I più grandi comeback sportivi della storia: da Serena Williams a Jordan
C’è una cosa che accomuna tutte le discipline sportive, dal calcio al nuoto, dalla pallacanestro all’atletica leggera, ed è la capacità di emozionare tramite attimi che sembrano impossibili. Riviviamo alcuni dei comeback più memorabili.
Serena Williams, il ritorno a 44 anni
The Queen, una delle migliori tenniste di tutti i tempi, forse la migliore di sempre, è tornata. Non si sa bene ancora per quanto, ma a 44 anni Serena Williams ha deciso di tornare sui suoi passi e di riprendere la racchetta in mano, per la prima volta dopo il suo ritiro, che era arrivato nel settembre 2022, agli US Open, con una sconfitta al terzo turno per mano di Ajla Tomljanović.
Il suo ritorno, decisamente una sorpresa, non è andato alla grande, con una sconfitta al primo turno contro l’australiana Maya Joint, numero 50 del ranking WTA. Nonostante questo, è stata enorme l’emozione di ritrovare sull’erba di Wimbledon un’atleta semplicemente straordinaria, capace di vincere 73 tornei in carriera (di cui 23 Slam): un esempio di classe, talento e forza.
Per questo motivo, il rientro alle competizioni ufficiali di Serena Williams, peraltro dopo uno stop, lunghissimo, di quattro anni, verrà ricordato, per la portata storica e sportiva dell’atleta, come uno dei più mitici di sempre, in attesa di capire come, nei prossimi mesi, la Williams deciderà proseguire.
Pare infatti, che Serena voglia arrivare almeno agli US Open, prima di decidere se questo rientro sarà stato una semplice parentesi o il preambolo a un’ultima stagione di vero tennis, nel 2027. Per questo, pare che The Queen giocherà, in preparazione allo Slam statunitense, anche Cincinnati e Toronto, anche se non è chiaro se in singolare, in doppio o in entrambi i tabelloni.
Il suo comeback ha fatto venire in mente a molti quello della sciatrice Lindsay Vonn, forse il ritorno più incredibile nella storia dello sport. La sciatrice statunitense si era ritirata nel 2019, arrendendosi ai dolori tremendi di un ginocchio, il destro, completamente devastato dopo una carriera costellata di grandi successi (tra cui un oro olimpico e due mondiali) ma anche da tantissimi infortuni.
Alla fine del 2024, cinque anni dopo essersi ritirata, Vonn dichiara al mondo intero di voler tornare a sciare, anche perché il dolore al ginocchio, che l’ha sempre tormentata, non c’è più, grazie a un intervento chirurgico nel quale è stato completamente ricostruito.
Sembra una pazzia, ma Vonn sorprende tutti e prima, nel marzo del 2025, arriva seconda nel Super-G di Sun Valley e poi, il 12 dicembre dello stesso anno, vince la discesa libera di St. Moritz, a 41 anni diventando l’atleta più anziana di sempre a vincere una gara ufficiale nella specialità.
L’obiettivo, dichiarato, sono le Olimpiadi di Milano-Cortina, alle quali Vonn arriva in ottima forma. Purtroppo, però, la favola non ha un lieto fine. L’americana infatti prima si rompe il crociato alla fine di gennaio, nella gara di Coppa del Mondo, poi, dopo aver annunciato che gareggerà lo stesso ai Giochi, cade rovinosamente, l’8 febbraio, nella discesa libera di Cortina.
Viene trasportata in elicottero all’ospedale di Treviso, per una serie di operazioni per ricostruire le fratture complesse della tibia, della testa del perone e del piatto tibiale. La cosa più incredibile è che, dopo mesi in sedia a rotelle, Vonn è ora di nuovo in piedi e non ha escluso quello che sarebbe un ennesimo, folle ritorno.
Il comeback di Jordan e i debiti di Cruijff
Quando si parla di “comeback” mitici uno non si può certo prescindere dal citare il ritorno di uno degli sportivi più grandi di sempre: Michael Jordan. MJ si ritirò, per poi tornare, addirittura due volte. La prima nel 1993, ad appena 30 anni quando, dopo la morte di suo padre, ucciso da due malviventi, decise di chiudere con la pallacanestro.
Due anni dopo, nel 1995, a seguito di un improbabile tentativo di lanciarsi nel mondo del baseball professionistico nelle fila dei Birmingham Barons, squadra satellite dei Chicago White Sox, decide di tornare ai Chicago Bulls e vince, per la seconda volta, un cosiddetto threepeat, aggiudicandosi i titoli ’96, ’97 e ’98 della NBA.
Si ritira di nuovo, nel 1999, salvo poi rientrare una seconda volta, nel 2001, a 38 anni, ai Washington Wizards, dove resta per un biennio, durante il quale viaggia a una media di 21 punti a partita, giocando l’intera regular season, ma mancando i playoff.
Più interessante, per i dettagli di contorno, fu invece il ritorno al calcio giocato del mitico Johan Cruijff, uno dei più grandi calciatori di sempre. Ritiratosi ad appena 31 anni dopo una stagione difficile al Barcellona, Cruijff infatti affidò, a fine carriera, gran parte dei suoi risparmi all’imprenditore francese Michel Basilevitch, con il quale fondò una società chiamata Grupeco Holding, che investì in diverse attività, tra cui un allevamento di suini.
Nel giro di poco, l’investimento, e soprattutto la fiducia riposta in Basilevitch, si rivelarono fatali. Emerse rapidamente che la società e Cruijff erano sommersi dai debiti, e tutti i progetti finanziari erano ormai andati incontro a un tracollo totale.
L’olandese fu così costretto a riprendere a giocare per ripianare i debiti, ed è per questo che si trasferì negli Stati Uniti, giocando due stagioni a Washington, una a Los Angeles, con un prestito in Spagna, al Levante, e poi ancora due anni all’Ajax e uno al Feyenoord, con tre vittorie consecutive della Eredivisie. Insomma, una storia davvero alla Cruijff.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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