Ippica: giù i proventi per la filiera, urge tavolo di confronto

Nel mondo dell’ippica infiamma la polemica, dopo che sono stati diffusi i dati sulle scommesse ippiche per il 2025. Salgono incassi, vincite e margini per i bookmaker, ma scendono i proventi destinati alla filiera ippica.

Cavalli al galoppo in una corsa ippica

Crollano i margini per la filiera ippica

Nel 2025, il Governo Meloni ha preso atto della grave crisi del settore ippico e promesso di intervenire in merito. Tramite il MASAF (Ministero dell’agricoltura) e l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli), ha quindi messo a punto una riforma delle scommesse ippiche, riducendo la tassazione sulle puntatea quota fissa e introducendo altre agevolazioni. A quanto pare, però, ciò non è bastato.

Quando sono stati resi noti i dati sull’andamento di questo comparto nel 2025, è scoppiato un putiferio tra gli addetti ai lavori. In particolare, è stato Giorgio Sandi, ex presidente SNAI e Sisal, oggi alla guida di Ippica Nuova, a firmare una nota polemica sullo stato del settore. I dati, infatti, sono da un lato lusinghieri, ma dall’altro allarmanti.

Nell’anno da poco concluso, la raccolta delle scommesse ippiche a quota fissa è stata di 523,8 milioni di euro, mentre le vincite erogate ammontano a 453,2 milioni e il margine lordo, ovvero quanto effettivamente perso dai giocatori, è stato di 70,7 milioni. Questo dato, però, è l’unico in calo (-4,19%) rispetto al 2024, mentre raccolta e vincite sono cresciuti di circa il 5% ciascuno.

Il calo del margine lordo, purtroppo, incide anche sui proventi che da esso vengono destinati alla filiera ippica. E tali proventi si sono più che dimezzati, passando dai 21,9 milioni di euro del 2024 ai 10,3 milioni del 2025. Parallelamente, scende anche la quota destinata all’Erario (da 10,9 a 5,1 milioni). Salgono invece, e molto bene, i margini delle società di scommesse, che passano dai 40,9 milioni del 2024 agli attuali 55,2 milioni.

Se dunque è vero che, a fine anno, alla riforma è stato aggiunto anche un aumento del 10% del montepremi destinato alle corse ippiche, il grido di allarme lanciato dal presidente Sandi riguarda proprio la distribuzione di questi benefici, con la filiera che viene fortemente penalizzata. Sono perdite economiche che non potranno non avere effetti negativi sulle attività.

Per tali ragioni, Ippica Nuova e il suo presidente invitano Governo, ADM e MASAF a rivedere le loro posizioni, perché l’attuale struttura della riforma non porta vantaggi agli operatori ippici. Sandi invoca un tavolo di confronto tra Ministero, ADM e rappresentanze di tutte le categorie di lavoratori nel settore delle corse dei cavalli. Un altro anno con simili cali nei proventi potrebbe avere effetti devastanti.

Simone Cola
Simone Cola

Simone Cola, redattore esperto di betting, ha collaborato con testate autorevoli come Fox Sports Italia e operatori del calibro di bwin.it. La sua esperienza diretta nel settore garantisce pronostici e analisi sportive credibili e approfondite.

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