2025, anno d’oro per le scommesse virtuali: spesa vola a +10,5%
Partito in sordina e con diversi dubbi sulle sue reali potenzialità, il comparto delle scommesse virtuali sta vivendo una progressiva esplosione. Sono sempre di più i soldi spesi dagli italiani in questo tipo di divertimento.
Era il 2013, quando in Italia vennero legalizzate le cosiddette scommesse virtuali. L’idea era nata già da qualche anno, ma le infrastrutture informatiche non consentivano ancora una sufficiente diffusione di una qualità di connessione a internet tale da poter garantire un servizio di questo tipo. Al tempo, in molti storcevano il naso, dubitando che questa particolare forma di betting avrebbe avuto successo.
Una dozzina abbondante di anni dopo, tutto è cambiato. L’anno che ci siamo lasciati alle spalle ha regalato numeri da record nel segmento del virtual betting. Secondo quanto riportano i dati dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), le scommesse virtuali hanno totalizzato nel 2025 un GGR di 723,1 milioni di euro. L’acronimo, che sta per Gross Gaming Revenue, indica la spesa, ovvero quanto effettivamente i giocatori hanno perso.
Nel 2024, sempre sottraendo le vincite al volume di gioco totale, il GGR era stato di 654,5 milioni di euro, dunque l’incremento su base annua è stato del +10,5%. Interessante è anche l’andamento mese per mese, con tutti i dati sempre superiori su base annua, seppur in maniera variabile. Dicembre è stato il mese con l’incremento maggiore (+14,2%), settembre quello con la crescita più ridotta (+5,64%).
Il fatto che le scommesse virtuali piacciano si era intuito già da prima che questi dati venissero resi pubblici. Anche nell’ultimo Libro Blu ADM, a confronto con i precedenti, la crescita di peso specifico di questo segmento era già visibile. Ma perché piace così tanto scommettere su eventi che non esistono realmente?
Sono diversi i fattori che contribuiscono a questo risultato: uno è che il mondo del betting continua a crescere in generale, come dimostrano i numeri della raccolta 2025 nelle scommesse sul calcio, un altro è che le virtual si sono parecchio evolute rispetto ai primi anni. Oggi, invece, molte squadre professionistiche di Serie A hanno accordi per l’utilizzo del proprio nome e delle proprie immagini.
Le immagini con cui sono costruiti gli highlights che mostrano il risultato finale sono collage di veri gol accaduti in vere partite, accadute però in tempi e momenti diversi. Un fattore che insieme ai nomi veri (non più Zebre-Giallorossi ma Juventus-Roma, per fare un esempio) fa la differenza insieme alle tempistiche molto ristrette: chi scommette sullo sport vero deve attendere l’inizio degli eventi, che invece nel mondo virtuale vanno in scena costantemente e a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.
Simone Cola, redattore esperto di betting, ha collaborato con testate autorevoli come Fox Sports Italia e operatori del calibro di bwin.it. La sua esperienza diretta nel settore garantisce pronostici e analisi sportive credibili e approfondite.

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