Vicenda 1XBet: “black list” da aggiornare

Continua il dibattito su 1XBet, il bookmaker russo con cui la Lega Calcio aveva annunciato un accordo di sponsorizzazione, salvo poi annullare il proprio contratto perché 1XBet era sprovvisto di regolare licenza in Italia. Lo sottolinea anche così il sottosegretario all’economia, Pier Paolo Baretta, che ribadisce la mancanza di regolari concessioni in Italia sia per il gioco pubblico che per il gioco online da parte dell’operatore russo. Risponde all’interrogazione presentata dai deputati di Scelta Civica.

1XBet nella black list

Il bookmaker 1XBet sarà inserto nella “black list” dei siti irregolari. ©assicuri.com

Operazioni illegali – L’allarme è scattato quando l’Agenzia è venuta a conoscenza che tale operatore avrebbe sponsorizzato la Lega Calcio, inviando tempestivamente una segnalazione che il bookmaker in questione non era in possesso di concessione italiana e, quindi, non poteva raccogliere scommesse sul territorio della penisola. Dopo alcuni accertamenti, l’Agenzia ha verificato la sussistenza di una relazione tra 1XBet ed eventi sportivi nazionali destinati ad un pubblico italiano. Va da considerare, dunque, che l’operatore russo effettuasse una raccolta di gioco in Italia illegalmente (perché sprovvisto di regolare concessione).

La “Black List” – Per arginare e contrastare la raccolta di gioco online effettuata illegalmente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli adopera un blocco dei siti irregolari con dominio “.com” che fa fede ad una “black list” continuamente aggiornata. Sulla lista nera ad oggi si contano oltre 6.000 siti web inibiti. In aggiunta, l’Agenzia ha portato i principali fornitori internazionali di software di gioco online a negare i propri servizi agli operatori che agiscono sul mercato italiano senza una regolare concessione statale. Un’azione che ha ridotto di fatto la possibilità che un giocatore possa superare il blocco dei siti con dominio “.com” giocando su siti non autorizzati.

Una mossa che ha permesso di attirare nel settore legale una grande fetta di giocatori che prima erano soliti giocare sui siti con dominio non autorizzati. Baretta ha quindi aggiunto:

Con riferimento ai chiarimenti richiesti circa l’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 24, commi 29, 30 e 31, del decreto-legge 98 del 2011, è da rilevare che le menzionate norme non hanno potuto trovare ancora attuazione per difficoltà oggettive palesate dall’ABI e dagli istituti bancari, in merito alla impossibilità/difficoltà di conoscere la identità dei soggetti che operano illegalmente in Italia nel mercato online con determinati marchi e che non palesano mai la loro denominazione sociale e di individuare precisamente la corrispondenza delle operazioni di trasferimento di denaro con tali soggetti. Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all’Economia

La tracciabilità del denaro – L’Agenzia delle dogane e dei Monopoli sottolinea come siano previsti una serie di interventi che potranno consentire il contrasto di tale fenomeno da parte degli operatori. Uno su tutti sarà l’obbligo di effettuare le ricariche dei conti di gioco con strumenti che consentono la tracciabilità delle transazioni e offriranno quindi la possibilità di risalire ai soggetti tra i quali avviene il trasferimento di somme.

L’on. Giulio Cesare Sottanelli (Scelta Civica-ALA) propone al Governo il blocco di trasferimento di denaro ai bookmaker esteri al fine di riuscire ad intervenire drasticamente sulle situazioni di irregolarità che danneggiano sia i cittadini che gli operatori che lavorano sulla base di una regolare concessione. Per Sottanelli è necessario provvedere a misure concrete per il contrasto all’illegalità, implementando un reale filtro di Internet Service Provider, al fine di impedire l’accesso ai siti identificati dalla “blacklist”.

Una situazione delicata, come precisa Laura Campopiano, Business development di SNAI, poiché se le aziende provviste di regolari licenze si impegnano ad adempiere ai propri obblighi, le istituzioni non dovrebbero essere da meno. La Campopiano precisa come bisogni tener conto che le imprese per operare in modo sano debbano essere in grado di programmare i propri investimenti, una cosa difficile se le regolre valide sul territorio non si conoscono o non si attuano. In Italia, le concessioni delle scommesse che sono in regime di proroga tecnica contano 5.600 negozi attivi e oltre 7.000 corner.

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