Guida a Bosnia-Italia: Dzeko, pressing, campo e i segreti dell’avversaria

Per il CT Gattuso sarà un“Everest da scalare”, una definizione forse esagerata per una squadra che occupa il posto numero 71 del ranking UEFA. Qualche insidia, però, c’è davvero: ecco i segreti della nazionale bosniaca.

Come gioca la Bosnia: rilanci lunghi, dribbling e Dzeko

La Bosnia, a guardare la classifica UEFA, è addirittura 11 posizioni dietro l’Irlanda del Nord, appena battuta, agevolmente, anche se con una prestazione mediocre, dall’Italia di Donnarumma e compagni. E allora è inevitabile chiedersi come mai, alla vigilia del match che manderà alla Coppa del Mondo di USA 2026 una fra Bosnia e Italia, gli azzurri abbiano così tanto timore di questa squadra.

Innanzitutto, c’è l’inevitabile fattore emotivo. Si è visto anche a Bergamo, nella semifinale contro gli irlandesi del Nord. L’Italia, nel primo tempo, è apparsa una squadra terrorizzata, con il pallone che, fra i piedi dei giocatori azzurri, sembrava essersi trasformato in una palla medica e ogni singola giocata guidata da un’unica intenzione: evitare qualsiasi rischio.

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Bosnia, tutti i pericoli per l’Italia di Gattuso

In questo quadro di paura generalizzata persino un avversario evidentemente modesto come la Bosnia viene in questi giorni descritto come una sorta di corazzata bestiale, fra articoli di giornale che ne sottolineano sino allo stremo i punti forti e l’esaltazione generalizzata dei talenti individuali su cui può contare il commissario tecnico bosniaco, Barbarez.

La verità, ovviamente, è molto più bilanciata, e parla di una squadra, la Bosnia, sicuramente interessante (altrimenti non sarebbe arrivata sino a questo punto), ma di gran lunga inferiore a quella italiana sia per talento che per organizzazione.

La Bosnia sino ad oggi si è schierata, quasi sempre, con un 4-4-2 molto solido, dove a fare la differenza, anche analizzando la recente sfida vinta contro il Galles, (che giocava in casa ed era, a ragione, considerata una nazionale molto più forte e pericolosa di quella bosniaca), sono stati alcune prestazioni singole, unite a delle caratteristiche tecnico-tattiche molto spiccate.

Il punto di riferimento, è quasi banale indicarlo, è Edin Dzeko, un attaccante che, anche a 41 anni, ha pochi eguali al mondo quando si tratta di giocare spalle alle porta. La Bosnia lo cerca costantemente, in qualsiasi zona del campo, con il compito di far salire la squadra e operare con dei compiti da regista ombra, orientando le corse negli spazi dei compagni.

Sarebbe però un grande errore limitare l’analisi dei pericoli offensivi che possono arrivare dalla Bosnia all’esperienza di Dzeko. Il suo compagno di reparto infatti, Demirovic, è senza dubbio un calciatore di eccezionale qualità, un attaccante completo che ama essere lanciato in profondità e che è in grado di proporre movimenti fra le linee spesso difficili da leggere.

Ancora, ci sarà da tenere in considerazione la facilità con la quale la Bosnia ha dimostrato di saper difendere in avanti, un’attitudine legata a un fatto molto preciso: diversi giocatori dell’undici titolare della selezione bosniaca provengono dalla scuola Red Bull (Kolasinac, Dedić, Alajbegović, Demirović) e sono dunque abituati a ritmi arrembanti e stili tattici molto spregiudicati.

C’è poi un altro elemento “generico” che dovrà essere tenuto in grande considerazione dall’Italia, nell’approccio tattico a questa partita: la presenza nella rosa della Bosnia di almeno tre giocatori che amano saltare l’uomo, una qualità che latita invece in questa Italia costruita da Gennaro Gattuso.

Bajraktarević e Alajbegović, oggi rispettivamente al PSV Eindhoven e all’RB Salzburg (ma su Alajbegovic c’è un diritto di recompra del Bayer Leverkusen, dove rientrerĂ , giĂ  annunciato, il prossimo anno), sono due esterni offensivi molto creativi, talentuosi e che, in campo aperto, possono fare molto male, così come Dedic, ala a tutto campo del Benfica che salta l’uomo con estrema facilitĂ .

Tutto questo per dire che se dovessimo perdere palla in zone del campo pericolose la Bosnia potrebbe arrivare nei pressi di Donnarumma con le capacità di far male, non come successo con l’Irlanda del Nord, incapace per limiti tecnici e di esecuzione di capitalizzare le transizione, interessanti, costruite nel primo tempo.

A cosa bisogna fare piĂą attenzione

In questi giorni di preparazione al match si è parlato molto dello stadio di Zenica, ma forse per le ragioni sbagliate. L’impianto nel quale si giocherà, da 15.000 posti, dovrebbe infatti accogliere non più di 10.000 persone a causa di una precedente squalifica UEFA e inoltre, pare lapalissiano, ovunque si fosse andati a giocare si sarebbe trovato un clima incandescente.

Piuttosto, ciò che dovrebbe preoccupare gli Azzurri sono le condizioni in cui troveranno il manto erboso dello stadio Bilino Polje. Già in una situazione meteorologica perfette, infatti, quello bosniaco non è esattamente un campo in grandi condizioni, con molte buchi e salti del pallone.

C’è da credere, quindi, che nel contesto della sfida fra Bosnia e Italia di martedì sera, dopo giorni di neve e con una temperatura di 3 gradi, il controllo del pallone sarà ancora più difficile, il che non faciliterà, questo è certo, l’insistita e piatta circolazione difensiva del pallone che gli Azzurri hanno fatto vedere giovedì scorso a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, con decine di passaggi senza pressione fra Mancini, Calafiori, Bastoni e Locatelli.

Le buone notizie sono però almeno due. La prima è legata proprio all’ambiente. Non è detto che, in un momento storico come quello attuale, giocare in casa avrebbe aiutato gli Azzurri, che hanno addosso una pressione gigantesca. Giocare il match in trasferta, con una tifoseria infuocata contro, potrebbe aiutare a togliersi di dosso un po’ di paura, a dimenticarsi dell’obiettivo finale per concentrarsi invece, più prosaicamente, sulla difficoltà del presente.

La seconda è che la Bosnia, anche per rispondere alle sollecitazioni del pubblico, potrebbe approcciare una partita sin troppo disinvolta, prendendosi molti rischi ed esponendosi alle ripartenze, quindi costruendo un contesto tattico molto diverso da quello visto nel match fra Italia e Irlanda del Nord, con i britannici che avevano parcheggiato il bus davanti alla porta sperando in qualche calcio piazzato o in un episodio.

Se vediamo le quote di Bosnia-Italia, per i bookmakers, la partita ha un favorito chiaro. Per Sisal* l’esito finale, dopo 90 minuti, vede la Bosnia vincente a 7.00, il pareggio a 4.00 e il successo azzurro a 1.52. Chiarissima la situazione anche per AdmiralBet: 6.30 Bosnia, 3.90 per il pareggio, 1.55 Italia. Ancora più difficile la vittoria bosniaca per GoldBet, che quota la Bosnia vincente a 7.15, il pareggio a 3.80 e l’Italia vittoriosa a 1.53.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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