Atletica, al via in Qatar l’edizione 2019 dei Campionati Mondiali

Nella cornice del Khalifa International Stadium di Doha, in Qatar, si terrà l’edizione 2019 dei Campionati Mondiali di atletica leggera. Si cerca soprattutto l’erede di Usain Bolt, ma quali saranno gli atleti da tenere d’occhio? E l’Italia riuscirà a migliorare la striminzita prestazione di due anni fa, in cui arrivò solo un bronzo nella marcia?

Il programma della manifestazione

Una atleta ai blocchi di partenza e il logo dei Campionati Mondiali di atletica 2019

Dal 27 settembre al 6 ottobre, a Doha, in Qatar, spazio ai Campionati Mondiali di atletica leggera.

Cornice inedita, quella del Qatar, per una rassegna iridata di atletica leggera. Ma la capitale del paese medio-orientale l’ha spuntata sulle rivali Barcellona e Eugene, e così sarà l’impianto, rinnovato nel 2005, del Khalifa International Stadium, capace di 50.000 spettatori, ad ospitare le gare dei Campionati Mondiali, a partire da venerdì 27 settembre e fino al prossimo 6 ottobre. La prima giornata sarà quasi interamente riservata alle qualificazioni di salto e corsa, per concludersi con la maratona femminile.

Da sabato 28, però, si fa sul serio, con le finali del martello, della 50km di marcia e dei 10.000 metri femminili, nonché del salto in lungo, dei 50km di marcia e soprattutto dei 100m maschili. Da segnare in agenda anche i 100m donne (domenica 29), il salto in alto femminile (lunedì 30), i 200m e gli 800m uomini (martedì 1), i 200m femminili (mercoledì 2), la 4×100 maschile e femminile e la maratona uomini (sabato 5) e il gran finale di domenica 6, con 7 finali, tra cui i 10.000 metri uomini.

I protagonisti più attesi

Tra i 1.900 atleti, in rappresentanza di 209 nazioni, che presenzieranno la rassegna di Doha, ci sarà un fantasma che aleggerà, quello di Usain Bolt: sarà il primo Mondiale, infatti, senza colui che è stato il vero faro dell’atletica leggera degli ultimi anni. La grande domanda è dunque se ci sarà qualcuno in grado di succedere al trono del velocista giamaicano, non solo in termini di vittorie ma anche di impatto mediatico. Uno dei candidati più forti è sicuramente il 22enne statunitense Noah Lyles, capace di un ottimo 19″50 sui 200m, che dovrebbero essere suoi senza rivali. Un altro statunitense, Christian Coleman, dovrebbe aggiudicarsi i 100m.

Un altro atleta atteso a grandi cose è Juan Miguel Echevarria, a pochissimi centimetri dal record mondiale di 8.95m nel salto in lungo, così come, nei 400 ostacoli, Kastern Wharolm. E tra le donne? Anche qui ci sono atlete pronte a entrare nella storia, a cominciare dalla russa Marija Lassizkene, che nel salto in alto dovrebbe laurearsi regina davanti alla rivale di sempre, l’ucraina Julija Levschenko, l’unica capace di batterla quest’anno. Nel salto con l’asta, occhio invece alla sfida a tre tra Stefanidi, Newman e Norris. Nella velocità, la coppia giamaicana Thompson/Fraiser-Pryce punta alla doppietta, ma le varie Asher-Smith e Ta-lou daranno filo da torcere. Nei 400 ostacoli è la primatista mondiale Muhammad a partire coi favori del pronostico.

Le speranze dell’Italia

Per la rappresentativa italiana, il compito, apparentemente non impossibile, è quello di far meglio del 2017, quando l’unica gioia per i nostri colori arrivò dal bronzo di Antonella Palmisano nella 20km di marcia. La nostra Nazionale sarà formata da ben 66 atleti, e l’idea è quella di crescere per arrivare all’obiettivo-Olimpiadi. Per questo, non aspettiamoci molti arrivi sul podio: Doha sarà una tappa nel percorso verso Tokyo 2020.

Detto questo, è soprattutto la marcia a darci qualche speranza: nel settore femminile, la già citata Palmisano vuole ripetere e possibilmente migliorare il terzo posto di due anni fa. Eleonora Giorgi cercherà l’impresa nella 50km, specialità in cui ha già vinto in Coppa Europa. Tra gli uomini, anche Massimo Stano nella 20km ha chance di far bene. Sara Dossena può essere l’outsider vincente nella maratona femminile, ma questa gara sarà decisa soprattutto dalla resistenza al caldo

Nelle gare dentro lo stadio, possiamo sperare in un miracolo di Gianmarco Tamberi nell’alto, anche se i molti infortuni patiti quest’anno non possono renderlo uno dei favoriti. Yeman Crippa proverà l’impresa tra 5.000 e 10.000m. Sognare una medaglia del gallurese Filippo Tortu nei 100m è ancora utopia, stesso discorso per Alessia Trost nell’alto. Diciamo che l’obiettivo azzurro sarà raggiungere il maggior numero possibile di finali (anche Davide Re può dire la sua nei 400m).

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