Sara Gama, stella del calcio femminile, vince il premio L’Altropallone

Lo scorso 5 febbraio Sara Gama, fortissima calciatrice, difensore e capitano della Juventus e della Nazionale italiana, ha ricevuto il premio L’Altropallone, riconoscimento che da vent’anni premia chi, nello sport ma non solo, si impegna in gesti di solidarietà. Una bella occasione per dare visibilità a uno sport in grande crescita ma ancora troppo snobbato dai media.

Sara Gama e l’FC St. Ambroeus, due storie di sport e solidarietà

Una giocatrice di calcio si appresta ad andare al tiro durante una partita

Il calcio femminile è un fenomeno in grande crescita. Sara Gama, capitano della Nazionale italiana, ha vinto il premio Laltropallone.

Il premio L’Altropallone è un riconoscimento nato nel 1997. Assegnato da una giuria composta da giornalisti, operatori del mondo dell’informazione e del volontariato nonché dai premiati degli anni precedenti, premia chi, nello sport ma non solo, si distingue per azioni di solidarietà a tutela delle categorie più svantaggiate. È organizzato dalla Onlus Altropallone Asd, che promuove campagne e progetti che utilizzano lo sport come veicolo di incontro e solidarietà.

L’edizione 2019 è stata assegnata a due grandi protagonisti di un calcio che è minore solo per la poca visibilità: il calcio femminile e quello dilettantistico. I vincitori sono infatti Sara Gama e la squadra dell’FC St. Ambroeus. Gama è la capitana della Nazionale italiana di calcio femminile e della Juventus. La motivazione del premio recita: “Esempio di grinta e determinazione, nonché di consapevolezza del suo ruolo nello sport e nella società, è una bandiera del calcio, non solo femminile”: un riconoscimento quindi alla battaglia quotidiana delle atlete italiane per andare oltre sgradevoli stereotipi sessisti ed omofobi e di vedersi riconosciuti diritti che sono scontati solo per gli atleti maschi. L’FC Sant’Ambroeus è invece una squadra che milita in Terza categoria. Nata nel 2018, è costituita esclusivamente da richiedenti asilo e rifugiati, e porta avanti una idea di antirazzismo e tolleranza quanto mai necessaria di questi tempi.

Sara Gama, una protagonista del calcio femminile

Nata nel 1989 a Trieste da mamma friulana e papà congolese, Sara Gama si appassiona al calcio fin da ragazzina e comincia prestissimo la trafila nelle poche società di calcio femminile della sua regione. Gioca in difesa e si distingue per la grinta e il notevole senso tattico. Di lei, uno che di difensori se ne intende come Billy Costacurta dice che ricorda Fabio Cannavaro. Nel 2012 arriva al Brescia: con le rondinelle arriva terza in campionato siglando tre reti. In carriera vanta anche un’esperienza nel Paris Saint-Germain, prima di sbarcare nel 2017 alla Juventus, con cui vince subito lo scudetto. È una colonna della Nazionale di calcio, di cui è capitana, e con cui parteciperà ai Campionati Mondiali.

La gente neanche immagina che le sportive in Italia siano tutte dilettanti. Non dico noi che giochiamo a calcio, parlo delle atlete che portano la bandiera alle Olimpiadi. Non abbiamo assicurazione sanitaria, previdenza, neanche uno stipendio, solo un rimborso spese. Però lavoriamo come professioniste tutti i pomeriggi. Ho visto ragazze titolari in Nazionale smettere a 25 anni per aver ricevuto un’offerta di lavoro. Fino a poco tempo fa se rimanevi incinta l’accordo con la tua società si dissolveva.Sara Gama, difensore della Juventus e della Nazionale

Sara Gama è anche consigliere della Federazione Italiana Gioco Calcio. Nel 2018, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata inserita, unica italiana, tra le 17 personalità femminili più importanti, quale “fonte di ispirazione per le ragazze del futuro”. È una delle voci più autorevoli nella battaglia che il calcio femminile sta facendo nel nostro Paese per trovare maggiore visibilità, ed è anche molto impegnata, come testimonia anche il premio L’Altropallone, in iniziative di solidarietà e inclusione.

Il ritardo nel nostro calcio femminile di circa 15 anni può essere assorbito in poco tempo grazie alla nostra esperienza. Sono l’unica italiana ad aver giocato una finale di Champions, mi auguro che presto ci sia un’italiana che la porti a casa. Il razzismo? Non credo che quello italiano sia un popolo razzista. Credo però che sia un popolo ignorante, nel senso che ignora. Purtroppo il mondo del calcio è spesso specchio della società.Sara Gama, difensore della Juventus e della Nazionale

Il ritardo del calcio femminile nel nostro Paese

La situazione del calcio femminile in Italia è ancora molto indietro, rispetto ad altri stati. Basti pensare al caso degli Stati Uniti, con la nazionale tre volte campione del mondo e attuale detentrice del titolo, o alla Germania bicampione iridata: Paesi in cui strutture, squadre e federazioni hanno peso e visibilità praticamente uguali al settore maschile. In Italia si sconta un ritardo enorme da parte della FIGC nel supportare la crescita di questo sport. Recentemente, molte squadre di Serie A hanno rilevato il titolo sportivo di storiche società femminili, nel tentativo di dare un contributo alla crescita del settore: è il caso della Juventus, della Roma e dell’Atalanta, in Serie A, e dell’Inter, che ha rilevato il titolo di una società militante in Serie B e ha mantenuto la permanenza in seconda divisione.

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