Gallino sull’infotainment sportivo: «Ci sarà una transizione»
Le nuove regole sui portali di informazione sportiva legati ai concessionari non arriveranno con un taglio netto. L’AGCOM invita l’intero comparto a far sentire la propria voce e garantisce una fase transitoria per tutelare i contratti già in essere, mentre l’ADM guarda con favore all’arrivo di confini certi tra informazione e pubblicità occulta nei siti di infotainment.
Davide Gallino, dirigente dell’Autorità e responsabile del procedimento per la delibera 234/26/CONS, è intervenuto a un panel del SiGMA World 2026 ospitato alla Fiera di Roma, partendo dal metodo prima ancora che dal merito: «incoraggio tutti a prendere parte alla consultazione pubblica». Un invito rivolto a tutti gli stakeholder e tutt’altro che formale: il testo in discussione ridisegna i requisiti con cui un marchio di scommesse può affiancare attività editoriali estranee al gioco, e i contributi ricevuti verranno pubblicati integralmente e in chiaro.
Sulla sorte degli accordi già operativi, il dirigente ha rassicurato la platea: «dopo le linee guida definitive ci sarà un periodo di transizione e di adattamento, e i contratti in essere potranno continuare fino alla scadenza, come è avvenuto dopo il rilascio delle linee guida sul gioco responsabile di agosto». Una gradualità che sposta il vero banco di prova sui rinnovi futuri, quando le intese andranno riscritte secondo i nuovi standard.
Ripercorrendo la genesi dell’intervento, Gallino ha fatto riferimento all’origine del divieto pubblicitario: «il Decreto Dignità avrebbe potuto essere applicato in maniera ancora più restrittiva, per questo per qualche anno non siamo intervenuti, ma poi è stato necessario porre delle linee guida». La spinta decisiva è arrivata con la delibera 200/26/CONS del 10 agosto, che ha individuato nei domini con estensioni come .live, .sport o .news un potenziale aggiramento promozionale del divieto, rendendo indispensabile aggiornare le linee guida del 2019. L’avvio della consultazione sui siti di infotainment il 22 ottobre, a poco più di due mesi di distanza, evidenzia l’urgenza con cui l’Authority sta trattando il dossier.
L’obiettivo esplicito è porre un freno ai messaggi ambigui di quegli operatori che adottano brand .sport o .live identici per nome e veste cromatica al marchio di scommesse e casinò, impiegandoli come leva promozionale a bordo campo durante i grandi eventi sportivi. La bozza interviene con decisione: l’identità visiva del marchio di gioco non potrà essere clonata, mentre il numero di concessione e il logo ADM verrebbero valutati come indizi di riconducibilità all’offerta di scommesse. Sotto esame stringente finiranno sponsorizzazioni, cartellonistica e display LED negli stadi.
Per i portali di informazione, la bozza modifica il capitolo delle esclusioni fissando paletti rigorosi: presenza di un direttore responsabile, redazione identificabile, periodicità negli aggiornamenti, contenuti originali e marchio registrato in classi merceologiche estranee al betting, oltre al divieto di ospitare link, banner o codici bonus verso l’offerta di gioco del gruppo. Escluso dai benefici anche chi tenta di schermarsi dichiarando di non essere testata giornalistica per assenza di periodicità, una precisazione pensata per sbarrare la strada a scappatoie puramente formali.
Il quadro resta invece più aperto sul fronte dei siti affiliati. Sul punto, Gallino ha tracciato una precisa gerarchia d’azione: chiarire prima cosa sia lecito per legge e, solo successivamente, verificare i modelli operativi dei singoli soggetti. La bozza applica comunque una vigilanza rafforzata agli annunci a pagamento su parole chiave del betting e alle sezioni di recensione e comparazione degli operatori, un tema che tocca da vicino il settore editoriale specializzato. Sulla questione è intervenuto anche Antonio Giuliani, direttore dell’Ufficio gioco a distanza e scommesse dell’ADM, sottolineando come le nuove regole siano «attese con ansia perché definiranno una volta per tutte quali sono i limiti tra informazione e pubblicità oltre cui ci si potrà spingere», investendo anche comparatori di quote e influencer.
Per l’ADM, disporre di parametri certi tutela gli operatori autorizzati fissando un perimetro chiaro entro cui competere: se il Decreto Dignità mirava a stroncare l’eccesso pubblicitario del passato, oggi il rischio riguarda la promozione mascherata da infotainment, ed è necessario ristabilire un punto d’equilibrio. Parallelamente, per contrastare l’offerta illegale sono allo studio ulteriori interventi di sistema, tra cui il blocco dei flussi di pagamento diretti verso piattaforme offshore non autorizzate. Per l’infotainment sportivo, la partita si giocherà nella consultazione pubblica dell’AGCOM (delibera 234/26/CONS), aperta all’invio di osservazioni via PEC fino al 21 novembre.
Denis Michelotti è direttore di sitiscommesse.com dal 2025. Vanta oltre dieci anni di esperienza in editoria digitale e product management, con collaborazioni per Sky Italia, Gracenote e realtà internazionali. Cura le strategie editoriali e lo sviluppo strategico del sito.

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