Draft NFL 2026: com’è andata e le prospettive per la stagione

Per il secondo anno consecutivo sono stati i wide receiver i giocatori più selezionati della “lottery”, un segnale chiaro: la ricezione è sempre più decisiva in questo sport. Ecco a quali squadre è andata meglio nei Draft NFL 2026.

Scelte decisive

Il primo draft nella storia della NFL avvenne il lontano 8 febbraio del 1936 all’Hotel Ritz di Philadelphia. All’epoca i nomi di 90 giocatori, poco conosciuti dalle franchigie dell’epoca, vennero scritti su una lavagna e a turno le squadre li scelsero.

Un sistema, insomma, non tanto diverso da quello odierno, ma con un particolare decisivo da sottolineare: i contratti con gli atleti si negoziavano dopo la scelta e non sempre le trattative andavano in porto, nel qual caso, i giocatori venivano inseriti in una lista di riserva e tornavano disponibili per essere scelti da un’altra squadra.

Giocatore di football, logo Draft NFL

Draft NFL, i verdetti

Il Draft NFL 2026 funziona in maniera decisamente più avanzata rispetto a quello di 90 anni fa, soprattutto perché oggi le franchigie arrivano a scegliere i loro rookie dopo mesi, se non anni, di osservazione, e con un’enorme quantità di dati e analisi a disposizione al momento della selezione.

L’unico criterio “reale” per la selezione dei giocatori è che siano passati almeno tre anni dalla fine della “high school” al momento nel quale sono scelti, con la grandissima maggioranza di scelte che arriva dal football universitario USA.

Nel Draft NFL 2026 soltanto un atleta scelto è arrivato dal cosiddetto IPP (Internation Player Pathway). Si tratta di Uar Bernard, scelto con il numero 251 dai Philadelphia Eagles al settimo giro e diventato da subito un caso molto interessante rispetto alle logiche con le quali le squadre effettuano le scelte dal draft.

Nigeriano, 21 anni, Bernard, parte del progetto NFL Africa Camp, di fatto non ha mai realmente giocato a football americano, ma è stato scelto sulla base di una serie di test atletici devastanti che, sulla carta, lo rendono un prospetto interessante.

Bernard, diventato il primo africano ad arrivare in NFL senza passare dal football universitario, ha impressionato gli scout durante l’International Player Pathway Pro Day, dove ha mostrato misure da urlo: 1 metro e 93 centimetri per 139 chili di peso con solo il 6% del grasso corporeo.

Inoltre, Bernard ha corso i 40 yard (37 metri) in 4.60 secondi, ha saltato oltre 1 metro nel salto verticale e oltre 3 metri nel salto in lungo, ottenendo uno score perfetto, 10 (il massimo), nel Relative Athletic Score, una metrica di valutazione utilizzata nel football americano per misurare l’atletismo di un giocatore, confrontando i suoi risultati ai test fisici con quelli storici dei pari ruolo dal 1987 a oggi.

Bernard a parte, la scena se l’è presa, chiaramente, Fernando Mendoza, quarterback che i Las Vegas Raiders hanno prelevato dagli Indiana Hoosers, una squadra di football NCAA che non aveva una prima scelta al draft addirittura dal 1994.

La chiamata dei Raiders era chiara già da settimane, con la squadra del Nevada che aveva disperato bisogno di aggiungere al suo roster un quarterback di primo livello. Nelle ultime due stagioni, infatti, Las Vegas si è classificata al trentesimo posto nel QBR ranking, la metrica che valuta le prestazione dei quarterback, alternando cinque giocatori nel ruolo e risultando fra le cinque peggiori squadre del torneo per metri conquistati per lancio.

La situazione, sulla carta, dovrebbe cambiare radicalmente con l’arrivo di Mendoza, un grandissimo prospetto, che nel 2025 ha confermato il suo percorso di crescita mandando in touchdown i compagni per 41 volte, vincendo l’Heisman Trophy come miglior giocatore NCAA (primo nella storia degli Hooters) e guidando Indiana alla vittoria del titolo nazionale per la prima volta nella sua storia.

Mendoza, nato a Boston da una famiglia di origine cubana, è molto preciso nel posizionamento della palla e ha nel braccio una vastissima gamma di lanci, con una percentuale di errori minima, intorno al 7%, che fa pensare l’attacco dei Raiders potrebbe garantirsi un miglioramento istantaneo grazie alla sua presenza in campo.

Chi ha fatto meglio

Al di là della prima scelta, i commentatori statunitensi sono stati abbastanza d’accordo nell’individuare la franchigia regina del Draft NFL 2026: si tratta dei Cleveland Browns, che dopo due anni senza postseason hanno ricostruito e potrebbero adesso essere pronti a tornare estremamente competitivi.

La franchigia dell’Ohio ha infatti portato a casa due cosiddetti Left Tackle, cioè a dire i giocatori che proteggono il lato debole del quarterback bloccando i difensori avversari mentre cerca il lancio. Con l’arrivo di Spencer Fano, classe 2004 preso da Utah con la scelta numero 9, i Browns prendono un prospetto di primissimo piano nel ruolo.

1 metro e 96 per 141 chili, Fano potrebbe diventare un vero e proprio game changer per la franchigia e in coppia con Austin Barber, solido offensive tackler di Florida, preso al terzo giro, scelta numero 86, dai Los Angeles Chargers e girato ai Brown in cambio di un quarto, un quinto e un sesto “pick”, dovrebbe aggiungere grande profondità al pacchetto di Cleveland nel ruolo.

In merito alle scommesse sul football americano, le scelte al draft NFL 2026 hanno dato ai bookmakers la possibilità di lanciare già adesso le quote per la vittoria del prossimo Super Bowl, in programma 15 febbraio 2027, con la stagione che prenderà il via a settembre 2026. Per SNAI la franchigia favorita è quella dei Los Angeles Rams, quotata vincente a 7.50 e seguita da Baltimore Ravens, Seattle Seahawks e Buffalo Bills, tutte quotate a 9.00.

Diversa l’opinione dei bookmakers di Planetwin365, che vede favoriti i Seattle Seahawks, quotati a 9.00, quindi LA Rams a 10.00 e dietro i Buffalo Bills a 12.00 e quindi i Baltimore Ravens a 13.00 e i Green Bay Packers a 14.00.

Anche per Eurobet, invece, la squadra favorita è quella dei Rams, quotati vincenti al Superbowl 2026 a 8.50, seguiti da Seattle a 10.00, quindi da Ravens e Buffalo Bills a 11.00 e con i Kansas City Chiefs a 16.00. C’è da studiare insomma, ricordando che il Superbowl 2025 se lo sono aggiudicati i Seattle Seahawks, vittoriosi sui New England Patriots per 29 a 13.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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