Report ONU: il gioco illegale può valere 1,7 trilioni di dollari
Le dimensioni economiche del gioco illegale nel mondo emergono da un recente rapporto delle Nazioni Unite, che identifica nel Sud-est asiatico l’area centrale del business.
Ci sono cifre che si fatica anche a immaginare, prima che a vederle tutte insieme, soprattutto se in denaro. La maggior parte di noi comuni mortali, conosce a malapena a quanto ammonta un trilione: tecnicamente, si definisce così una cifra di mille miliardi. Ecco, adesso immaginate questa stessa cifra in dollari, e avrete una stima del business del gioco illegale nel mondo.
Di questi ordini di grandezza si parla nel rapporto ONU sulla criminalità organizzata del Sud-est Asiatico. Il rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite passa in rassegna tutte le attività illecite di quella parte di mondo e, tra vari traffici (stupefacenti, armi, esseri umani), occupa un posto importante anche il settore del gambling. Il mercato nero del gioco ha dimensioni mastodontiche e un forte radicamento proprio in Asia.
In generale, il rapporto stima in una cifra fra 340 miliardi e 1,7 trilioni di dollari all’anno il volume di affari del gioco illegale nel mondo. Di tale incredibile fiume di denaro, secondo l’Asian Racing Federation, circa la metà fluttua tra Cina e Taiwan, comprese regioni speciali come Hong Kong e Macao. Oltre alle dimensioni, preoccupa la modalità di diffusione del gioco online illegale, che prende sempre più di mira i minori.
Sono numeri che fanno impallidire quelli, già molto preoccupanti, che riguardano l’Italia. Secondo una ricerca recente effettuata da LUISS e Prisma, infatti, il volume d’affari del mercato nero del gioco, in Italia, è di quasi 30 miliardi di euro all’anno. Si tratta di un nemico invisibile, con mille ramificazioni, che drena risorse importantissime sia al mercato legale che all’erario.
La battaglia che in Italia viene portata avanti dall’Agenzia Dogane e Monopoli, la cui lista di siti inibiti ha ormai da tempo superato quota dodicimila, riguarda il report ONU non solo indirettamente. Buona parte dei siti off-shore che poi propongono gioco anche agli italiani tramite canali illeciti, difatti, provengono proprio dal Sud-est asiatico e, nella pressoché totalità dei casi, si tratta di soggetti legati alla criminalità organizzata.
A rendere il fenomeno più difficile da arginare è la sovrapposizione crescente tra offerta legale e offerta illecita: la rappresentante regionale UNODC per il Sud-est asiatico e il Pacifico, Delphine Schantz, parla di un confine sempre più labile tra le due dimensioni. L’offerta illegale sfrutta le ambiguità normative per presentarsi come lecita e ampliare il proprio bacino di utenza, con particolare attenzione al pubblico più giovane. Su questo fronte si collocano le proposte di contrasto avanzate in ambito europeo, come il piano dell’EGBA contro il gioco illegale presentato in Commissione europea.
Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

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