Italia-Irlanda del Nord: analisi e insidie del playoff Mondiale

Per evitare di saltare per la terza volta consecutiva l’appuntamento con la Coppa del Mondo di calcio, l’Italia dovrà innanzitutto sconfiggere la Green and White Army di Michael O’Neill. Ecco tutti i segreti dell’Irlanda del Nord e il nostro pronostico.

Duri a morire, l’analisi dell’Irlanda del Nord

Di tutte le squadre partecipanti a questo doppio turno di playoff Mondiali, soltanto due hanno un ranking FIFA più basso dell’Irlanda del Nord. La prima è la Bosnia, in posizione 71, una squadra che peraltro, eventualmente, potremmo trovare nella finale di questo minitorneo per andare alla Coppa del Mondo. La seconda è il Kosovo, in posizione 80.

L’Irlanda del Nord è al numero 60 della classifica e a questo primo spareggio ci arriva grazie a un regolamento un po’ strambo, che garantisce il playoff alle squadre che hanno ben figurato nella Nations League 2024-2026, secondo un criterio davvero particolare.

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La qualificazione dell’Italia ai Mondiali passa per l’Irlanda del Nord

La Nations League, come sappiamo, funziona infatti per categorie, e l’Irlanda del Nord è nella terza serie, la C, della competizione. Questo però non conta, dal momento che l’Irlanda del Nord il suo gruppo di Nations League, contro Bulgaria, Bielorussia e Lussemburgo, lo ha vinto, e dal momento che tutte le squadre che avrebbero avuto un diritto prioritario, si sono già qualificate, ecco arrivare dal cielo questa incredibile possibilità.

La premessa, evidentemente, serve a chiarire un punto fondamentale: l’Italia, sulla carta, è infinitamente più forte dell’Irlanda del Nord. Sarebbe però un grande errore, e vedremo adesso perché, sottovalutare le caratteristiche di una squadra che nell’ultimo biennio ha messo in difficoltà più di una nazionale di alto livello.

L’ultima in ordine di tempo è la Germania di Julian Nagelsmann, che si è trovato di fronte gli irlandesi del Nord nel girone di qualificazione mondiale. Lo scorso ottobre i tedeschi sono riusciti a passare soltanto grazie a uno striminzito 1-0, arrivato con un colpo di testa da calcio d’angolo di Woltemade, soffrendo poi fino al novantesimo il gioco aggressivo e fisico degli irlandesi: è stata l’unica sconfitta subita dalla squadra di O’Neill in casa nel girone.

La partita che si giocherà giovedì 26 marzo alle 20.45, a Bergamo, e non sarà, per l’Italia, una passeggiata. L’Irlanda del Nord, infatti, ha dimostrato di essere una squadra molto, molto competitiva, alla quale può essere davvero difficile segnare. Per una formazione, quella italiana, che a volte si perde in andamenti sotto ritmo, l’intensità nord-irlandese potrebbe trasformarsi una trappola perfetta.

Dal punto di vista tattico, sarebbe un grande errore pensare che l’Irlanda del Nord arriverà alla New Balance Arena per mettere il bus davanti alla porta. Se è vero che certamente il possesso palla sarà nei piedi degli Azzurri, dall’altra parte è lecito aspettarsi una squadra nord-irlandese con un blocco medio, che si difenderà con estrema organizzazione e che bisognerà superare per tecnica.

L’episodio, insomma, difficilmente sarà determinante contro una nazionale iperfisica, stressante sulle seconde palle, che lancia rapidamente sulle corsie laterali per ribaltare il gioco dopo aver recuperato il pallone. Sarà decisivo, in questo contesto da battaglia campale che l’Irlanda del Nord cercherà di apparecchiare, non concedere troppi calci da fermo e accettare con forza la battaglia sulle palle vaganti.

Senza dimenticare un elemento fondamentale: per l’Irlanda del Nord, che ai Mondiali c’è andata soltanto tre volte, l’ultima nel 1986, questa è un’occasione storica dopo la “disfatta di Belfast, e da settimane nella capitale e dintorni sta montando una retorica che punta tutto sul cogliere una chance irripetibile.

Vedremo anche quale sarà l’effetto dello stadio di Bergamo sugli Azzurri, una scelta voluta fortemente da Gattuso, che ha preteso uno stadio nel quale l’Italia fosse ancora imbattuta e, questo lo supponiamo noi, scaramanticamente potrebbe aver pensato di voler ritornare lì dove, nel settembre del 2025, aveva esordito sulla panchina dell’Italia con un rotondo 5-0 all’Estonia.

Italia-Irlanda del Nord, il pronostico

Dal punto di vista individuale, l’Irlanda del Nord non brilla per talenti cristallini. Dietro il perno è il ventiquattrenne Trail Hume, difensore centrale del Sunderland, giocatore non trascendentale ma molto solido, che dovrebbe avere ai suoi lati l’esperto McNair, trentenne dell’Hull City con un passato (ormai quasi remoto) al Manchester United.

Quasi certamente, invece, non sarà della partita Daniel Ballard, compagno di squadra e reparto di Hume al Sunderland, infortunatosi però nel match di Premier League giocato il 14 marzo contro il Brighton: al suo posto si scalda Ruairi McConville, ventenne del Norwich City che sta vivendo un’ottima stagione.

Per l’Italia l’infortunio di Ballard potrebbe essere di aiuto, in un reparto, la difesa, che da gennaio deve fare a meno anche di Conor Bradley, il centrale del Liverpool e capitano nord-irlandese, infortunatosi al ginocchio. A centrocampo occhio a Justin Devenny, ventiduenne ala del Crystal Palace che in nazionale gioca a tutta fascia sull’out di sinistra.

Davanti è difficile ipotizzare chi giocherà da titolare, anche se coach O’Neill nelle ultime uscite ha dato molta fiducia a Jamie Reid, trentunenne attaccante dello Stevenage, terza serie inglese: decisamente non un giocatore trascendentale.

Per i bookmaker il pronostico dice chiaramente Italia. SNAI quota il passaggio del turno degli azzurri a 1.12*, contro il 6.00 dell’Irlanda del Nord. Leggermente più pessimiste le quote di Eurobet: 1.13 per l’Italia, 5.50 per l’Irlanda del Nord. Segue il trend Marathonbet che quota l’Italia in finale a 1.14, con l’Irlanda del Nord a 5.60.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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