Polymarket e la bomba dei mercati predittivi pronta a esplodere

Il caso Polymarket, piattaforma di prediction markets, allarma il mondo del gioco. Secondo molti operatori, associazioni di categoria ed esperti del settore, essa costituisce una seria minaccia per comparti come quelli delle scommesse sportive legali.

Logo di Polymakert su sfondo bianco

Polymarket è proibito in Italia, ma il suo sito è visibile

Il nome tecnico è “prediction markets”, reso in italiano con la definizione di “mercati predittivi”. Di fatto, però, si reggono su dinamiche che somigliano molto a quelle del trading e delle scommesse sportive, ma senza una normativa o regolamentazione specifica. Il caso Polymarket, piattaforma americana che di recente è entrata nelle cronache italiane, è di quelli che tolgono il sonno alle aziende del gaming ma anche alla politica.

In sostanza, le piattaforme come Polymarket consentono la compravendita di quote sugli esiti di vari eventi, che spaziano dallo sport alla geopolitica, all’economia e, più in generale, a qualsiasi cosa abbia a che fare con la previsione di eventi futuri. Queste piattaforme si basano su blockchain e gestiscono i movimenti in criptovalute. Nel caso di Polymarket, si opera tramite la stablecoin USD Coin.

Il problema, come sottolineato anche dalla Fondazione FAIR, non riguarda soltanto la definizione giuridica di queste piattaforme, ma soprattutto i comportamenti che possono attivare. Se un prodotto genera esposizione economica, coinvolgimento emotivo, possibilità di aumentare la propria posizione dopo una perdita e frequenza d’uso, allora il confine con il gioco con vincita in denaro diventa molto sottile.

Per questo, secondo FAIR, i prediction markets dovrebbero prevedere tutele analoghe a quelle del betting: limiti, autolimitazione, controlli sull’età, trasparenza sui rischi e strumenti di monitoraggio dei comportamenti problematici.

L’altro pericolo, strettamente collegato alla carenza normativa, è quello dei casi di insider trading, il più recente dei quali è quello di un dipendente italiano di Google arrestato negli USA perché sfruttava la sua posizione per guadagni illeciti, ovvero scommetteva su eventi futuri di cui conosceva già l’esito, grazie alle conoscenze riservate di cui disponeva per il suo lavoro.

In precedenza, un ufficiale delle forze speciali americane era stato arrestato per aver scommesso sulla cattura dell’ormai ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, che sarebbe avvenuta di lì a poco e della cui imminenza il militare era ovviamente informato. Questi sono solo i più macroscopici dei rischi, ma cosa c’entra l’Italia? Polymarket era stato inserito nella lista dei siti inibiti da ADM, ma a fine 2025 è stato sbloccato dopo ricorso.

Oggi, dall’Italia, è possibile consultare Polymarket ma non operarci, divieto che secondo diversi osservatori resta comunque aggirabile tramite VPN. Il caso diventa ancora più delicato perché la piattaforma è entrata nel calcio italiano dalla porta principale: da aprile è il nuovo main sponsor della Lazio, mentre addirittura la Serie A ha stretto con Polymarket una partnership per il mercato statunitense. Una situazione che apre anche un tema di comunicazione e reputazione: una realtà non autorizzata a operare in Italia può comunque ottenere visibilità attraverso club e competizioni italiane. Proprio per questo una normativa ad hoc sui prediction markets appare ormai necessaria.

Arianna Venegoni: Senior editor di sitiscommesse.com
Arianna Venegoni

Caporedattrice di sitiscommesse.com, Arianna Venegoni supervisiona e scrive i contenuti del sito. Il suo background integra la conoscenza del betting internazionale data da esperienze all’estero, alla scrittura editoriale maturata per importanti testate come Tremilasport e Cosmopolitan. È host dei podcast Talkbet e Talkbet&Risposta, dove unisce passione e competenza sportiva.

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