma, se per la Serie A la logica, al di là del percorso accidentato in regular season, dice che Milano è ancora la favorita naturale per la vittoria finale, per l’Eurolega le prospettive di playoff sono ancora apertissima (mancano ben 27 giornate), ma passano da un decisivo cambio di rotta nei momenti delicati del match.
Forse proprio questo ha portato alla rottura fra Messina e l’ambiente. Un coach di basket, diversamente, per esempio, da un allenatore di calcio, durante un match prende centinaia di microdecisioni molto concrete, sia sui giochi d’attacco che su quelli di difesa.
I risultati di questo inizio 2025/2026, le tante sconfitte sul filo del rasoio, dicono proprio queste scelte tecniche, molto spesso, non hanno portato i risultati sperati, o almeno non sono state ben accolte dal gruppo. Un cambio, allora, potrebbe essere forse la mossa giusta.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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