Sei Nazioni 2021: Francia favorita per la vittoria del torneo

Dopo la seconda giornata del torneo, il Sei Nazioni 2021 di rugby ha già fatto capire le squadre da battere. La Francia sembra essere un passo avanti, ma occhio all’Inghilterra, tornata a ruggire dopo la sconfitta nel primo turno. Male l’Italia, giunta sabato scorso proprio contro gli inglesi al suo 29′ ko consecutivo.

Francia e Inghilterra avanti, ma occhio al Galles

Il logo del Sei Nazioni e giocatori di rugby in azione

Quasi a metà strada, l’edizione 2021 del Sei Nazioni: facciamo un primo bilancio.

Dopo le prime due giornate, il Sei Nazioni 2021 non è ancora in grado di emettere naturalmente i verdetti decisivi, ma ci ha già dato modo di capire quali sono le squadre che sembrano destinate a contendersi fino all’ultimo la vittoria del trofeo.

Su tutte, è la Francia la squadra che ha più impressionato. I galletti si sono infatti, ahimé, sbarazzati dell’Italia nella prima giornata, battendoci 50-10 allo Stadio Olimpico, per poi superare una settimana più tardi, in una partita decisamente più tirata, l’Irlanda a Dublino (13-15). I transalpini sono primi in classifica con 9 punti: il 27 febbraio affronteranno in casa la Scozia (attualmente a quota 5 punti). William Hill quota la vittoria francese del torneo molto bassa, addirittura a 1.53.

In testa alla classifica del Sei Nazioni c’è anche il Galles, anch’esso a quota 9 punti, frutto di una vittoria per 21-16 all’esordio, anche in questo caso sull’Irlanda, poi bissata lo scorso weekend da un entusiasmante successo di misura (24-25) a Edimburgo contro la Scozia. Forse proprio per non aver (ancora) mostrato un tipo di gioco dominante, i bookmaker sono molto più scettici sulla possibilità di successo finale dei gallesi: William Hill la quota infatti solo a 6.50.

Molto più quotata è invece l’Inghilterra: gli attuali campioni in carica sono infatti dati da William Hill a 4.50, nonostante in classifica siano un po’ indietro, con soli 6 punti, frutto della clamorosa sconfitta patita in casa all’esordio contro la Scozia (6-11), poi rimediata la settimana successiva, nella fantastica cornice dell’impianto di Twickenham, contro gli Azzurri (asfaltati 41-18).

Italia: missione impossibile, evitare il Whitewash

La Nazionale azzurra di rugby è da qualche anno presenza fissa del Sei Nazioni. La cosa sta cominciando a scatenare qualche malumore, tra le altre partecipanti al torneo, visto il non eccelso livello, purtroppo, della nostra compagine. Molte squadre hanno infatti più o meno velatamente chiesto, se non proprio l’estromissione della nostra nazionale, quanto meno l’introduzione di un meccanismo di retrocessioni e promozioni: si vedrà cosa deciderà la federazione internazionale.

In effetti, va detto che l’Italrugby, nonostante un innegabile impegno, non riesce proprio a essere competitivo. Sabato scorso, il 41-18 contro l’Inghilterra è stato addirittura il 29′ ko consecutivo nel Sei Nazioni, competizione in cui la nostra ultima vittoria risale al 2015.

In classifica, la nostra nazionale è ultimissima, con 0 punti in saccoccia e una tremenda differenza punti di -63. Se l’ennesima assegnazione del Cucchiaio di Legno destinato a chi conclude all’ultimo posto il Sei Nazioni non sembra essere in discussione, l’obiettivo di Garbisi, Ioane, Negri e degli altri ragazzi guidati da coach Franco Smith è quello di evitare il cosiddetto Whitewash, ovvero di incappare solamente in sconfitte, un poco onorevole ruolino di marcia che già nel 2020 l’Italia ha conseguito.

Per una Nazionale infarcita di giocatori giovani e con la volontà di gettare le basi per i prossimi anni, non sarà un’impresa facile: serve crederci e dare fiducia al progetto, confidando naturalmente che le grandi potenze del rugby europeo, nel frattempo, non si stufino di averci vicino e non ci caccino fuori da un torneo prestigioso come il Sei Nazioni.

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Il logo del Sei Nazioni e giocatori di rugby in azione

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