Ok aumento bilancio UE, ma spaventa nuova tassa sul gioco online

L’industria europea del gaming sta vivendo un periodo di fibrillazione, a causa di una possibile nuova tassa europea sul gioco online. La misura è tra quelle ipotizzate per coprire l’aumento del bilancio UE del 10%.

Grafici e bandiera UE

Tassa UE su gioco online: contrari gli operatori.

Dalla fine di aprile, il settore europeo del gioco non dorme più sonni tranquilli. Il Parlamento di Strasburgo, infatti, riunito in sessione plenaria, ha approvato a larga maggioranza (370 favorevoli, 201 contrari, 84 astenuti) l’aumento del bilancio UE del 10% rispetto a quanto originariamente stabilito dalla stessa Commissione nel luglio scorso. E perché mai il settore del gioco dovrebbe aver da temere da questo provvedimento?

Si tratta di un pacchetto di indirizzo, che deve essere trasformato in provvedimenti reali, ma che si basa su un principio: tutelare le misure già previste in periodo Covid, che sono ritenute positive, ma senza gravare troppo sulle future generazioni. A tale scopo, è stato deciso di tenere il cosiddetto NextGenerationEU (NGEU) fuori dal bilancio, che dovrà essere pari all’1,27% del RNL (Reddito Nazionale Lordo).

In termini pratici, ciò si traduce in un fabbisogno extra di circa 200 miliardi di euro. Per coprirlo, è necessario ricorrere alle risorse proprie, ovvero misure che non prevedono il pagamento da parte degli stati membri, ma vengono trattenute direttamente dall’UE. Nelle ipotesi formulate per reperire le risorse, ce n’è una che spaventa tantissimo l’industria del gaming: una tassa europea sul gioco online.

A questa tassa sono contrari tutti, a partire dall’ EGBA (European Gaming & Betting Association), per ragioni anche abbastanza ovvie. In primis, molti paesi UE tassano già i ricavi lordi degli operatori per il 50% e anche oltre. Inoltre, una nuova tassa avrebbe l’effetto di abbassare la competitività degli operatori legali, a tutto vantaggio del gioco illegale che – come è noto – non versa un euro di tasse.

Parliamo di un settore, quello del gioco off-shore, che viene stimato in almeno 20 miliardi di euro solo in Italia. Questa ipotetica nuova tassa è ancora da quantificare e, peraltro, presenterebbe forti difficoltà anche nell’applicabilità, visto che il settore del gioco non è armonizzato a livello europeo. Le altre ipotesi per reperire fondi a copertura dei 200 miliardi sono prelievi sulle attività digitali e sulle transazioni in criptovalute.

Le criticità dunque non mancano, e poi c’è anche da considerare un altro aspetto. In sede di approvazione dell’eventuale legge che istituisse queste nuove tasse che si sono rese necessarie, è necessaria l’unanimità. Basterebbe il veto di un solo stato membro a far tornare tutto indietro. In tal senso, Malta – paese nel quale il gioco online rappresenta una voce importantissima nell’economia nazionale – è candidata molto credibile a un veto.

Sara Provasi
Sara Provasi

Sara Provasi, Casinò editor del sito, vanta un’esperienza consolidata nel settore con collaborazioni per GDC Group (Gambling.com) e Assopoker. Analizza meticolosamente bonus, giochi e termini e condizioni, garantendo guide sicure e un’attenzione costante al gioco responsabile.

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