Brasile favorito ai Mondiali 2026: perché può puntare al titolo
Carlo Ancelotti è arrivato alla guida della squadra brasiliano a maggio 2025 e su di lui ricadono gran parte delle speranze dei Pentacampeões di tornare a vincere i mondiali. Ecco quali sono le prospettive.
Brasile ai Mondiali, ritornare grandi
A Pasadena, il 17 luglio del 1994, Romario, Branco e Dunga segnano i loro calci di rigore, dopo il primo errore di Marcio Santos. Dall’altra parte, Baresi, Massaro e Roberto Baggio falliscono i loro tre penalty e così, dopo una partita fiacca, priva di emozioni, la nazionale brasiliana di calcio vince i Mondiali di USA 1994.
È una liberazione per la squadra verdeoro, che a quel torneo non ci era arrivata da grande favorita e che torna sul tetto del mondo a 24 anni di distanza dall’ultima volta: tanto era passato dal precedente successo brasiliano, che era arrivato a Messico 1970, un 4 a 1 contro l’Italia in uno stadio Azteca gremito da quasi 110.000 spettatori.
È un elemento storico importante, questo che abbiamo appena citato, e lo è perché anche i mondiali del 2026 arrivano a 24 anni di distanza dall’ultima vittoria in Coppa del Mondo della squadra verdeoro, esattamente come nella vittoria del 1994. E si terranno, precisamente, negli USA, proprio come nel 1994.
Anche a questa cabala si attacca l’appassionata torcida brasileira, che spera di assistere a un torneo dove il Brasile torni a essere protagonista. Nelle ultime cinque edizioni, infatti, non soltanto la squadra verdeoro non è riuscita a imporsi, ma si è anche resa protagonista di tornei in sordina, uscendo sempre ai quarti tranne che nel 2014, quando venne ridicolizzata 7 a 1 dalla Germania nel mondiale di casa, allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro.
Per far tornare il Brasile sul trono di squadra più forte del pianeta è stato chiamato in panchina Carlo Ancelotti, che da tempo la federazione brasiliana rincorreva e il cui contratto è stato rinnovato sino alla Coppa del Mondo del 2030 proprio in questi giorni. Don Carlo, l’allenatore più vincente nella storia del calcio, ha infatti costruito negli anni un grandissimo rapporto con i calciatori brasiliani delle sue squadra.
In generale, Ancelotti ha portato avanti un’idea di calcio moderna, che oltre a un approccio squisitamente tecnico-tattico mette in primo piano la gestione umana del gruppo, un elemento considerato decisivo per plasmare un collettivo, quello brasiliano, che non ha mai peccato in quanto a individualità, ma al quale negli anni è sempre mancata una leadership chiara.
Ancelotti è ripartito proprio da questo, dalla costruzione di un gruppo con una serie di giocatori carismatici, in grado di interpretare senza inutili tensioni il ruolo di leader di questa squadra. È così che Alisson, Casemiro, Marquinhos, Vinicius, Raphinha, sono diventati nel corso dei primi mesi la spina dorsale del Brasile ancelottiano, che ha però dovuto rinunciare a due suoi fedelissimi.
Militao, Estevao, Rodrygo Goes, tutti fuori per infortunio, non riusciranno a recuperare in tempo e le loro defezioni privano la nazionale brasiliana di due alternative molto importanti. Dall’altra parte, Ancelotti può però contare su una lista di talenti impressionante, che include, fra gli altri, il centrale dell’Arsenal Gabriel, l’atalantino Ederson, l’attaccante del Manchester United, Cunha.
Sinora Ancelotti ha dato la sensazione di voler schierare il Brasile con un 4-3-3 molto fluido, mentre sul fronte dei convocati ha recentemente dichiarato di avere un’idea molto chiara dei calciatori che faranno parte della rosa mondiale, con 24 dei 26 nomi già decisi.
Un girone da non sottovalutare
Diciamolo subito: il Brasile non ha avuto il sorteggio più facile fra tutti quelli possibili, quando si parla dei gruppi ai mondiali di USA 2026. La squadra di Ancelotti ha infatti pescato due squadre che davvero non si possono sottovalutare, cioè a dire Marocco e Scozia, più Haiti, che sarà alla sua seconda partecipazione dopo la qualificazione del 1974.
Se la partita contro Haiti (il 19 giugno, la seconda del girone) sulla carta non dovrebbe riservare sorprese (la squadra caraibica sembra davvero poca cosa), molto diverse saranno le sfide contro i Leoni dell’Atlante e il Tartan Army. L’esordio del Brasile, il 13 giugno contro il Marocco, sarà già un banco di prova importante contro una squadra che all’ultimo mondiale si è spinta sino alla semifinale.
La squadra marocchina più forte di sempre costituirà da subito un banco di prova importante per le ambizioni di Marquinhos e compagni, che con una vittoria solida sgombrerebbero il campo da tutte le incognite, mentre in caso di sconfitta (un’eventualità che contro questo Marocco va presa in considerazione) potrebbero mettersi subito addosso un’enorme pressione.
Non si può sottovalutare nemmeno il match finale contro la Scozia, una squadra coriacea, che in rosa ha moltissimi giocatori di qualità, da McTominay a Robertson, fino al talentino offensivo Conway. Per il Brasile, arrivare a questa partita con la qualificazione ancora in bilico sarebbe rischiosissimo.
C’è poi un’altra cosa da considerare. Il gruppo C, nel quale è inserito il Brasile, è accoppiato con il gruppo F per i sedicesimi di finale. Ciò significa che arrivare al secondo posto potrebbe significare, per i verdeoro, andare a scontrarsi subito contro i Paesi Bassi, qualora la nazionale Orange dovesse rispettare il pronostico e chiudere al primo posto nel suo gruppo.
Per le scommesse sui Mondiali, Eurobet quota il Brasile come primo classificato del girone C a 1.17*, davanti al Marocco, a 6.00, e alla Scozia, a 13.00. Per Sisal, invece, il Brasile è dato primo nel gruppo C a 1.20, con il Marocco più vicino, a 4.00, e la Scozia più lontana, a 20.00. Anche MarathonBet vede i verdeoro favoritissimi per la testa del gruppo, con quota di 1.13, dietro il Marocco a 7.00, quindi la Scozia a 13.00.
Per la vittoria finale il Brasile è considerato da Eurobet la terza pretendente, quotata a 8.50, dietro la Francia e la Spagna, entrambe date a 6.00, insieme all’Inghilterra, 8.50, e davanti ad Argentina, 9.50, Portogallo, 12.00, e Germania, 17.00.
Per Sisal, invece, oltre a Francia e Spagna, quotate come prossime possibili campioni del mondo a 6.00, anche l’Inghilterra è davanti al Brasile, quotata a 7.50, con la squadra di Ancelotti a 9.00, esattamente come l’Argentina campione in carica, con il Portogallo dietro, a 12.00.
Quasi identiche le quote di MarathonBet: Francia e Spagna vincenti a 6.00, Inghilterra a 7.50, Brasile e Argentina a 9.00, quindi il Portogallo, l’unica differenza: in questo caso la vittoria dei portoghesi ai mondiali è quotata a 12.00.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

Bayern Monaco-Stoccarda: quote e pronostico finale DFB-Pokal 2026
Playoff Serie A basket 2025-26, le quote: lotta Milano-Bologna
Finale Coppa di Francia Lens-Nizza: quote e analisi del match
Finale FA Cup 2026 quote: Manchester City favorito sul Chelsea